|
Stombi:
indagine conoscitiva della Guardia Costiera. Restano le
restrizioni alla navigazione. Inoltrato alla Procura un
dettagliato rapporto sullo stato di sicurezza dei pontili del
porto turistico sibarita.
Quelli che non parlano ma lavorano. Antonio Prencipe, tenente di
vascello, è dallo scorso agosto il comandante dell’Ufficio
circondariale marittimo di Corigliano. Pochi uomini a
disposizione per un compito immane: sorvegliare lo Ionio, da
Cariati a Rocca Imperiale. In pochi mesi, Prencipe ha imparato a
conoscere anche lo Stombi, il rigagnolo che fa impazzire il
mondo. Dovrebbe essere il canale di collegamento tra le darsene
del porto turistico sibarita ed il mare aperto. È invece, sempre
più spesso, una camminata messianica sulle acque: venti e
correnti marine lo riempiono della sabbia trascinata a valle
dall’impetuoso fiume Crati. Servirebbero interventi strutturali:
allungare il molo, oppure erigere barriere frangiflutti. La
Regione Calabria, più modestamente, s’è limitata a spendere un
miliardo di vecchie lire per dragarne il letto sabbioso.
Risultati? Nessuno. Il miliardo è stato speso, la sabbia è già
tornata al suo posto. A dispetto delle previsioni progettuali,
che pronosticavano tranquillità fino al 2005. Manlio Stassi,
presidente dell’associazione “Laghi di Sibari”, ha tuonato
contro l’inutilità degli interventi, il presunto sperpero di
denaro pubblico, la disattenzione delle autorità competenti.
Prencipe precisa: la Guardia Costiera ha fatto quel che doveva.
Cronaca di un colloquio. Anzitutto le novità. <<In queste ore –
rivela il comandante dell’Ufficio circondariale marittimo di
Corigliano – ho disposto una serie di accertamenti e controlli
per verificare le condizioni di sicurezza e navigabilità dello
Stombi. Vorrei tuttavia sottolineare un dato>>. Prego,
comandante. <<Nessuna competenza sull’esecuzione dei lavori di
dragaggio ultimati il mese scorso – aggiunge Prencipe – spettava
ai nostri uffici. Tutto era demandato ai tecnici>>. Unico il
compito della Guardia Costiera: assicurare l’osservanza delle
ordinanze sulla navigazione. <<C’era un mio provvedimento
risalente agli inizi di settembre, recante il progressivo 59 –
rimarca il tenente di vascello coriglianese – che aveva il solo
scopo di regolare il traffico marittimo attraverso lo Stombi in
concomitanza con le opere di dragaggio del canale>>. Poi quell’ordinanza
è venuta meno, allorchè il Comune di Cassano ha ufficialmente
certificato l’avvenuta conclusione dei lavori ed il ripristino
dell’apparente normalità. <<Questo – spiega Principe – non
significa però un abbassamento della guardia da parte nostra:
ricordo infatti che è tuttora in vigore una precedente
ordinanza, la numero 31 del 17 luglio 2003>>. <<Si rende noto –
recita l’ordinanza in questione – che il canale degli Stombi
risulta essere privo di appositi segnalamenti marittimi e
saltuariamente insabbiato. Si vietano pertanto, fino a nuovo
ordine, l’entrata e l’uscita nel porto turistico dei Laghi di
Sibari. Durante le ore diurne tutte le unità sono tenute a
prestare massima attenzione all’ingresso perché spesso, a
seguito di mareggiate, si verificano insabbiamenti>>.
Il nuovo ordine non c’è stato: l’ordinanza è dunque ancora
vigente. <<Attendo di conoscere l’esito dell’indagine
conoscitiva avviata>>, prosegue Prencipe. <<Subito dopo valuterò
l’opportunità di adottare, eventualmente, un provvedimento ancor
più incisivo>>. Obiettivo primario: garantire la sicurezza.
Per lo stesso motivo, nei giorni passati i militari del
Circomare coriglianese hanno ispezionato i pontili interni alle
darsene del porto turistico. Ad attivarli, un’altra ordinanza,
firmata dal commissario prefettizio del Comune di Cassano, con
la quale si evidenziava <<uno stato di pericolo, dovuto al
cedimento strutturale di alcuni pontili in legno all’interno
delle darsene>> e si ordinava di <<demolire ad horas e
ricostruire entro la prossima stagione estiva, comunque non
oltre il 31 maggio 2004, i pontili di attracco>>. Il rapporto
dell’ispezione è finito ora sulle scrivanie della Procura della
Repubblica di Castrovillari. Riscontrata la sussistenza di gravi
fonti di pericolo per la pubblica incolumità, la magistratura
potrebbe ora porre i sigilli ai pontili traballanti, in attesa
del loro inevitabile rifacimento.
Quel pasticciaccio brutto dello Stombi: molti tacciono, qualcuno
parla, in pochi lavorano.
Gianpaolo Iacobini |