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Domenica 26 gennaio 2003

Cassano – Educazione alla legalità, la nuova crociata del Comune


Educare alla legalità: Palazzo di città lancia la crociata.
La storia del progetto che non c’è. Municipio, sabato mattina: visto il tema, si dovrebbe iniziare in orario, ma da queste parti se non si muovono le scolaresche non si riesce a riempire neppure una cantina. Per cui si comincia quando arrivano le prime pattuglie di studenti. Coordina Mimmo Petroni, introduce il primo cittadino Roberto Senise. A sentire gli interventi, sembra d’essere in un fortino assediato dalla mafia. C’è il sindaco, cui mani ignote avrebbero indirizzato minacce di morte <<di stampo mafioso>>. C’è il dirigente socialista Gianni Papasso, che racconta l’attentato incendiario, due anni fa, ai danni della propria villetta estiva. C’è Benedetto Di Iacovo, segretario generale della Uil, fresco di minacce. Della riscossa, però, non vi sono che tracce labili. <<Richiamo tutti – commenta Senise – alla pace sociale, di cui questa città laboriosa, ha bisogno>>. La mente corre ai consigli comunali da guerra civile: un sorriso cancella il triste ricordo. <<Noi – aggiunge Liborio Piscitelli, promotore dell’iniziativa e assessore alla coesione sociale – abbiamo bisogno della pace sociale. Non vanno individuati solo i mali, ma anche e soprattutto le cure>>.
In sala insegnanti e professori sospirano: arrivano le proposte. <<Quella di oggi – li gela Piscitelli – è solo una presentazione, il primo passo di un lungo percorso>>. E prende a leggere ampi passi dell’opuscolo che sarà distribuito nelle scuole, contenente stralci delle riflessioni della Commissione ecclesiale pace e giustizia. A dare il giusto sale alla giornata provvedono gli studenti dei licei. <<Piazze e strade - denuncia il loro portavoce, Ivan Papasso, figlio del già citato Gianni – sono deserte. La mafia c’è. Mancano punti di riferimento per i giovani. I più deboli imboccano strade sbagliate. Per rinascere c’è bisogno di una rivoluzione culturale e di nuova luce su tutte le vicende oscure, tra le quali quella occorsa alla mia famiglia>>.
Si prosegue. I veri protagonisti, i ragazzi, restano in silenzio: per loro non c’è spazio.  Tornano in classe senza aver potuto parlare. L’aula ridiventa deserta. La Confcommercio, per bocca del suo presidente, Mimmo Lione, ringrazia le forze dell’ordine. Cosimo Bruno, decano dei giornalisti, chiede lumi sul progetto che non c’è. Don Attilio Foscaldi, direttore della Caritas diocesana, esterna le proprie perplessità sull’andamento della mattinata. Le conclusioni sono invece affidate al vescovo, monsignor Domenico Graziani. <<Mi duole il cuore – dice – non poter parlare ai ragazzi andati via. Registro l’esistenza di un’amara conflittualità, anche se nelle vostre parole leggo il desiderio di ritrovare la pace. Ognuno deve farsi carico delle proprie responsabilità. La Chiesa, impegnata a favorire lo sviluppo endogeno e una forte azione educativa, è pronta a dare il suo contributo in favore della legalità, nel segno del primato della persona umana e della sacralità della coscienza>>.
Avanti a piccoli passi, mentre la mafia corre: com’è ardua la rincorsa alla legalità perduta.

Gianpaolo Iacobini

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