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Sabato 18 Gennaio 2003

Cassano Ionio - Un centro storico fantasma


Un centro storico fantasma. Con troppe saracinesche abbassate per sempre. Negli ultimi venti anni il borgo antico s’è trasformato da cuore pulsante della vita sociale, economica, politica e culturale, a braccio in cancrena. È successo sotto gli occhi ma allo stesso tempo nell’indifferenza generale. Nonostante le lamentele dei sempre meno numerosi residenti e le proteste di commercianti eroici, che hanno continuato a mandare avanti la propria bottega.
Ecco perché, paradossalmente, non sorprende troppo pur amareggiando molto la quarta rapina in pochi anni subita poco dopo le 20 di giovedì dal tabacchino con annessa ricevitoria lotto “Selvaggi” in via Guerrazzi, nel cuore del centro storico. Assaltata da due banditi armati di pistole e col volto coperto da passamontagna. Colpisce, inquieta e fa arrabbiare ancora di più la violenza animalesca con cui hanno maltrattato l’anziana proprietaria per costringere il giovane aiutante a consegnare l’incasso: qualche centinaia di euro. Pochi secondi di brutalità e terrore, consumati in tranquillità dai malviventi. Perché col calare delle tenebre via Guerrazzi diventa un deserto. Come abbiamo sottolineato un mese fa con un’inchiesta tra residenti e commercianti del centro storico. Ennesima provocazione sfiancata dal triste muro di gomma che avvolge le cose cassanesi!
Ma la rapina alla tabaccheria Selvaggi (nessuna novità circa i responsabili) non può non fare riflettere! Nel silenzio di istituzioni e politica, il cronista dà spazio a intellettuali e imprenditori. Si comincia con l’ex assessore Leonardo Alario, che nel borgo antico vive e opera da anni. «Se una cittadina distrugge il centro storico, perde l’anima. Sono amareggiato per quanto accaduto, perché convinto non sia stato prodotto solo dalla criminalità di qualche giovane ma dall’abbandono e dalla condizione di morte che vive la parte più bella della nostra comunità. Nella mia esperienza amministrativa ho cercato di risalire la china col rilancio dell’Arena centrale e l’abbattimento del Mercato coperto per dare a Cassano una piazza. Ma sono stato criticato da destra e sinistra. Per riprovarci suggerirei un percorso museale e di nuovo una piazza in cui la gente possa incontrarsi per riscoprire il senso di comunità, cruciale pure per ritrovare la propria identità». Alario, comunque, continua a dirsi ottimista confidando soprattutto nei giovani.
Solidale con la signora vittima della rapina e preoccupato per la china del borgo antico è il presidente della Confcommercio Mimmo Lione. «Il Comune dovrebbe mettere in disparte tutto il resto e fare del centro storico a problema clou, lavorando seriamente per rivitalizzarlo. Che fine hanno fatto gli incentivi promessi dal sindaco Roberto Senise in campagna elettorale per i giovani disposti a investire nel centro storico? Ci pare siano rimasti parole e promesse elettorali. Perché non si utilizzano i circa 250.000 euro recuperati attraverso la rinegoziazione dei vecchi mutui? Oppure, perché non si cerca d’attingere ai fondi di Agenda 2000 come fatto da molti altri Comuni? Impossibile e colpevole continuare a tenere gli occhi chiusi dinanzi un degrado inarrestabile e impressionante».

Domenico Marino

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