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Sabato 15 Febbraio 2003

Cassano - I vecchi debiti contratti dal Comune. La relazione in Consiglio di Graziadio - Li pagheranno i cittadini << Impraticabili recupero residui, fondo cassa e vendite>>

Articolato dibattito (è durato più di sei ore) del consiglio comunale del dissesto finanziario dell'Ente, alla luce anche del decreto del ministero degli Interni che ha riportato il problema di piena attualità per i debiti contratti prima della dichiarazione del 5 ottobre 1992. «Si tratta – ha esordito nella relazione introduttiva l'assessore al Bilancio Giovanni Graziadio – di effetti nefasti sulle casse dell'Ente, che devono essere necessariamente neutralizzati per consentire una vita amministrativa più tranquilla. L'enorme massa debitoria (quasi 40 miliardi di vecchie lire) non può essere fronteggiata dal recupero dei residui attivi, dal fondo cassa e dai proventi che sarebbero dovuti affluire nelle casse comunali dalla vendita di beni patrimoniali non indispensabili valutati dagli uffici del Comune a prezzi catastali e non di mercato. «Secondo il titolare delle Finanze comunale, questo spiegherebbe l'esito negativo che ha sortito il primo esperimento di asta pubblica di alienazione dei beni. Il relatore ha, poi rilevato che la commissione straordinaria di liquidazione nella sua attività sarebbe stata lasciata in solitudine e non supportata in alcun modo dalle amministrazioni successive, al fine di individuare la procedura necessaria per fare uscire l'Ente fuori dal tunnel e cercare di soddisfare le pretese dei creditori. A parere dell'assessore non si sarebbe fatto nulla per rimettere l'amministrazione comunale in condizioni di normalità e di piena disponibilità delle risorse per rendere giustizia a centinaia di creditori. «I debitori contratti per conto dell'Amministrazione prima del '92 (sia quelli ammessi che quelli esclusi dalla massa passiva) alla fine – ha affermato Graziadio – qualcuno deve pagarli; senza ombra di dubbi ricadranno sulle spalle di cittadini sia in termini di inasprimento della pressione fiscale che di minori servizi erogati alla cittadinanza. Al momento dell'insediamento della Giunta Senise la commissione straordinaria di liquidazione ha proposto un piano che non ci convince ed ecco perché all'indomani dell'emanazione del decreto ministeriale di approvazione del piano per l'estinzione delle passività pregresse è stato presentato ricorso al Tar del Lazio. «In attesa della trattazione del ricorso – ha detto il responsabile delle casse comunali – l'Amministrazione ha convocato più riunioni con la Commissione straordinaria liquidazione e il collegio dei revisori dei conti per esaminare le strade percorribili nell'immediato. L'assessore ha aggiunto che allo stato l'Amministrazione è intenzionata a chiedere al ministero dell'Interno la possibilità di percorrere la strada della procedura semplificata nel pagamento di debiti esistenti nella misura di una percentuale che va dal 40% al 60% di quanto richiesto dai creditori e di soddisfare, mediante l'accensione di un mutuo ventennale, con la Cassa depositi e prestiti. Il capogruppo di Alleanza nazionale, Gigi Serra, ha sottolineato che, a distanza di dieci anni, si è costretti a discutere di una immensa massa debitoria precisando che la maggior parte dei debiti contratti risalgono al periodo 1980-92. Il diessino Luigi Adduci ha sostenuto che si tratta di una tematica complessa per le valutazioni politiche e tecniche ma che, comunque, occorre uscire con un orientamento preciso sul da farsi, atteso che la situazione richiede atteggiamento serio e costruttivo. L'«azzurro» Liborio Bloise ha evidenziato che la discussione ha delineato i termini allarmanti del problema. Valeria Greco, dello Sdi, nel prendere atto della situazione finanziaria che si sta vivendo ha detto che il Consiglio dovrebbe procedere all'accertamento delle responsabilità. L'indipendente Pier Luigi Pennini ha affermato che le amministrazioni hanno sonnecchiato sul problema, dimostrando ritardi e inadempienze per uscire dal tunnel nel quale il Comune si trova. Giuseppe Santagada (Sdi) ha evidenziato che vi sarebbero somme che potrebbero essere scorporate dal dissesto. Il presidente della Quercia Federico Carlucci, ha offerto la disponibilità del gruppo a concorrere nella ricerca di una soluzione soprattutto facendo chiarezza nei tributi. Il consigliere Vittorio Martucci (Fi) ha proposto di richiedere un incontro con i funzionari del ministero degli Interni perché il piano venga rivisto. Francesca Guzzo (Fiamma tricolore-Msi) ha parlato di situazione finanziaria catastrofica che non si può nascondere. Il sindaco Roberto Senise ha puntato il suo intervento su una specie di inerzia di programmazione che non ha portato allo sviluppo del territorio, proponendo una intesa tra maggioranza e minoranza per addivenire ad una soluzione unitaria che porti il Comune fuori dal baratro finanziario. Dopo una sospensione della seduta per la conferenza dei capigruppo sulle decisioni da adottare, è stato deciso di creare una commissione presieduta dal primo cittadino e dai capigruppo consiliari con il compito di andare a rappresentare al ministero la drammatica situazione finanziaria del comune, prospettando la revisione del piano elaborato.

Antonio Franzese

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