|
Si chiama “Centro d’ascolto Francesco Sangineto”, e vuol essere
uno strumento a disposizione dei senza voce.
Ha aperto i battenti da qualche settimana, nei locali di piazza
centro servizi, il centro d’ascolto della Caritas. Porta il nome
di un sibarita che non c’è più, Francesco Sangineto, il giovane
studente universitario morto lo scorso 26 di dicembre in un
terribile incidente stradale verificatosi a poche centinaia di
metri dalle luci del paese, sull’infido asfalto della vecchia
statale 106.
Il centro, nato per una precisa e forte volontà della parrocchia
di San Giuseppe e del suo parroco, don Lazzaro Longobardi, è
sorto anche grazie alla disponibilità della Caritas, che ha
affidato a Francesco Ferrarese il compito di promuovere e
curarne le iniziative.
<<Il centro – spiegano Ferrarese e padre Longobardi –
costituisce spesso un’isola di salvezza per i tanti cittadini
extracomunitari presenti nel nostro territorio>>.
Una moltitudine spesso ignota, ma in continua crescita. Vengono
da tutto il mondo, ma sovente parlano le lingue dei paesi
dell’est europeo, ma pure del Marocco, Mozambico, India,
Pakistan e Bangladesh. Un crogiuolo di razze ed etnie, spesso
privo di riferimenti. <<Noi – aggiungono Ferrarese e padre
Longobardi – li abbiamo accolti donando loro cibo, vestiari e
suggerimenti. La comunità parrocchiale sibarita sta rispondendo
con generosità, ma purtroppo non può soddisfare i bisogni di
tutte queste persone. Per questo rivolgiamo un invito all’intera
città ed alle istituzioni a starci vicino ed a collaborare con
noi>>.
Gianpaolo Iacobini |