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«Sono
necessarie politiche che guardino con attenzione ai giovani e
soprattutto ai minori. Perché bisogna costruire sentieri che
conducano alla legalità». Pensieri e parole di don Attilio
Foscaldi, direttore della Caritas diocesana e guida della
cellula di volontariato “Il Samaritano”. Che assieme
all’associazione “Nelson Mandela” ha messo in cantiere un
importante momento di riflessione nell’auditorium “Francesco
Toscano” della parrocchia “Sacri cuori di Gesù e di Maria” a
Lauropoli. Stuzzicante il tema della serata: «Mafia, società e
modelli di sviluppo». Alla discussione, coordinata dal
giornalista Antonio Iannicelli, hanno partecipato don Edoardo
Scordio, parroco di Isola Capo Rizzato e da sempre in trincea
nella lotta al crimine; il docente Unical e inviato di “la
Repubblica” Pantaleone Sergi; il membro della Commissione
antimafia Nichi Vendola. Accanto a loro e a don Foscaldi,
l’ideologo della “Mandela”, Pietro Maradei. Folta la
partecipazione di pubblico, con esponenti politici,
rappresentanti del volontariato e del fronte cattolico. Tra gli
altri il vicario diocesano, mons. Carmine Scaravaglione.
«La Chiesa -ha affermato don Scordio- ha il grande compito di
aggregare i cittadini su nuove basi culturali, spezzando i riti
della famiglia tribale e prospettando ipotesi di sviluppo per
un’economia di comunità». Provocatorio e affilato come sempre
Pantaleone Sergi. «In trent’anni la politica non è riuscita a
dare risposte concrete nell’offensiva alla criminalità
organizzata. E oggi ne paghiamo le conseguenze. Nella nostra
regione la lotta alla mafia soffre una schizofrenia diffusa». In
chiusura l’intervento di Nichi Vendola.
Domenico Marino |