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Un
miliardo di lire. Paga la Regione. Lavori importanti, ma non
definitivi. Una volta ultimati, dovrebbero garantire
tranquillità fino al 2004. Poi si ricomincerà daccapo.
Attualmente, alla foce dello Stombi, sono in azione i tecnici
della “Overmar”, un’azienda napoletana specializzata nel
dragaggio dei corsi d’acqua. I cantieri, aperti sul finire dello
scorso giugno, avrebbero dovuto chiudere i battenti in fretta.
Il maltempo, e la burocrazia, hanno però decisamente influito
sulla tabella di marcia. Stando ai dettagli tecnici del piano
d’intervento, la prima fase dell’operazione Stombi avrebbe
dovuto incidere sulla fisionomia della costa, in maniera tale da
provocare l’arretramento del bagnasciuga sul versante est del
litorale, ricompreso tra le foci dello Stombi e del Crati. Un
passo indietro di circa 35 metri, utile a consentire il
ripianamento del versante ovest, attualmente vittima
dell’erosione marina.
La seconda fase, invece, ancora al di là da venire, dovrebbe
riguardare il dragaggio del canale, fino alla profondità di tre
metri, al fine di consentire l’accesso alle darsene anche dei
pescherecci di media portata. Nelle intenzioni dei progettisti,
inoltre, il materiale di risulta, per lo più di composizione
organica, dovrebbe essere utilizzato per le coltivazioni
agricole della Piana.
Un mezzo miracolo, tuttavia non risolutivo. A detta degli stessi
tecnici, infatti, tali interventi, sia pure provvidenziali,
<<non consentiranno una lunga stabilità del sistema fociale a
causa della notevole dinamicità dei fattori metereologici
dell’area>>.
Vinta la battaglia, resterebbe da far propria la guerra.
Servirebbero, però, alcuni miliarducci di vecchie lire e
l’estensione degli attuali moli. Come se ne esce?
Gianpaolo Iacobini |