|
Un
centro storico fantasma. Con troppe saracinesche abbassate per
sempre. Negli ultimi venti anni il borgo antico s’è trasformato
da cuore pulsante della vita sociale, economica, politica e
culturale, a braccio in cancrena. È successo sotto gli occhi ma
allo stesso tempo nell’indifferenza generale. Nonostante le
lamentele dei sempre meno numerosi residenti e le proteste di
commercianti eroici, che hanno continuato a mandare avanti la
propria bottega.
Ecco perché, paradossalmente, non sorprende troppo pur
amareggiando molto la quarta rapina in pochi anni subita poco
dopo le 20 di giovedì dal tabacchino con annessa ricevitoria
lotto “Selvaggi” in via Guerrazzi, nel cuore del centro storico.
Assaltata da due banditi armati di pistole e col volto coperto
da passamontagna. Colpisce, inquieta e fa arrabbiare ancora di
più la violenza animalesca con cui hanno maltrattato l’anziana
proprietaria per costringere il giovane aiutante a consegnare
l’incasso: qualche centinaia di euro. Pochi secondi di brutalità
e terrore, consumati in tranquillità dai malviventi. Perché col
calare delle tenebre via Guerrazzi diventa un deserto. Come
abbiamo sottolineato un mese fa con un’inchiesta tra residenti e
commercianti del centro storico. Ennesima provocazione sfiancata
dal triste muro di gomma che avvolge le cose cassanesi!
Ma la rapina alla tabaccheria Selvaggi (nessuna novità circa i
responsabili) non può non fare riflettere! Nel silenzio di
istituzioni e politica, il cronista dà spazio a intellettuali e
imprenditori. Si comincia con l’ex assessore Leonardo Alario,
che nel borgo antico vive e opera da anni. «Se una cittadina
distrugge il centro storico, perde l’anima. Sono amareggiato per
quanto accaduto, perché convinto non sia stato prodotto solo
dalla criminalità di qualche giovane ma dall’abbandono e dalla
condizione di morte che vive la parte più bella della nostra
comunità. Nella mia esperienza amministrativa ho cercato di
risalire la china col rilancio dell’Arena centrale e
l’abbattimento del Mercato coperto per dare a Cassano una
piazza. Ma sono stato criticato da destra e sinistra. Per
riprovarci suggerirei un percorso museale e di nuovo una piazza
in cui la gente possa incontrarsi per riscoprire il senso di
comunità, cruciale pure per ritrovare la propria identità».
Alario, comunque, continua a dirsi ottimista confidando
soprattutto nei giovani.
Solidale con la signora vittima della rapina e preoccupato per
la china del borgo antico è il presidente della Confcommercio
Mimmo Lione. «Il Comune dovrebbe mettere in disparte tutto il
resto e fare del centro storico a problema clou, lavorando
seriamente per rivitalizzarlo. Che fine hanno fatto gli
incentivi promessi dal sindaco Roberto Senise in campagna
elettorale per i giovani disposti a investire nel centro
storico? Ci pare siano rimasti parole e promesse elettorali.
Perché non si utilizzano i circa 250.000 euro recuperati
attraverso la rinegoziazione dei vecchi mutui? Oppure, perché
non si cerca d’attingere ai fondi di Agenda 2000 come fatto da
molti altri Comuni? Impossibile e colpevole continuare a tenere
gli occhi chiusi dinanzi un degrado inarrestabile e
impressionante».
Domenico Marino |