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Lunedì 29 Dicembre 2003

Cassano – Gran successo di pubblico per Nicola Misasi: presentata la monografia curata da Domenico Marino.


La vendetta narrativa di Nicola Misasi. Il titolo di un libro dedicato al giornalista e scrittore di Paterno Calabro, ma anche l’evento consumatosi in una fredda serata di fine dicembre a Cassano. Per cornice l’aula magna dei licei cassanesi. Sullo sfondo un folto pubblico. Spicca l’elevata partecipazione di giovani laureati e freschi studenti universitari. Sono loro i più attenti al racconto che narra di vita, opere e pensieri di Misasi il giornalista, scrittore quasi per rabbia, pedagogo per convinzione. Comunque calabrese, a cavallo tra due secoli, l’Ottocento ed il Novecento, snodo cruciale nel destino dell’umanità.
Quando si comincia, la sala si perde dietro alle urla ed agli occhi blu di Federico, un bambino biondo di pochi mesi appena, cui la monografia è dedicata. Lui, forte di innocenza ed allegria, dispensa sorrisi e sbuffi. In fondo, la festa è anche sua. Avanti: Martino Zuccaro, giornalista, coordina i lavori. Garbo ed ironia, per tracciare la via che introduce al mondo delle letture misasiane. Tocca a Pasquale Falco, patron della casa editrice “Periferia”, per i cui tipi è stata data alle stampe l’opera prima di Marino, impreziosita dalla prefazione dell’accademica Caterina Verbaro. <<Misasi – dice Falco – è stato il lettore straordinario di una Calabria vera, un uomo straordinario cresciuto in ambienti culturalmente all’avanguardia. Uno scrittore libero e diverso, di cui s’avvertiva il bisogno>>.  <<Il libro di Marino – gli fa eco Aldo Viola, preside dei licei – è un importante contributo, utile a capire cosa la Calabria sia stata davvero. Misasi? Un cronista attento ed appassionato, con un solo limite: non aver saputo cogliere con nitidezza, al di là delle istanze di giustizia individuale, i segnali della marcia verso la costruzione d’un tessuto sociale collettivo nuovo>>.
L’ora si fa tarda. Restano tempo e spazio solo per l’autore. Domenico Marino imbocca un sentiero diverso: abbandona il filone letterario per far posto, semplicemente, al ricordo di un’esperienza di vita che ha portato un giovane giornalista, collaboratore dell’Università della Calabria, a riscoprire un mostro sacro della letteratura calabrese, sconosciuto agli stessi calabresi.
Era così. Poi, in una fredda serata di fine dicembre, Nicola Misasi ha compiuto la sua vendetta narrativa. Di lui e delle sue opere, attraverso la monografia marininiana, si discuterà ora anche nelle scuole superiori.
Nessuno, quasi mai, è profeta in patria. La storia, per fortuna, ristabilisce sempre giustizia e verità.

Gianpaolo Iacobini

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