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Laghi chiusi per sabbia: chiude i battenti anche la scuola
velica. Il navigatore Gianniandrea Sonnino trasmigra a Cariati.
E Sibari Perde un’altra perla.
Le disgrazie non vengono mai da sole. Questa, però, più che
fortuita, è quasi voluta. Da anni il canale dello Stombi soffre
di mal di sabbia, ma mai nessuno ha provato ad invertire la
rotta. Risultato: anche i più indomiti, perfino i romantici
della vela, sono indotti ad alzare bandiera bianca. Gianni
Sonnino ne è l’esempio plastico: il navigatore romano era
approdato in riva allo Ionio quattro anni fa. L’intenzione era
quella di fare di Sibari una capitale della vela. Le premesse
erano buone. I fatti, purtroppo, gli hanno dato torto. Adesso
Sonnino, dopo aver tanto lottato, è costretto ad andar via. Il
suo circolo velico, che attirava aspiranti velisti finanche
dalla Lucania, si trasferirà altrove, molto probabilmente a
Cariati. Assieme a lui emigrerà anche “Non solo mare”, una
trasmissione televisiva sulle bellezze marine dello Ionio
cosentino che l’emittente cosentina Metrosat avrebbe voluto
realizzare tra le onde sibarite. <<I disservizi che attanagliano
i Laghi di Sibari – commenta Sonnino – impediscono a chi vive di
mare di poter proseguire nel lavoro quotidiano. Con la scuola di
vela, e la trasmissione televisiva, avrei voluto offrire
l’immagine di una Calabria diversa. Mi dispiace per Sibari, alla
quale tanto ho dato e che tanto mi ha offerto. Devo andar via,
ma tornerò non appena il canale degli Stombi sarà reso
permanentemente accessibile e transitabile>>.
Il resto, quello che Sonnino dice con tono sommesso, per
rispetto verso una terra amata, è contenuto in una lettera
inviata al sindaco di Cassano, Roberto Senise. <<Ci siamo
conosciuti – scrive il navigatore solitario, rivolgendosi al
sindaco – in occasione dell’inaugurazione, lo scorso maggio,
della mia scuola velica. Allora, alla presenza dell’assessore
regionale al turismo, Pino Gentile, si parlò a lungo dei
problemi dei Laghi. Il lavoro che svolgo con passione smisurata
e grandi sacrifici mi rende ora avvilito e dispiaciuto per la
gravissima situazione dello Stombi>>. Evidenti i disagi: con le
porte vinciane sbarrate, non entra l’acqua, ma non passano
neppure le barche. <<Qualcuno – ironizza lo skipper – crede che
la vela si svolga solo con clima mite o d’estate: nulla di più
sbagliato. È proprio d’inverno che gli allievi apprendono i
primi rudimenti, e si innamorano di questo sport>>. Una fila di
spasimanti provenienti da ogni angolo della regione, perfino
dalla vicina Basilicata, che nel 2002 appena archiviato ha avuto
pure innegabili ricadute economiche. <<I miei allievi – rivela
Sonnino – hanno acquistato, in totale, ben 24 imbarcazioni di
lunghezza compresa tra i 6 e i 12 metri, a tutto vantaggio dei
cantieri nautici calabresi>>. Diversa, tuttavia, la situazione
attuale. <<Con lo Stombi insabbiato, e le porte chiuse – incalza
il velista romano – le barche sono costrette agli ormeggi, e la
mia scuola non riceve più adesioni. I Cantieri nautici di Sibari
riapriranno solo tra qualche giorno, dopo una lunga sosta, e non
ci sono strutture ricettive in grado di offrire servizi: chi
vive di Laghi non può accettare di affidare le proprie speranze
e famiglie solo all’estate>>.
Arrivederci, dunque, ma senza rancore. Sonnino, levando
simbolicamente l’ancora, dispensa consigli e sollecita risposte.
Si pone a disposizione del sindaco per fornire suggerimenti
<<utili ad individuare le famigerate correnti marine che
imbrigliano lo Stomb>>. Chiama in causa la Regione, sfidando i
responsabili dell’immobilismo <<ad uscir fuori allo scoperto>>.
Si offre addirittura quale consulente a costo zero per spronare
<<la redazione di progetti capaci di condurre i Laghi fuori
dalla crisi>>.
Di più non si può. E dai Laghi non resta che scappare. Fino a
ieri ad andar via erano solo i figli di questa terra bella
quanto sfortunata. Adesso la maledizione colpisce anche i poeti,
i santi ed i navigatori. Sibari, la grande tradita di tutti i
tempi, muore.
Gianpaolo Iacobini |