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<<Non
c’è un secondo dissesto alle porte, ma la situazione finanziaria
dell’ente è comunque seria ed i tempi per rimediare sono
ristretti>>.
La politica riscopre il dissesto: fiumi di parole. Per un
giorno, però, in cronaca finiscono i pensieri di chi il dissesto
non l’ha mai cancellato dalla propria agenda: Franca Peruzzi,
esponente di primo piano della Margherita. Da sindaco, tra il
1996 ed il 1999, la lady di ferro provò a domare il mostro che
soffocava il Comune e le sue casse. Lacrime e sangue all’inizio,
per un lento ritorno verso la difficile normalità. Poi, prima
che l’opera di risanamento potesse considerarsi conclusa, le
elezioni anticipate. Resta la conoscenza dell’argomento,
abbinata ad una rara lucidità politica.
Dottoressa Peruzzi, lei che sa, dica: Cassano rivivrà un secondo
dissesto?
<<In realtà, credo ci troviamo dinanzi ad un prolungamento del
primo. La mancata approvazione della salvaguardia degli
equilibri di bilancio, da parte del commissario prefettizio, è
dovuta a debiti sicuramente consolidatisi negli ultimi anni,
riconosciuti da sentenze, ma che hanno la propria radice in un
periodo antecedente il 1992. Tra l’altro, alcuni di essi non
sono neppure debiti, ma soltanto semplici richieste>>.
Ovvero?
<<Un cittadino che reclama soldi per non aver usufruito di un
certo servizio>>.
E queste “richieste” farebbero parte dei sei milioni di euro di
nuovi debiti certificati dal commissario prefettizio?
<<Sì. Sono state parificate ai debiti riconosciuti>>.
Com’è possibile?
<<Non saprei dire. Non è a me che deve chiederlo>>.
Eccezion fatta per i sei milioni di euro di fresca scoperta, ne
esistono di altri?
<<A mio parere, potrebbero venir fuori debiti sorti
successivamente alla dichiarazione del dissesto, riconosciuti in
sentenze ma non ancora contabilizzati>>.
Quali, ad esempio?
<<Quelli derivanti dall’opposizione giudiziale alle multe per
Autovelox, in procedimenti conclusisi sfavorevolmente per il
Municipio>>.
Un altro buco nero per le finanze comunali?
<<Ritengo che la loro entità non sia tale da creare noie agli
equilibri di bilancio>>.
Semplici richieste conteggiate come debiti, a fronte di debiti
reali ignorati: se fosse vero, un grave paradosso. Di chi,
eventualmente, la colpa?
<<Pure in questo caso, non potrei esserle d’aiuto. La domanda
andrebbe girata ad altri>>.
Un dissesto comunque esiste. Di recente, il Governo ha bocciato
l’ipotesi, postulata da tre parlamentari ulivisti in
un’interrogazione, primo firmatario un deputato della
Margherita, di annullare il piano di estinzione delle passività
pregresse. Un commento, prego.
<<Un’interrogazione inutile>>.
Come uscirne, allora?
<<Lavorando secondo le norme, con coraggio e chiarezza. L’Organo
straordinario di liquidazione, anzitutto. Deve deliberare se i
residui attivi presenti nel piano di estinzione delle passività
pregresse siano prescritti o meno, ed agire di conseguenza.
Successivamente, dovrà procedere alla messa in vendita dei beni
comunali, quantomeno di quelli vendibili>>.
A ciascuno il suo: quale il ruolo del Comune?
<<Come la Margherita propone da più di un anno, il Municipio
dovrebbe fornire la documentazione atta a mettere in condizione
l’ente di ottenere la concessione, da parte del Ministero
dell’Interno, di un mutuo integrativo per ripianare il
dissesto>>.
La panacea di tutti i mali?
<<Dipende dalla dotazione del fondo ministeriale>>.
Pure il commissario prefettizio pare intenzionato a percorrere
questa strada….
<<E’ vero, sembra che il commissario prefettizio si stia
muovendo in direzione dell’ottenimento del mutuo integrativo, ma
di alcuni passaggi riesce difficile cogliere contorni e
sfumature>>.
Cosa non vi convince?
<<In primis, la restituzione dei beni al Comune, da parte
dell’Organo straordinario di liquidazione, al posto di un nuovo
esperimento di vendita. Poi, la sospensione delle attività dello
stesso Organo straordinario per poco più di un mese, fino al 24
gennaio prossimo: un arco temporalmente ristretto per poter
consentire la serena e corretta valutazione di una
documentazione ampia, in un quadro normativo complesso>>.
La politica non è stata in grado, finora, di chiudere la pagina
del dissesto. Ci riuscirà la prossima amministrazione?
<<La presentazione della rendicontazione conclusiva del
dissesto, ad opera dell’Organo straordinario di liquidazione,
sarà lo spartiacque decisivo. Se l’Organo non dovesse provvedere
alla rendicontazione, proprio grazie alle azioni poste in essere
dal commissario prefettizio, la prossima amministrazione
comunale, pena la sopravvivenza di Cassano, dovrà destinare le
proprie energie e risorse a saldare i conti residui>>.
Altrimenti?
<<In caso contrario, si assisterebbe ad passo indietro dello
Stato davanti alla legalità: permettere il fallimento di una
città senza aver rispettato fino in fondo la lettera della
legge, che ad esempio prevede, in via preliminare rispetto alla
rendicontazione, la vendita dei beni comunali>>.
Sensazioni da profano: a Palazzo di città, in questi anni,
qualcuno ha sbagliato. Chi?
<<La legge Bassanini individua ormai da tempo i livelli di
responsabilità, sia politica sia dirigenziale>>.
L’azione di accertamento delle responsabilità, tuttavia, non è
mai stata neppure avviata. Perché?
<<Perché la vita dei consigli comunali, a Cassano, finisce anche
per questo motivo, pur essendo molto difficile, a mio parere,
individuare responsabilità per atti che si perdono nella notte
dei tempi. Per altri atti, invece, per i quali sarebbe più
agevole individuare la matrice, le dovute formalità non vengono
espletate>>.
Un mostro di nome dissesto. Nessun padre, una sola vittima:
Cassano. A.A.A.: legalità cercasi disperatamente.
Gianpaolo Iacobini |