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Domenica 14 Dicembre 2003

Sibari –  Stombi, ora indaga la Guardia Costiera


Stombi: indagine conoscitiva della Guardia Costiera. Restano le restrizioni alla navigazione. Inoltrato alla Procura un dettagliato rapporto sullo stato di sicurezza dei pontili del porto turistico sibarita.
Quelli che non parlano ma lavorano. Antonio Prencipe, tenente di vascello, è dallo scorso agosto il comandante dell’Ufficio circondariale marittimo di Corigliano. Pochi uomini a disposizione per un compito immane: sorvegliare lo Ionio, da Cariati a Rocca Imperiale. In pochi mesi, Prencipe ha imparato a conoscere anche lo Stombi, il rigagnolo che fa impazzire il mondo. Dovrebbe essere il canale di collegamento tra le darsene del porto turistico sibarita ed il mare aperto. È invece, sempre più spesso, una camminata messianica sulle acque: venti e correnti marine lo riempiono della sabbia trascinata a valle dall’impetuoso fiume Crati. Servirebbero interventi strutturali: allungare il molo, oppure erigere barriere frangiflutti. La Regione Calabria, più modestamente, s’è limitata a spendere un miliardo di vecchie lire per dragarne il letto sabbioso. Risultati? Nessuno. Il miliardo è stato speso, la sabbia è già tornata al suo posto. A dispetto delle previsioni progettuali, che pronosticavano tranquillità fino al 2005. Manlio Stassi, presidente dell’associazione “Laghi di Sibari”, ha tuonato contro l’inutilità degli interventi, il presunto sperpero di denaro pubblico, la disattenzione delle autorità competenti. Prencipe precisa: la Guardia Costiera ha fatto quel che doveva.
Cronaca di un colloquio. Anzitutto le novità. <<In queste ore – rivela il comandante dell’Ufficio circondariale marittimo di Corigliano – ho disposto una serie di accertamenti e controlli per verificare le condizioni di sicurezza e navigabilità dello Stombi. Vorrei tuttavia sottolineare un dato>>. Prego, comandante. <<Nessuna competenza sull’esecuzione dei lavori di dragaggio ultimati il mese scorso – aggiunge Prencipe – spettava ai nostri uffici. Tutto era demandato ai tecnici>>. Unico il compito della Guardia Costiera: assicurare l’osservanza delle ordinanze sulla navigazione. <<C’era un mio provvedimento risalente agli inizi di settembre, recante il progressivo 59 – rimarca il tenente di vascello coriglianese – che aveva il solo scopo di regolare il traffico marittimo attraverso lo Stombi in concomitanza con le opere di dragaggio del canale>>. Poi quell’ordinanza è venuta meno, allorchè il Comune di Cassano ha ufficialmente certificato l’avvenuta conclusione dei lavori ed il ripristino dell’apparente normalità. <<Questo – spiega Principe – non significa però un abbassamento della guardia da parte nostra: ricordo infatti che è tuttora in vigore una precedente ordinanza, la numero 31 del 17 luglio 2003>>. <<Si rende noto – recita l’ordinanza in questione – che il canale degli Stombi risulta essere privo di appositi segnalamenti marittimi e saltuariamente insabbiato. Si vietano pertanto, fino a nuovo ordine, l’entrata e l’uscita nel porto turistico dei Laghi di Sibari. Durante le ore diurne tutte le unità sono tenute a prestare massima attenzione all’ingresso perché spesso, a seguito di mareggiate, si verificano insabbiamenti>>.
Il nuovo ordine non c’è stato: l’ordinanza è dunque ancora vigente. <<Attendo di conoscere l’esito dell’indagine conoscitiva avviata>>, prosegue Prencipe. <<Subito dopo valuterò l’opportunità di adottare, eventualmente, un provvedimento ancor più incisivo>>. Obiettivo primario: garantire la sicurezza.
Per lo stesso motivo, nei giorni passati i militari del Circomare coriglianese hanno ispezionato i pontili interni alle darsene del porto turistico. Ad attivarli, un’altra ordinanza, firmata dal commissario prefettizio del Comune di Cassano, con la quale si evidenziava <<uno stato di pericolo, dovuto al cedimento strutturale di alcuni pontili in legno all’interno delle darsene>> e si ordinava di <<demolire ad horas e ricostruire entro la prossima stagione estiva, comunque non oltre il 31 maggio 2004, i pontili di attracco>>. Il rapporto dell’ispezione è finito ora sulle scrivanie della Procura della Repubblica di Castrovillari. Riscontrata la sussistenza di gravi fonti di pericolo per la pubblica incolumità, la magistratura potrebbe ora porre i sigilli ai pontili traballanti, in attesa del loro inevitabile rifacimento.
Quel pasticciaccio brutto dello Stombi: molti tacciono, qualcuno parla, in pochi lavorano.

Gianpaolo Iacobini

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