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Martedì 21 Gennaio 2003

Sibari – Sonnino molla gli ormeggi, e addio alla scuola di vela


Laghi chiusi per sabbia: chiude i battenti anche la scuola velica. Il navigatore Gianniandrea Sonnino trasmigra a Cariati. E Sibari Perde un’altra perla.
Le disgrazie non vengono mai da sole. Questa, però, più che fortuita, è quasi voluta. Da anni il canale dello Stombi soffre di mal di sabbia, ma mai nessuno ha provato ad invertire la rotta. Risultato: anche i più indomiti, perfino i romantici della vela, sono indotti ad alzare bandiera bianca. Gianni Sonnino ne è l’esempio plastico: il navigatore romano era approdato in riva allo Ionio quattro anni fa. L’intenzione era quella di fare di Sibari una capitale della vela. Le premesse erano buone. I fatti, purtroppo, gli hanno dato torto. Adesso Sonnino, dopo aver tanto lottato, è costretto ad andar via. Il suo circolo velico, che attirava aspiranti velisti finanche dalla Lucania, si trasferirà altrove, molto probabilmente a Cariati. Assieme a lui emigrerà anche “Non solo mare”, una trasmissione televisiva sulle bellezze marine dello Ionio cosentino che l’emittente cosentina Metrosat avrebbe voluto realizzare tra le onde sibarite. <<I disservizi che attanagliano i Laghi di Sibari – commenta Sonnino – impediscono a chi vive di mare di poter proseguire nel lavoro quotidiano. Con la scuola di vela, e la trasmissione televisiva, avrei voluto offrire l’immagine di una Calabria diversa. Mi dispiace per Sibari, alla quale tanto ho dato e che tanto mi ha offerto. Devo andar via, ma tornerò non appena il canale degli Stombi sarà reso permanentemente accessibile e transitabile>>.
Il resto, quello che Sonnino dice con tono sommesso, per rispetto verso una terra amata, è contenuto in una lettera inviata al sindaco di Cassano, Roberto Senise. <<Ci siamo conosciuti – scrive il navigatore solitario, rivolgendosi al sindaco – in occasione dell’inaugurazione, lo scorso maggio, della mia scuola velica. Allora, alla presenza dell’assessore regionale al turismo, Pino Gentile, si parlò a lungo dei problemi dei Laghi. Il lavoro che svolgo con passione smisurata e grandi sacrifici mi rende ora avvilito e dispiaciuto per la gravissima situazione dello Stombi>>. Evidenti i disagi: con le porte vinciane sbarrate, non entra l’acqua, ma non passano neppure le barche. <<Qualcuno – ironizza lo skipper – crede che la vela si svolga solo con clima mite o d’estate: nulla di più sbagliato. È proprio d’inverno che gli allievi apprendono i primi rudimenti, e si innamorano di questo sport>>. Una fila di spasimanti provenienti da ogni angolo della regione, perfino dalla vicina Basilicata, che nel 2002 appena archiviato ha avuto pure innegabili ricadute economiche. <<I miei allievi – rivela Sonnino – hanno acquistato, in totale, ben 24 imbarcazioni di lunghezza compresa tra i 6 e i 12 metri, a tutto vantaggio dei cantieri nautici calabresi>>. Diversa, tuttavia, la situazione attuale. <<Con lo Stombi insabbiato, e le porte chiuse – incalza il velista romano – le barche sono costrette agli ormeggi, e la mia scuola non riceve più adesioni. I Cantieri nautici di Sibari riapriranno solo tra qualche giorno, dopo una lunga sosta, e non ci sono strutture ricettive in grado di offrire servizi: chi vive di Laghi non può accettare di affidare le proprie speranze e famiglie solo all’estate>>.
Arrivederci, dunque, ma senza rancore. Sonnino, levando simbolicamente l’ancora, dispensa consigli e sollecita risposte. Si pone a disposizione del sindaco per fornire suggerimenti <<utili ad individuare le famigerate correnti marine che imbrigliano lo Stomb>>. Chiama in causa la Regione, sfidando i responsabili dell’immobilismo <<ad uscir fuori allo scoperto>>. Si offre addirittura quale consulente a costo zero per spronare <<la redazione di progetti capaci di condurre i Laghi fuori dalla crisi>>.
Di più non si può. E dai Laghi non resta che scappare. Fino a ieri ad andar via erano solo i figli di questa terra bella quanto sfortunata. Adesso la maledizione colpisce anche i poeti, i santi ed i navigatori. Sibari, la grande tradita di tutti i tempi, muore.

Gianpaolo Iacobini

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