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“La
Chiesa, in questa difficile battaglia, deve darci una mano. Deve
mobilitare le coscienze”. I sindaci facenti parte della
Consulta, alcuni rappresentanti delle comunità montane il cui
territorio ricade nel perimetro dell’istituenda provincia
Sibaritide Pollino, gli esponenti dei vari comitati sorti in
tutto il territorio, dopo aver, ognuno per la propria parte,
illustrato al vescovo della Diocesi di Cassano, monsignor
Domenico Graziani, in un incontro tenutosi, mercoledì scorso,
nel “Salone degli Stemmi” dell’episcopio cassanese, le
problematiche inerenti la questione dell’istituenda provincia
Sibaritide – Pollino, con capoluogo Sibari, hanno chiesto
ufficialmente al Pastore un impegno diretto della Chiesa in
questa “battaglia”. Mercoledì pomeriggio hanno varcato il
portone del “Salone degli Stemmi” Mario Melfi, sindaco di
Amendolara, Vincenzo Marino, sindaco di Rocca Imperiale, Anna
Maria Brunetti, assessore al comune di Corigliano, Giacinto
Casciaro, coordinatore dei comitati pro provincia Sibaritide –
Pollino, Valeria Greco, presidente del comitato pro provincia di
Cassano centro, Antony Gioia di quello di Sibari, Pino Tricoci
di Trebisacce e Alto Ionio, Tina Varchetta e Antonio Uva,
componenti del comitato di Rossano e Basso Ionio, Leonardo
Trento e l’ingegnere Greco della Comunità Montana Sila Greca e
il dottor Chinnici in rappresentanza di quella del “Ferro e
dello Sparviero”. Alla riunione ha partecipato anche Gaetano
Zaccato nelle vesti di rappresentante del Forum delle
Associazioni. L’incontro si è aperto con la relazione del
professor Giacinto Casciaro. Il coordinatore dei vari comitati
pro provincia, dopo aver ringraziato monsignor Graziani per
l’ospitalità, ha illustrato al vescovo “gli obiettivi che si
vogliono raggiungere con l’istituzione della Provincia”. Nel
sostenere che con la nascita della Provincia si vuole
raggiungere l’autonomia territoriale e di governo di questa
terra ricca di storia e di cultura e che per centrare questo
obiettivo c’è la necessità che nessuno stia alla finestra, ha
chiesto ufficialmente a monsignor Graziani “un coinvolgimento
unitario per una mobilitazione delle coscienze”. Dopo un ampio e
articolato dibattito dove sono intervenuti gran parte dei
presenti, le conclusioni sono state tratte dal “padrone di
casa”. Il vescovo, nel dichiarare la sua disponibilità e
partecipazione per il raggiungimento del nobile scopo, ha tenuto
a evidenziare che “alla base di tutto debba esserci il dialogo.
Per risolvere i vari problemi è necessario, a dire del Presule,
avere sempre una capacità progettuale e programmare sempre
un’azione che miri verso l’alto”.
Antonio Iannicelli
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