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Sabato 13 Dicembre 2003

Cassano –  Dissesto: la parola a Franca Peruzzi


 <<Non c’è un secondo dissesto alle porte, ma la situazione finanziaria dell’ente è comunque seria ed i tempi per rimediare sono ristretti>>.
La politica riscopre il dissesto: fiumi di parole. Per un giorno, però, in cronaca finiscono i pensieri di chi il dissesto non l’ha mai cancellato dalla propria agenda: Franca Peruzzi, esponente di primo piano della Margherita. Da sindaco, tra il 1996 ed il 1999, la lady di ferro provò a domare il mostro che soffocava il Comune e le sue casse. Lacrime e sangue all’inizio, per un lento ritorno verso la difficile normalità. Poi, prima che l’opera di risanamento potesse considerarsi conclusa, le elezioni anticipate. Resta la conoscenza dell’argomento, abbinata ad una rara lucidità politica.
Dottoressa Peruzzi, lei che sa, dica: Cassano rivivrà un secondo dissesto?
<<In realtà, credo ci troviamo dinanzi ad un prolungamento del primo. La mancata approvazione della salvaguardia degli equilibri di bilancio, da parte del commissario prefettizio, è dovuta a debiti sicuramente consolidatisi negli ultimi anni, riconosciuti da sentenze, ma che hanno la propria radice in un periodo antecedente il 1992. Tra l’altro, alcuni di essi non sono neppure debiti, ma soltanto semplici richieste>>.
Ovvero?
<<Un cittadino che reclama soldi per non aver usufruito di un certo servizio>>.
E queste “richieste” farebbero parte dei sei milioni di euro di nuovi debiti certificati dal commissario prefettizio?
<<Sì. Sono state parificate ai debiti riconosciuti>>.
Com’è possibile?
<<Non saprei dire. Non è a me che deve chiederlo>>.
Eccezion fatta per i sei milioni di euro di fresca scoperta, ne esistono di altri?
<<A mio parere, potrebbero venir fuori debiti sorti successivamente alla dichiarazione del dissesto, riconosciuti in sentenze ma non ancora contabilizzati>>.
Quali, ad esempio?
<<Quelli derivanti dall’opposizione giudiziale alle multe per Autovelox, in procedimenti conclusisi sfavorevolmente per il Municipio>>.
Un altro buco nero per le finanze comunali?
<<Ritengo che la loro entità non sia tale da creare noie agli equilibri di bilancio>>.
Semplici richieste conteggiate come debiti, a fronte di debiti reali ignorati: se fosse vero, un grave paradosso. Di chi, eventualmente, la colpa?
<<Pure in questo caso, non potrei esserle d’aiuto. La domanda andrebbe girata ad altri>>.
Un dissesto comunque esiste. Di recente, il Governo ha bocciato l’ipotesi, postulata da tre parlamentari ulivisti in un’interrogazione, primo firmatario un deputato della Margherita, di annullare il piano di estinzione delle passività pregresse. Un commento, prego.
<<Un’interrogazione inutile>>.
Come uscirne, allora?
<<Lavorando secondo le norme, con coraggio e chiarezza. L’Organo straordinario di liquidazione, anzitutto. Deve deliberare se i residui attivi presenti nel piano di estinzione delle passività pregresse siano prescritti o meno, ed agire di conseguenza. Successivamente, dovrà procedere alla messa in vendita dei beni comunali, quantomeno di quelli vendibili>>.
A ciascuno il suo: quale il ruolo del Comune?
<<Come la Margherita propone da più di un anno, il Municipio dovrebbe fornire la documentazione atta a mettere in condizione l’ente di ottenere la concessione, da parte del Ministero dell’Interno, di un mutuo integrativo per ripianare il dissesto>>.
La panacea di tutti i mali?
<<Dipende dalla dotazione del fondo ministeriale>>.
Pure il commissario prefettizio pare intenzionato a percorrere questa strada….
<<E’ vero, sembra che il commissario prefettizio si stia muovendo in direzione dell’ottenimento del mutuo integrativo, ma di alcuni passaggi riesce difficile cogliere contorni e sfumature>>.
Cosa non vi convince?
<<In primis, la restituzione dei beni al Comune, da parte dell’Organo straordinario di liquidazione, al posto di un nuovo esperimento di vendita. Poi, la sospensione delle attività dello stesso Organo straordinario per poco più di un mese, fino al 24 gennaio prossimo: un arco temporalmente ristretto per poter consentire la serena e corretta valutazione di una documentazione ampia, in un quadro normativo complesso>>.
La politica non è stata in grado, finora, di chiudere la pagina del dissesto. Ci riuscirà la prossima amministrazione?
<<La presentazione della rendicontazione conclusiva del dissesto, ad opera dell’Organo straordinario di liquidazione, sarà lo spartiacque decisivo. Se l’Organo non dovesse provvedere alla rendicontazione, proprio grazie alle azioni poste in essere dal commissario prefettizio, la prossima amministrazione comunale, pena la sopravvivenza di Cassano, dovrà destinare le proprie energie e risorse a saldare i conti residui>>.
Altrimenti?
<<In caso contrario, si assisterebbe ad passo indietro dello Stato davanti alla legalità: permettere il fallimento di una città senza aver rispettato fino in fondo la lettera della legge, che ad esempio prevede, in via preliminare rispetto alla rendicontazione, la vendita dei beni comunali>>.
Sensazioni da profano: a Palazzo di città, in questi anni, qualcuno ha sbagliato. Chi?
<<La legge Bassanini individua ormai da tempo i livelli di responsabilità, sia politica sia dirigenziale>>.
L’azione di accertamento delle responsabilità, tuttavia, non è mai stata neppure avviata. Perché?
<<Perché la vita dei consigli comunali, a Cassano, finisce anche per questo motivo, pur essendo molto difficile, a mio parere, individuare responsabilità per atti che si perdono nella notte dei tempi. Per altri atti, invece, per i quali sarebbe più agevole individuare la matrice, le dovute formalità non vengono espletate>>.
Un mostro di nome dissesto. Nessun padre, una sola vittima: Cassano. A.A.A.: legalità cercasi disperatamente.

Gianpaolo Iacobini

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