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Domenica 12 Gennaio 2002

Cassano Ionio - Passato, presente e futuro di “Saman Calabria”


Quattro chiacchiere col presidente di “Saman”, Achille Saletti, in visita alla realtà cassanese di località “Laccata”, ospitata da una struttura sequestrata al vecchio boss don Peppino Cirillo. Saletti è in Calabria per una visita di routine all’unica Comunità calabrese. Impiantata una quindicina d’anni addietro nelle tre aziende requisite a Cirillo, rimasta anch’essa vittima della crisi aperta dalle inchieste giudiziarie che hanno coinvolto i vecchi guru Francesco Cardella e Chicca Roveri, e tornata in piena attività nell’ottobre ’99, pure se limitata alla sola struttura di “Laccata”. Il nuovo corso di “Saman” ha chiamato Luigi Cancrini alla direzione scientifica. Mentre da quattro anni Achille Saletti è il presidente del gruppo che si muove nel no-profit e conta strutture in otto regioni. Il presidente emette un giudizio più che positivo sull’avamposto cassanese, che conta 30 posti convenzionati con l’Azienda sanitaria di Rossano. Al momento sono 25 gli ospiti, calabresi e non solo, tra cui pure qualche seriopositivo perfettamente inserito nel gruppo. «È un dato importante -commentano Saletti e la responsabile della cellula cassanese Fiammetta De Salvo- per la loro tranquillità e per la vita del gruppo».
“Saman Calabria” è un cosiddetto Centro di prima accoglienza che tratta il tossicodipendente nel tratto iniziale della terapia (dai 6 ai 9 mesi). Il programma è full immersion dalle 7 alle 22.30, si basa molto sull’approccio psicologico mentre e limita l’impegno lavorativo alle faccende necessarie al mantenimento della casa comune. Chiusa la prima fase il “quasi ex” si sposta in un centro che si occupa del suo reinserimento sociale e lavorativo grazie a una rete di cooperative o associazioni temporanee. In media, l’iter “ruba” 18 mesi. Saletti chiarisce che stanno cercando di creare possibilità di lavoro pure in Calabria con le borse-lavoro. E aggiunge che la rete “Saman” oltre a casi di tossicodipendenza “semplice” tratta pure complicazioni psichiatriche. «D’altronde, quasi sempre il tossico mostra pure difficoltà simili. In questi casi l’intervento è noto come doppia diagnosi, per il quale abbiamo tre realtà specializzate in Puglia, Emilia Romagna, Lazio».
Achille Saletti è soddisfatto non solo della funzionalità terapeutica tout court della struttura cassanese ma anche della sua integrazione nel territorio, decisamente migliore rispetto al passato. «D’altronde qualche anno fa addietro era difficile avere molta fiducia in “Saman”. Ora le cose vanno nettamente meglio e lo dimostrano tanti particolari piccoli e grandi. Non ultima l’iniziativa intrapresa in sinergia con la Caritas della Diocesi di Cassano e la cooperativa “Rossano solidale” per il reinserimento di soggetti disagiati, con particolare riguardo a ex tossicodipendenti ed ex detenuti. Sulla stessa scia, i progetti col Distretto sanitario di Trebisacce per fronteggiare nei centri dell’entroterra dell’Alto Jonio cosentino l’allarme alcolismo, che crea meno allarme sociale della droga ma è anche più pericoloso e diffuso. Anche nella nostra zona».
I responsabili di “Saman” hanno che il consumo della Sibaritide non è molto diverso dal resto d’Italia, con la cocaina che sta progressivamente sostituendo la cocaina grazie ad adepti non solo giovani e una penetrazione trasversale nel panorama sociale. Strettamente legato alla “coca” il consumo di alcol, mentre paiono limitate al minimo le cosiddette “nuove droghe”. Buone notizie provenienti dagli ambienti “Saman” riguardano un presunto calo della diffusione di “roba” nel Cassanese. Gli operatori attribuiscono la discesa ai più intensi controlli garantiti dall’aumento degli organici delle forze dell’ordine.
In coda, Saletti lancia un allarme di rilevanza nazionale. «Mi preoccupa molto il silenzio assordante che negli ultimi tempi riguarda la tossicodipendenza, una sorta di disattenzione che può portare alla normalizzazione di un problema che se trascurato e lasciato degenerare costa parecchio alla società, molto di più che se fosse affrontato e risolto nella prima fase.

Domenico Marino

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