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"L'ombra
lunga dei Moroni": è l'ultima fatica letteraria di Marisa
Fasanella. Il romanzo della giovane scrittrice cassanese, alla
sua terza pubblicazione nel giro di otto anni, è stato
presentato in un incontro con i giovani del liceo linguistico
"Maria Lombardi Satriani". Quella stessa scuola che anni
addietro l'ha vista giovane studente. All'iniziativa,
organizzata nell'ambito della settimana della letteratura
calabrese promossa dal Premio letterario nazionale
"Troccoli - Magna Craecia", giunto quest'anno alla XVII edizione
e le cui finalità sono state illustrate da Martino Zuccaro, era
presente l'autrice. "Cassano rischia di diventare un paese senza
memoria perché recentemente si identifica in fatti negativi,
invece di riscoprire la propria memoria storica invertendo la
tendenza in atto. La lettura, la conoscenza di un libro può
aiutare stimoli positivi per migliorare Cassano ". Con queste
parole il dirigente scolastico, Aldo Viola ha introdotto
l'incontro cui è seguita la relazione critica del docente
Carmine Concistrè sull'opera di Marisa Fasanella che si avvale
della prefazione di Nicola Merola dell'Università della
Calabria. Il dirigente scolastico Antonio Di Matteo ha
invece espresso compiacimento per il tipo di iniziativa che, ha
detto, certamente invita a crescere giovani e adulti, additando
la scuola come palestra-laboratorio per ricevere gli opportuni
stimoli di crescita culturale. Parole e microfono infine a
Marisa Fasanella che visibilmente emozionata e rispondendo alle
pertinenti domande dei giovani, ha parlato del romanzo dedicato,
si legge nell'epigrafe, "A nonna Angela che mi ha cresciuta e
che mi ha insegnato a ricamare miracoli" e del suo amore per la
"penna". "La scrittura, dice, la sentivo già dentro di me perché
da giovanissima regalavo i miei sentimenti nei diari. Quella dei
diari, però, resta ancora nella sfera intima, personale, mentre
la scrittura dei racconti e dei romanzi non appartiene a "me",
ma agli "altri". Quando inizio a scrivere un libro, spiega
l'autrice, la trama ritengo d'averla già nel cuore e nella
mente: è soltanto questione di scriverla nel migliore dei modi
possibile. Molta linfa per i miei scritti l'ho mutuata da
Cassano e dall'esperienza degli anni in cui sono vissuta con mia
madre, mia nonna e le mie sorelle. La mia casa è stata come un
gineceo per questo la donna ha sempre un ruolo
preponderante nella mia scrittura.
Leonardo Guerrieri |