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Lunedì 20 Gennaio 2003

Sibari – I Laghi di Sibari finiscono sott’acqua -


I Laghi di Sibari finiscono sott’acqua. L’insabbiamento del canale Stombi causa il completo allagamento delle darsene. Sommersi i pontili e gli scantinati. La melma minaccia ora le abitazioni. Palazzo di città promette l’immediato ritorno alla normalità entro la giornata di oggi.
La maledizione dello Stombi torna ad abbattersi, con ineccepibile puntualità, sul villaggio turistico sibarita, il cui porto si è visto tributare, negli ultimi due anni, la prestigiosa bandiera blu, simbolo d’eccellenza per la nautica da diporto.
Dolci ricordi di un tempo vicino, cancellato dalle acque e dalla lentezza dell’uomo. Lo Stombi, il canale che collega le darsene al mare aperto, praticamente non esiste più. La foce, ostruita da banchi sabbiosi, impedisce il normale deflusso delle acque. In casi del genere, ad evitare guai peggiori, la direzione dei Cantieri Nautici dispone la chiusura delle porte vinciane. Una soluzione d’emergenza, che richiede l’immediato ripristino dello status quo ante. Quando questo non avviene, la marea monta inesorabile, travolgendo tutto e tutti.
Il resto, purtroppo, è cronaca del declino di quello che, fino a pochi anni fa, era considerato il salotto buono del turismo ionico. Adesso, invece, sempre più vicino nella sorte alle disgrazie della vicina Marina di Sibari.
I colpevoli, in questo caso, sembrerebbero essere divinità imprendibili: Giove Pluvio, Eolo e il dio Nettuno. Ma, come al solito, anche sulla terra in molti contribuiscono alla disfatta. Gli ultimi dieci giorni, fatti di pioggia e vento, lasciano il segno. Terribili mareggiate ostacolano i lavori di manutenzione finanziati dalla Regione. Stando alla tabella di marcia, le ruspe e le draghe avrebbero dovuto già essere a buon punto. Invece si procede a rilento: misteri della politica e della burocrazia. Il dispettoso rigagnolo, che di queste cose non vuol sapere, osserva alla lettera i compiti assegnatigli da madre natura. E di fronte al muro di sabbia portato dalle onde di uno Ionio arrabbiato, si chiude in se stesso. All’interno dei Laghi l’allarme rosso scatta tempestivo. Le porte vinciane vengono sigillate, ma con scarsi risultati: il livello dell’acqua, nel frattempo divenuta scura e a tratti fetida, sale a vista d’occhio. In due giorni anche la soglia d’allarme viene spazzata via. Così, domenica pomeriggio, l’innaturale scenario si offre nudo agli occasionali turisti: pontili praticamente cancellati, banchine sommerse, marinai che corrono a rinforzare gli ormeggi di imbarcazioni ormai sospese su un artificiale secondo mare. I guai peggiori, però, li mettono in conto i proprietari delle villette: negli scantinati, spesso abitati, la tradizionale umidità si trasforma in acqua corrente. In alcuni condomìni, invece, cefali e gozzi minacciano addirittura di entrare dalla porta principale. Ovviamente paralizzata l’attività dei Cantieri Nautici.
Oggi, cielo permettendo, i potenti mezzi tecnici ingaggiati dalla Regione dovrebbero riprendere a lavorare. Mancano però le certezze. E la sensazione è la solita che si respira da anni: passata l’emergenza, dei Laghi e dello Stombi non si ricorderà più nessuno. Almeno fino al prossimo, paradossale allagamento.

Gianpaolo Iacobini

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