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Una
Fondazione storico/culturale intitolata a Laura Serra, mirata a
recuperare la straordinaria ricchezza dell'archivio appartenuto
alla casata nobiliare, oltreché a riscoprire e rivalutare
l'illustre passato cassanese. Interessantissima proposta
lanciata dal preside del Liceo “Raffaele Lombardi Satriani”,
Aldo Viola, a margine della presentazione del romanzo della
scrittrice di origini cassanesi Marisa Fasanella, “L'ombra lunga
dei moroni”, edito da Rubbettino con la prefazione del direttore
del Dipartimento di Filologia all'Università della Calabria,
Nicola Merola. Un appuntamento inserito nella “Settimana della
cultura” messa in cantiere dalla XVII edizione del “Premio
Troccoli - Magna Grecia” organizzato dal periodico “Prospettive
meridionali”. Proprio il direttore del foglio d'informazione
locale, Martino Zuccaro, ha introdotto e coordinato il confronto
al quale hanno contribuito il docente di Lettere del Liceo
,Carmine Concistré, il direttore del Primo circolo didattico
Antonio Di Matteo e l'autrice del volume. Consumata la fase più
strettamente letteraria con la presentazione del libro e il
confronto della Fasanella con gli studenti, Viola ha chiarito
che l'idea riguardante la Fondazione “Serra” non è dell'ultima
ora. «Già nel '99 ne parlai con l'allora sindaco Salvatore
Frasca, il quale si mostrò estremamente disponibile. Pensammo di
impiegare il palazzo Chidichimo attualmente dimenticato nel
centro storico cittadino. Appartenente all'Aterp, lo stabile
gentilizio sarebbe stato ottimo per accogliere la Fondazione,
l'archivio della famiglia Serra, un altro archivio riguardante
la storia recente e remota di Cassano, una biblioteca, una
mediateca e magari qualche stanza da riservare a iniziative
culturali o comunque a disposizione dei giovani e delle diverse
sigle di volontariato e associazionistiche attive a livello
locale. «In pratica, una sorta di Casa delle culture sul modello
di quella creata da anni a Cosenza. L'ottima idea purtroppo non
ha avuto nessun seguio, per varie ragioni». Il preside chiarisce
origini, motivazione e gestione dell'augurabile Fondazione. «La
famiglia Serra, genovese d'origine e favorita del Re di Spagna,
acquistò il feudo di Cassano nel 1622 dai Sanseverino di
Bisignano ormai in decadenza. Ed ebbe un ruolo cruciale nella
storia meridionale almeno sino all'Unità d'Italia. Ad esempio
era uno dei pochi feudi che poteva vantare l'appellativo di
Stato. Ecco perché l'archivio di famiglia sicuramente
costituisce un tesoro inestimabile non solo per la storia
locale. Perdippiù pare che nel passato il duca Serra sia venuto
a Cassano per lasciare al Comune il tutto. Ma cambiò
improvvisamente idea. L'intitolazione a Laura Serra (da cui ha
preso il nome Lauropoli, ndc) trova motivazione nell'intensa
opera di recupero del feudo compiuto dalla nobildonna. La quale,
mentre il consorte si godeva il bel mondo napoletano, si è
trasferita a Cassano risollevando una terra stremata da una
realtà drammatica sotto ogni punto di vista». Lanciata l'idea,
il preside Viola ritiene che il là spetti al Comune. Cui
suggerisce di partire con la creazione di un Comitato promotore
che inglobi storici, letterati, enti culturali già esistenti,
amministratori locali, provinciali, nazionali, la Chiesa.
«Cassano può vantare una storia unica in Calabria e buona parte
del Mezzogiorno. Non è possibile ignorare tanta ricchezza,
soprattutto in un momento difficile come l'attuale. Riscoprire e
rivalutare il passato è un passaggio cruciale per ogni speranza
di crescita, progresso, sviluppo. Una terra senza memoria non
può avere futuro».
Domenico Marino |