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I Laghi di Sibari finiscono
sott’acqua. L’insabbiamento del canale Stombi causa il completo
allagamento delle darsene. Sommersi i pontili e gli scantinati.
La melma minaccia ora le abitazioni. Palazzo di città promette
l’immediato ritorno alla normalità entro la giornata di oggi.
La maledizione dello Stombi torna ad abbattersi, con
ineccepibile puntualità, sul villaggio turistico sibarita, il
cui porto si è visto tributare, negli ultimi due anni, la
prestigiosa bandiera blu, simbolo d’eccellenza per la nautica da
diporto.
Dolci ricordi di un tempo vicino, cancellato dalle acque e dalla
lentezza dell’uomo. Lo Stombi, il canale che collega le darsene
al mare aperto, praticamente non esiste più. La foce, ostruita
da banchi sabbiosi, impedisce il normale deflusso delle acque.
In casi del genere, ad evitare guai peggiori, la direzione dei
Cantieri Nautici dispone la chiusura delle porte vinciane. Una
soluzione d’emergenza, che richiede l’immediato ripristino dello
status quo ante. Quando questo non avviene, la marea monta
inesorabile, travolgendo tutto e tutti.
Il resto, purtroppo, è cronaca del declino di quello che, fino a
pochi anni fa, era considerato il salotto buono del turismo
ionico. Adesso, invece, sempre più vicino nella sorte alle
disgrazie della vicina Marina di Sibari.
I colpevoli, in questo caso, sembrerebbero essere divinità
imprendibili: Giove Pluvio, Eolo e il dio Nettuno. Ma, come al
solito, anche sulla terra in molti contribuiscono alla disfatta.
Gli ultimi dieci giorni, fatti di pioggia e vento, lasciano il
segno. Terribili mareggiate ostacolano i lavori di manutenzione
finanziati dalla Regione. Stando alla tabella di marcia, le
ruspe e le draghe avrebbero dovuto già essere a buon punto.
Invece si procede a rilento: misteri della politica e della
burocrazia. Il dispettoso rigagnolo, che di queste cose non vuol
sapere, osserva alla lettera i compiti assegnatigli da madre
natura. E di fronte al muro di sabbia portato dalle onde di uno
Ionio arrabbiato, si chiude in se stesso. All’interno dei Laghi
l’allarme rosso scatta tempestivo. Le porte vinciane vengono
sigillate, ma con scarsi risultati: il livello dell’acqua, nel
frattempo divenuta scura e a tratti fetida, sale a vista
d’occhio. In due giorni anche la soglia d’allarme viene spazzata
via. Così, domenica pomeriggio, l’innaturale scenario si offre
nudo agli occasionali turisti: pontili praticamente cancellati,
banchine sommerse, marinai che corrono a rinforzare gli ormeggi
di imbarcazioni ormai sospese su un artificiale secondo mare. I
guai peggiori, però, li mettono in conto i proprietari delle
villette: negli scantinati, spesso abitati, la tradizionale
umidità si trasforma in acqua corrente. In alcuni condomìni,
invece, cefali e gozzi minacciano addirittura di entrare dalla
porta principale. Ovviamente paralizzata l’attività dei Cantieri
Nautici.
Oggi, cielo permettendo, i potenti mezzi tecnici ingaggiati
dalla Regione dovrebbero riprendere a lavorare. Mancano però le
certezze. E la sensazione è la solita che si respira da anni:
passata l’emergenza, dei Laghi e dello Stombi non si ricorderà
più nessuno. Almeno fino al prossimo, paradossale allagamento.
Gianpaolo Iacobini |