|
<<Il
centro storico muore per mancanza di programmazione. Presto
anche gli ultimi commercianti saranno costretti a chiudere
bottega. Intervenire si deve, e subito>>.
Mimmo Lione è il giovane presidente di una Confcommercio
costretta a fare i conti con una crisi epocale: i villaggi
turistici della costa annaspano, il centro storico si spegne
lentamente, i negozi, e le casse, restano vuote. L’ultimo
episodio, intriso di violenza, è la rapina a mano armata ai
danni di una tabaccaia in via Guerrazzi, a poca distanza dalla
Chiesa Cattedrale. La donna, negli ultimi tre anni vittima di
altre quattro rapine, non aveva mai voluto abbandonare la
propria rivendita. Adesso due balordi le faranno forse cambiare
idea: giovedì sera l’hanno prima minacciata con le pistole, poi
l’hanno presa per i capelli, trascinata sul pavimento fino a
quando non sono riusciti ad impadronirsi del magro guadagno
giornaliero. E la Confcommercio, che nel 1998 aveva guidato la
rivolta spontanea della città dopo la morte di un tabaccaio
Giuseppe Cirigliano, ucciso al termine di una rapina, insorge.
<<Ovviamente – commenta mesto Lione – condanniamo il vile atto,
ed esprimiamo convinta solidarietà alla malcapitata tabacciaia.
È questo un episodio che aggrava ancor più il degrado del centro
storico>>. Il discorso si sposta, e diventa politico. Perché il
borgo antico muore? <<Non certo – risponde il leader della
Confcommercio – per colpa delle forze dell’ordine. Ieri sera i
fatti lo hanno dimostrato: nel giro di un paio di minuti
l’intera zona era già assediata da Carabinieri e Guardia di
Finanza, ai quali, per il lavoro svolto in questi mesi, va il
nostro ringraziamento>>. Allora? Gli occhi si girano, e si
appuntano su Palazzo di città, simbolo del potere e della
politica cittadini. <<In diversi incontri – rivela Lione –
l’amministrazione comunale ci aveva detto di aver pensato a
diverse soluzioni per il centro storico: fondi europei,
finanziamenti per incentivare l’insediamento nella città vecchia
di nuove attività commerciali ed artigianali. Onestamente, al di
là delle intenzioni, non ne abbiamo saputo più nulla>>. Eppure
la stessa Confcommercio qualche proposta l’aveva presentata.
<<Avevamo suggerito – prosegue Lione – la costituzione di
consorzi tra Municipi e tra gli stessi commercianti per meglio
programmare le azioni di recupero. Avevamo altresì sostenuto la
necessità del recupero del mercato coperto. Anche in questo
caso, però, la macchina della progettazione si è inceppata>>.
L’ultimo grido d’allarme, in ordine di tempo, è rappresentato
dalla viabilità, ormai strozzata in più punti. <<Così andando le
cose – dice il patron dei commercianti cassanesi – il centro
storico ridiventa anche un problema di ordine pubblico. Il
recupero deve diventare una delle priorità dell’amministrazione
comunale>>. Altrimenti? <<I pochi commercianti rimasti
cambieranno aria e del borgo antico parleranno soltanto i libri
di storia>>.
Gianpaolo Iacobini |