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Domenica 05 Gennaio 2003

Cassano –  Guerra di cifre tra Istat e Municipio – Cassano scende sotto i 18.000 abitanti


Toccato il fondo, si comincia a scavare: Cassano scende al di sotto dei 18.000 abitanti. In città si nasce ancora, e pure tanto, ma l’emigrazione non conosce freno. Diverse, tuttavia, le cifre diffuse da Palazzo di città.
Correvano i primi anni ’80. La città programmava il suo futuro e meditava il balzo storico: superare la soglia dei 20.000 abitanti e sedersi, con Rossano, Castrovillari e Corigliano, al tavolo delle grandi realtà urbane. Anno del Signore 1985: i cassanesi erano 19.125, e il traguardo sembrava a portata di mano. Invece quelle intenzioni sono rimaste nella testa degli amministratori dell’epoca e di quelli che li hanno seguiti: Cassano è sprofondata in un baratro senza fine e scivola sempre più in basso.
La crisi, sociale ed economica, si fa ora anche demografica. Con tanto di giallo: perché a fronte delle cifre ufficiali diramate dall’Istat, stanno quelle, altrettanto ufficiali, diramate dal Municipio. Tra loro, però, diverse e discordanti.
Al centro della contesa finisce un censimento, quello  redatto dall’Istat nel corso del 2001. Secondo gli esperti dell’istituto nazionale di statistica, al 31 dicembre 2000 la città contava 18.064 abitanti. Un anno dopo, la sorpresa: i cassanesi sarebbero rimasti in 17.930 (8675 i maschi, 9255 le donne). Non per il Municipio, stando alle cui cifre la città sarebbe popolata da 18.127 anime. Un divario minimo, eppure significativo, che indicherebbe una tenuta, o addirittura un lieve miglioramento dei conti demografici: un rebus tutto da chiarire, anche se reso ancor più ingarbugliato  dalle anticipazioni provenienti dal Ministero degli Interni, secondo cui i cassanesi vivi e vegeti, alla data del 31 dicembre 2002, sarebbero invece 18119.
A raggelare il sangue, comunque, provvedono gli altri numeri sfornati dall’Istat. Relativi, in questo caso, al 1999, ma validi a segnalare una linea di tendenza che lungi dall’arrestarsi, sembra proseguire inarrestabile nel suo corso. Nel 1999, ad esempio, i nuclei familiari censiti erano 6773. Nel 2001 diventano 6665, residenti in 6620 abitazioni, con una media di 2,68 persone per famiglia. Ancora positivo, e di molto, il trend delle nascite: ogni 1000 morti vi sono 1033 nuove nascite. Cala invece a picco il saldo migratorio, ovvero la differenza tra immigrati ed emigranti. Nella vicina Castrovillari, tanto per fare un esempio, il saldo, anche in quel caso negativo, si attesta attorno al meno 4,4 per mille. A Cassano raddoppia, e sale al 9,9 per mille. In parole povere, su ogni mille abitanti ve ne sono dieci che vanno a cercar fortuna altrove: Svizzera e Germania restano le preferite, ma negli ultimi tempi risalgono la china la riviera romagnola e le grandi città del centro – nord, dove si fermano, in particolare, i neo laureati. Una fuga di cervelli senza precedenti, che si somma ad un impressionante esodo della forza lavoro.
I numeri relativi all’economia, del resto, sono tutt’altro che rosei. 848 le <<ditte>> attive nei settori dell’industria, commercio ed altri servizi, con 2112 addetti. 71 gli uffici in qualche modo riconducibili allo Stato o agli enti locali e parastatali, con 978 impiegati. 919, invece, le aziende agricole, 4735 i braccianti, per una forza lavoro pari, nel complesso, a 7825 unità. Tutti gli altri, e sono migliaia, vanno ad ingrossare il mare magnum della disoccupazione o i fertili terreni di coltura della criminalità organizzata.
Un segreto di Pulcinella, reso tragedia dalla cecità di una classe dirigente che ha cibato di fallaci utopie Cassano, il paese delle case senza abitanti: 6074, per la precisione. Vuote, come l’anima di una città fantasma.

Gianpaolo Iacobini

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