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Giovedì 6 Febbraio 2003

Cassano – Lsu – lpu: monsignor Graziani traccia la via – La Chiesa rilancia la concertazione per ridare speranze ai lavoratori.


Alla ricerca della perduta pace sociale: la Chiesa rilancia la concertazione per ridare speranze ai lavoratori precari e disegnare un futuro diverso per la città.
Monsignor Domenico Graziani riesce nel miracolo laico: rimette attorno allo stesso tavolo i litigiosi discoli della politica cassanese ed indica metodologie e proposte per uno sviluppo eticamente sostenibile.
L’occasione la fornisce l’infinita storia dei cento lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità alle dipendenze del Municipio. Attendono una stabilizzazione che non c’è: vorrebbero entrare in Municipio attraverso l’assunzione in una pianta organica in cui i posti vacanti sono 56. Palazzo di città ribatte che le leggi, e la situazione finanziaria dell’ente, non lo consentono. Loro propongono verità alternative. Come uscirne? Monsignor Graziani non offre risposte, ma traccia la via.
Tra le librerie di una biblioteca diocesana gremita all’inverosimile, il Vescovo incontra gli attori della vita cittadina: i partiti al gran completo, sindacati ed associazioni, la giunta comunale, guidata dal vicesindaco Tonino Di Cicco, i consiglieri comunali di opposizione e governo. E poi, naturalmente, la Chiesa: assieme al Vescovo il vicario, don Carmine Scaravaglione, il cancelliere don Silvio Renne, l’esperto di politiche sociali della Caritas calabrese, don Giacomo Panizza.
In apertura monsignor Graziani sgombera il campo da ogni possibile equivoco. <<Stiamo semplicemente cercando di predisporre – dice – lo spazio della comunicazione, affinché il cammino possa riprendere. Tutti hanno il dovere di costruire il bene comune. Altrimenti non c’è democrazia>>. Si entra nel vivo. Di Cicco spiega gli intendimenti dell’amministrazione. Il presidente dell’assemblea consiliare, Vittorio Martucci, si dichiara disponibile <<a lavorare per la migliore delle soluzioni>>. Liborio Piscitelli, assessore con delega al personale, chiarisce: <<La stabilizzazione deve tener conto del patto di stabilità. C’è la volontà di risolvere la questione, ma saranno pochi gli ingressi in pianta organica>>. Si prosegue. Pietro Francomano, consigliere comunale di An, segnala <<la necessità di individuare i servizi da esternalizzare>>. L’assessore provinciale Rosina Console garantisce la <<collaborazione della Provincia>>. Il socialista Gianni Papasso <<invita ad adottare scelte limpide in relazione al predisponendo bilancio>>. Franca Peruzzi, ex sindaco, petalo della Margherita, analizza gli aspetti tecnici ed insiste perché <<venga revocato il piano triennale comunale delle assunzioni, che impedisce assunzioni fino al 2004>>. Alfredo Campanella, per la Cgil, espone il punto di vista del sindacato.
Infine la parola passa a don Panizza. Lui, metalmeccanico nel cuore, prete per vocazione, non si nasconde. E parla con la franchezza che gli costa l’avversione della mafia nella sua Lamezia e una vita da bersaglio mobile. <<La Chiesa – spiega – mette a disposizione della città un tavolo neutro: forse serviva, forse è una sconfitta per la politica. Non è comunque un’intrusione, ma servizio. La sfida è passare da un’operazione di complementarietà alla sfera del lavoro. Un passaggio delicato in un’Italia dove il capitale sovrasta l’uomo. Servono progetti spendibili sul mercato, calibrati sulle potenzialità di questa area, nell’ambito di una coprogettazione per lo sviluppo economico e spirituale>>. Seguono mille esempi pratici, come gli altrettanti posti di lavoro che don Giacomo, il prete degli indifesi, ha creato negli anni assieme ai suoi collaboratori. <<Cassano – gli fa eco monsignor Graziani – ha l’organizzazione del sapere, ma non quella del fare. Si vive il conflitto dell’adolescente: in mancanza di un’identità certa, si alimenta lo spirito di contraddizione. La Chiesa è già entrata in campo con iniziative – pilota>>. Altri esempi: un altro mondo è possibile.
La discussione prosegue fino a sera. Un primo risultato c’è già: Cassano ha scoperto che attraverso il confronto le diversità diventano ricchezza. La concertazione continua, attorno al tavolo della speranza.

Gianpaolo Iacobini

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