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Natale,
tempo d’adorazione: torna il presepe vivente sibarita.
Quindici anni dopo, è una festa che coinvolge un’intera
comunità, attira curiosi e visitatori da ogni dove, viene
vissuto come un momento di intensa preghiera. La prima volta,
era il 1988, è difficile da scordare: a vestire i panni della
Madonna una giovanissima Stefania Fortino. Stefania sarebbe
stata rapita alla vita undici anni più tardi, nel luglio del
1999, da un terribile incidente stradale. Il suo ricordo, però,
non è mai svanito, e s’accompagna al vanto di Sibari, il presepe
vivente giunto alla sua quindicesima edizione.
L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Cassano e dalla Pro
Loco “Laura Serra”. Il motore vero, tuttavia, è un comitato di
cittadini. Decine di volontari e una parrocchia, quella di San
Giuseppe. In cronaca finiscono i nomi degli animatori e
coordinatori del gruppo: Domenico Alfano, Giuseppe Vocaturi,
Giancarlo Scardino, Gaetano Serrago, Pietro Perri. A loro la
parola. <<La manifestazione – dicono – rappresenta un momento di
riflessione e meditazione, sia spirituale, sia folkloristico. Al
centro vi è la rievocazione della Natività. Ai margini, invece,
ai lati della piazza, vivono le numerose botteghe artigiane che
rievocano fedelmente gli antichi mestieri>>. Esempi: ci sono i
pastori che accudiscono le pecore e gli animali chiusi nei loro
recinti. Ancora: le massaie che impastano il pane, gli
zampognari che suonano, i fabbri che battono il ferro. Per cielo
le stelle, per sfondo piazza Sant’Eusebio. Programma: domani
sera, con inizio alle 23, veglia con Maria di Nazareth nel
mistero del Natale. A mezzanotte, invece, tradizionale
appuntamento con la santa messa della natività. Domenica
28dicembre si replica: alle 17, infatti, santa messa della Sacra
famiglia di Nazareth e ripresentazione del presepe vivente.
Ultimo appuntamento il 6 gennaio del nuovo anno: alle 18
adorazione dei Magi e processione, dalla chiesa di San Giuseppe
alla chiesa di Sant’Eusebio.
Sibari e il suo presepe vivente: emblema di un popolo in
cammino.
Gianpaolo Iacobini |