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Mercoledì 24 Dicembre 2003

Cassano – “La vendetta narrativa di Nicola Misasi”, di Domenico Marino.


«Di là da verismo, naturalismo, romanticismo, decadentismo e narrativa d’appendice, Nicola Misasi si conferma anzitutto un narratore militante».
Giornalista, scrittore, calabrese: Nicola Misasi. Uomo di lettere, uomo di Calabria. Vissuto  a cavallo tra due secoli, l’Ottocento ed il Novecento, è considerato uno degli autori più fecondi della letteratura calabrese. A lui è dedicata ora una monografia, dal titolo “La vendetta narrativa di Nicola Misasi”, curata da Domenico Marino, cassanese, giovane giornalista e collaboratore del dipartimento di Filologia dell’Unical. Il volume, dato alle stampe per i tipi della casa editrice “Periferia”, reca la prefazione dell’accademica Caterina Verbaro. In copertina, l’effigie di un Misasi inedito, rivisitato in chiave grafica dal maestro Alessandro D’Elia.
Nel vivo dell’opera: Marino dedica particolare attenzione all’impegno che caratterizza l’intera produzione dell’intellettuale cosentino, rinvenendo nel padre di Massoni Carbonari l’interesse a riscrivere presente e passato della sua terra, fotografati in maniera distorta da una storiografia ed una letteratura incapaci di affondare le unghie della ricerca al di sotto dello strato superficiale che nasconde la verità delle cose. Quasi una sorta d’introduzione, utile ad addentrarsi nell’opera di Misasi: ripercorrendo i sentieri battuti dal narratore di Paterno Calabro, Marino vi riconosce rapporti con le diverse scuole e filoni letterari attivi nel panorama nazionale tra i due secoli, ma rompe con la precedente critica misasiana sottolineando, ad esempio, la distanza tra l’intellettuale cosentino e il verismo, anzitutto con la variabile più strettamente verghiana. L’autore delle Cronache del brigantaggio, infatti, è romantico e naturalista solo quanto gli basta per organizzare, in maniera narrativamente efficace, una sua personale difesa della Calabria. Misasi stesso, del resto, confessa che il vero obiettivo della sua opera è riscrivere la storia calabrese. In tale ottica, Marino assegna un’importanza particolare ai volumi saggistici di Misasi (Il gran bosco d’Italia e In Provincia, ma anche l’agiografia di San Francesco di Paola). Significativi i passaggi in cui la monografia ferma l’attenzione sugli appelli all’impegno che, seppur nascosti dal debole filtro dell’intreccio romanzesco, Misasi rivolge alla Calabria e ai calabresi, e ancora la condanna senz’appello per la classe politica regionale: «Dove erano i nostri rappresentanti allorché il Parlamento votò questa o quella legge, la costruzione di quella o questa ferrovia per favorire il Settentrione ai danni del Mezzogiorno di Italia, dove erano i nostri deputati, dove i nostri Senatori? Eran lì, forti di numero, ma fiacchi di animo, se non tardi di intelletto, incuranti o dimentichi dei sacri interessi che eran chiamati a sostenere. Perché pigliarcela dunque col Governo che favorisce i Lombardi, che predilige i Piemontesi, che si fa imporre dai Veneti e via via con simili piagnistei da eunuchi?».
Sembra ieri, è oggi: Nicola Misasi. La monografia a lui dedicata sarà presentata sabato 27 dicembre prossimo, nell’aula magna dei licei cassanesi, alle 18. Presiederà l’editore, Pasquale Falco. Previsti gli interventi di Aldo Viola, preside dei licei, e Donatella Laudadio, assessore provinciale alla cultura. Presenzierà l’autore, Domenico Marino.

Gianpaolo Iacobini

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