|
Articolato dibattito (è durato più di sei ore)
del consiglio comunale del dissesto finanziario dell'Ente, alla
luce anche del decreto del ministero degli Interni che ha
riportato il problema di piena attualità per i debiti contratti
prima della dichiarazione del 5 ottobre 1992. «Si tratta – ha
esordito nella relazione introduttiva l'assessore al Bilancio
Giovanni Graziadio – di effetti nefasti sulle casse dell'Ente,
che devono essere necessariamente neutralizzati per consentire
una vita amministrativa più tranquilla. L'enorme massa debitoria
(quasi 40 miliardi di vecchie lire) non può essere fronteggiata
dal recupero dei residui attivi, dal fondo cassa e dai proventi
che sarebbero dovuti affluire nelle casse comunali dalla vendita
di beni patrimoniali non indispensabili valutati dagli uffici
del Comune a prezzi catastali e non di mercato. «Secondo il
titolare delle Finanze comunale, questo spiegherebbe l'esito
negativo che ha sortito il primo esperimento di asta pubblica di
alienazione dei beni. Il relatore ha, poi rilevato che la
commissione straordinaria di liquidazione nella sua attività
sarebbe stata lasciata in solitudine e non supportata in alcun
modo dalle amministrazioni successive, al fine di individuare la
procedura necessaria per fare uscire l'Ente fuori dal tunnel e
cercare di soddisfare le pretese dei creditori. A parere
dell'assessore non si sarebbe fatto nulla per rimettere
l'amministrazione comunale in condizioni di normalità e di piena
disponibilità delle risorse per rendere giustizia a centinaia di
creditori. «I debitori contratti per conto dell'Amministrazione
prima del '92 (sia quelli ammessi che quelli esclusi dalla massa
passiva) alla fine – ha affermato Graziadio – qualcuno deve
pagarli; senza ombra di dubbi ricadranno sulle spalle di
cittadini sia in termini di inasprimento della pressione fiscale
che di minori servizi erogati alla cittadinanza. Al momento
dell'insediamento della Giunta Senise la commissione
straordinaria di liquidazione ha proposto un piano che non ci
convince ed ecco perché all'indomani dell'emanazione del decreto
ministeriale di approvazione del piano per l'estinzione delle
passività pregresse è stato presentato ricorso al Tar del Lazio.
«In attesa della trattazione del ricorso – ha detto il
responsabile delle casse comunali – l'Amministrazione ha
convocato più riunioni con la Commissione straordinaria
liquidazione e il collegio dei revisori dei conti per esaminare
le strade percorribili nell'immediato. L'assessore ha aggiunto
che allo stato l'Amministrazione è intenzionata a chiedere al
ministero dell'Interno la possibilità di percorrere la strada
della procedura semplificata nel pagamento di debiti esistenti
nella misura di una percentuale che va dal 40% al 60% di quanto
richiesto dai creditori e di soddisfare, mediante l'accensione
di un mutuo ventennale, con la Cassa depositi e prestiti. Il
capogruppo di Alleanza nazionale, Gigi Serra, ha sottolineato
che, a distanza di dieci anni, si è costretti a discutere di una
immensa massa debitoria precisando che la maggior parte dei
debiti contratti risalgono al periodo 1980-92. Il diessino Luigi
Adduci ha sostenuto che si tratta di una tematica complessa per
le valutazioni politiche e tecniche ma che, comunque, occorre
uscire con un orientamento preciso sul da farsi, atteso che la
situazione richiede atteggiamento serio e costruttivo.
L'«azzurro» Liborio Bloise ha evidenziato che la discussione ha
delineato i termini allarmanti del problema. Valeria Greco,
dello Sdi, nel prendere atto della situazione finanziaria che si
sta vivendo ha detto che il Consiglio dovrebbe procedere
all'accertamento delle responsabilità. L'indipendente Pier Luigi
Pennini ha affermato che le amministrazioni hanno sonnecchiato
sul problema, dimostrando ritardi e inadempienze per uscire dal
tunnel nel quale il Comune si trova. Giuseppe Santagada (Sdi) ha
evidenziato che vi sarebbero somme che potrebbero essere
scorporate dal dissesto. Il presidente della Quercia Federico
Carlucci, ha offerto la disponibilità del gruppo a concorrere
nella ricerca di una soluzione soprattutto facendo chiarezza nei
tributi. Il consigliere Vittorio Martucci (Fi) ha proposto di
richiedere un incontro con i funzionari del ministero degli
Interni perché il piano venga rivisto. Francesca Guzzo (Fiamma
tricolore-Msi) ha parlato di situazione finanziaria catastrofica
che non si può nascondere. Il sindaco Roberto Senise ha puntato
il suo intervento su una specie di inerzia di programmazione che
non ha portato allo sviluppo del territorio, proponendo una
intesa tra maggioranza e minoranza per addivenire ad una
soluzione unitaria che porti il Comune fuori dal baratro
finanziario. Dopo una sospensione della seduta per la conferenza
dei capigruppo sulle decisioni da adottare, è stato deciso di
creare una commissione presieduta dal primo cittadino e dai
capigruppo consiliari con il compito di andare a rappresentare
al ministero la drammatica situazione finanziaria del comune,
prospettando la revisione del piano elaborato.
Antonio Franzese |