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L’autogestione della discordia: i liceali la vogliono, il
preside non la concede.
Autogestione: per qualcuno, un modo come un altro per accorciare
il già esile calendario scolastico. Per altri, un’occasione di
crescita e formazione comunitaria. Nel mezzo, Cassano. I liceali
avrebbero voluto gestirsi da sé per qualche ora alla settimana,
sulla scorta di un dettagliato programma di attività presentato
alla dirigenza scolastica. Il preside ha concesso spazi e tempi
non graditi agli studenti. Risultato: protesta studentesca.
Dietro le quinte, però, proseguono le trattative.
Comincia così. Gli allievi del liceo “Raffaele Lombardi Satriani”
vorrebbero dedicare spicchi dell’orario di lezione a questioni
che, normalmente, con la normale didattica hanno poco a che
vedere. Redigono un programma. Lo presentano al preside, Aldo
Viola. <<Avevamo chiesto – spiega Ivan Papasso, rappresentante
degli studenti – di poter trattare temi come la riforma Moratti,
alla quale siamo contrari, oppure, ancora, la guerra in Iraq e
le carenze strutturali dell’edificio che ci ospita>>.
Iniziative: <<Ritenevamo di poter stimolare la partecipazione a
tali dibattiti attraverso il cineforum, conferenze specifiche,
corsi di creatività>>. Tempi: <<Tre ore al giorno per una
settimana>>, precisa Ivan Papasso. Risposta della presidenza:
no. L’intesa, par di capire, sarebbe saltata sulle date: sono in
fase di svolgimento gli scrutini. I professori reclamano
serenità. Viola si dichiara disponibile a concedere la sospirata
autogestione, ma solo dopo il 17 dicembre, data di chiusura
degli scrutini. I suoi alunni non ci stanno. Insorgono e
proclamano lo sciopero ad oltranza. <<L’autogestione – commenta
il preside – è uno strumento per raggiungere determinati
risultati, non può diventare un fine. Le questioni poste al
centro delle richieste degli studenti sono in parte già state
discusse, in parte fuori luogo. Per esempio, come è possibile
pensare di risolvere il problema dei disagi infrastrutturali
attraverso tale strumento?>>. Seguono ulteriori perplessità.
<<Ritengo l’autogestione – aggiunge il preside del “Satriani” –
uno strumento importante. Se dovesse divenire solo un elemento
di socializzazione, ciò ne decreterebbe la scomparsa>>.
Versioni contrapposte. Ufficialmente, la protesta degli studenti
proseguirà fino a quando la presidenza non alzerà bandiera
bianca. Dal canto suo, il dirigente scolastico fa sapere d’avere
intenzione di chiudere i cancelli della scuola e di farli
riaprire solo davanti a chi vorrà riprendere le lezioni. In quel
caso, ai giovani liceali ribelli non resterebbe che conquistare
il fortino, occupando l’intero istituto.
Scenari parabellici, sia pur in chiave studentesca. Per evitare
un conflitto forse inutile, dietro le quinte fervono le
trattative. Il dialogo, mai interrotto, continua.
Gianpaolo Iacobini |