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Martedì 10 Giugno 2003

Cassano -  Alla Biblioteca diocesana dibattito sulla funzione pedagogica, sociale e culturale dei musei - Viaggio nella memoria attraverso la documentazione

Su: «Museo come, Museo perché» si è discusso nel corso di un convegno, svoltosi nella Biblioteca diocesana su iniziativa della direzione della struttura di Arte sacra. Il direttore Leonardo Alario, introducendo i lavori ha messo in evidenza come il Museo in sé non è solo e non tanto luogo di conservazione, esposizione e fruizione di opere, quanto un laboratorio e un centro di produzione e di proposte culturali mirato soprattutto alla formazione delle giovani generazioni con una funzione pedagogica, sociale e culturale allo stesso tempo poiché nel Museo la comunità può riconoscere i segni lasciati dalle vicende storiche e culturali e individuare la trama della propria identità. Da qui – a giudizio del relatore – la necessità di creare all'interno della struttura museale laboratori didattici multimediali, sala convegni, corsi di didattica dell'arte. Il direttore dell'Ufficio diocesano dei Beni culturali, don Leone Boniface, ha delineato la funzione dei musei diocesani nell'ottica delle direttive emanate dalla Conferenza episcopale italiana. Silvana Luppino, direttrice del Museo nazionale archeologico della Sibaritide, si è soffermata sui Poli museali della Piana di Sibari, della loro struttura e della loro funzione nel contesto del territorio, a partire dal loro formarsi in tempi diversi e con metodologia diversificata. Il direttore del Dipartimento di archeologia e storia delle arti dell'Università della Calabria, Giuseppe Roma, ha soffermato l'attenzione dell'uditorio sul concetto di Museo inteso come archivio storico del territorio nonché sul valore della ricerca archeologica, mettendo in risalto come il Museo, conservando e illustrando con materiale esplicativo idoneo il materiale repertato in campagne di ricerca, si presenti come uno dei luoghi in cui si conserva la memoria di quel che è stato in quel determinato posto dal quale trarre indicazioni per progettare il futuro. Maria Pia Di Dario, professore di Storia del'arte medioevale all'Unical, ha dissertato su «Formazione, carattere, finalità dei Musei storico-artistici della Calabria», sostenendo che le opere d'arte devono essere conservate nei luoghi storicamente accertati giacché quei luoghi testimoniano le vicende storiche, la sensibilità artistica, la produzione culturale. Il direttore del Centro interdipartimentale di documentazione demoantropologica dell'università della Calabria, Ottavio Cavalcanti, ha trattato il tema: «Il paese in vetrina», focalizzando il luogo in cui la cultura materiale elaborata dalla comunità si appalesa nello specchio della stessa comunità, nella quale gli oggetti perdono la funzione pratica ma assumono il valore di documento della vita. In chiusura, è stata avanzata l'idea di dar luogo a un progetto di un percorso storico-culturale che preveda un viaggio nella memoria attraverso la documentazione museale secondo l'itinerario della preistoria (Grotte di S. Angelo, Museo archeologico di Sibari, Museo Diocesano, Museo demoantropologico) da allocare nella masseria Chidichimo o al Palazzo Nola, che potrebbe essere denominato la «via dei musei o Museo della città» attraverso una sinergica azione di collaborazione tra il Museo archeologico della Sibaritide e il Museo diocesano di Cassano.

Antonio Franzese

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