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Per l’Istat Cassano conta 17.930 abitanti, per il Municipio
18.127: ecco le chiavi per decifrare il mistero.
A tutto c’è una spiegazione. Anche al giallo che in questi
giorni aleggia attorno alle cifre del censimento 2001. Con
Palazzo di città attestato su alcune cifre, e l’istituto
nazionale di statistica su altre. Semplici, per quanto
clamorose, le ragioni alla base delle evidenti divergenze.
In Comune la contabilità delle anime viene tenuta facendo
ricorso a due metodi: l’uno, tradizionale, consiste
nell’annotare sui registri nascite, morti, arrivi e partenze.
L’altro, teoricamente all’avanguardia, prevede la registrazione
dei dati in un sistema informatico, adottato nel 1998. Un doppio
controllo, dunque, che dovrebbe garantire celerità e precisione.
Invece, anche grazie ad un software non proprio infallibile, la
verità fa cilecca: i registri, ritenuti più attendibili, fanno
registrare numeri prossimi a quelli Istat. I terminali, invece,
incredibilmente, sfornano dati in controtendenza.
La differenza, sostanziale, viene addebitata pure ad altri
fattori: il mancato raffronto tra i dati del censimento e quelli
dell’anagrafe. Risultato: gli stati di famiglia disegnano
scenari ben diversi da quelli postulati dal censimento. Una
soluzione per uscire dal guado ci sarebbe, ma appare
impraticabile: il compito di effettuare i raffronti, infatti,
potrebbe essere affidato ad un nucleo di lavoro composto dagli
stessi dipendenti comunali esperti in anagrafe e stato civile.
Ma nei bilanci comunali, da qualche decennio, non esistono
risorse destinate allo scopo. Così Cassano continua ad essere
una città paradosso. I suoi abitanti? A seconda di chi vi darà
la risposta, ricompresi tra un minimo di 17.930 persone ed un
massimo di 20.000.
Quisquilie: in fondo, un problema più serio al quale pensare si
trova sempre.
Gianpaolo Iacobini |