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<<Nell’immediato
contiamo di poter garantire il ripristino dello sbocco a mare.
Sul resto posso dire poco: non abbiamo competenze dirette sullo
svolgimento dei lavori commissionati dalla Regione, anche se da
tempo siamo impegnati ad individuare una soluzione definitiva>>.
Vincenzo Forastiere, il professore di ferro chiamato dal sindaco
Roberto Senise a rivestire il delicato ruolo di assessore ai
lavori pubblici nel luglio del 2002, è un uomo in lotta con la
natura e la burocrazia: da una parte l’emergenza, innegabile,
che stringe d’assedio i Laghi di Sibari. Dall’altra, invece, la
complessità della macchina amministrativa regionale. I problemi
dello Stombi non sono una novità per nessuno. Il nodo più
ingarbugliato, spiegano gli esperti, è rappresentato dal Crati,
che sfocia in mare a poco più di un chilometro di distanza dal
canale. La portata del maestoso ed inquinato fiume cosentino,
quanto a sabbia e detriti, è enorme. Le correnti marine, che
risalgono la costa verso nord, fanno il resto. <<La situazione –
racconta al telefono Forastiere – sembrava, almeno fino a ieri,
sotto controllo. Credo che l’aggravamento odierno sia dovuto ad
una mareggiata notturna. Le inclementi condizioni meteo,
d’altronde, hanno caratterizzato negativamente l’ultimo periodo,
rallentando notevolmente i lavori in corso alla foce dello
Stombi>>.
La natura, indubbiamente, c’ha messo del suo. E la burocrazia?
L’assessore accenna alle difficoltà incontrare per sbloccare
finanziamenti che sembravano certi, ma finiti poi imbrigliati,
per diversi mesi, da qualche oscuro cavillo. È un lampo: il
ritorno all’attualità è fulminante. <<Fortunatamente – osserva
con sollievo il professore – i lavori sono proseguiti comunque.
Al riguardo il Municipio non ha alcuna competenza, ma posso
assicurare che probabilmente già oggi le ruspe si rimetteranno
all’opera per garantire il deflusso delle acque ed il transito
delle imbarcazioni>>.
In coda, una precisazione importante. <<Vorrei ricordare –
sottolinea con garbo Forastiere – che i finanziamenti serviranno
solo a dragare il canale, non anche a consentire l’allungamento
dei moli foranei. Questa soluzione, che sarebbe poi quella
definitiva, è al momento solo un ipotesi allo studio dei tecnici
del Genio Civile e della Regione>>. Ovvero, in altri termini: le
idee ci sono, i rimedi sono già noti, ma mancano i soldi. C’è
qualcuno in grado di spiegarlo allo Stombi?
Gianpaolo Iacobini |