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Il
convegno sui beni culturali come testimonianza della civiltà di
un popolo, svoltosi nello scenario suggestivo del Santuario
della Madonna della Catena, su iniziativa della Diocesi d'intesa
con la cooperativa «Pollino», ha registrato successo di
pubblico. Dopo il saluto ai convenuti da parte dell'ex Abate don
Giacinto Bruno, i lavori sono entrati nel vivo con la relazione
del direttore della commissione Beni culturali della conferenza
episcopale calabra nonché vicario generale dell'Arcidiocesi di
Rossano, don Luigi Renzo, che ha trattato il tema: «L'interesse
della chiesa calabrese verso i beni culturali: contenuti e
sviluppo». L'oratore ha detto che la riscoperta dei beni
culturali evidenzia un po' ovunque il positivo riappropriarsi
delle radici storiche e di tutte le ricchezze dei tesori e
testimonianze del passato che costituiscono l'identità culturale
e la stessa anima del popolo. A giudizio dell'illustre prelato è
necessario evitare il rischio di ridurre il tutto a passiva
contemplazione di «reliquie del passato», banalizzando il valore
intrinseco degli stessi beni. In chiusura, don Renzo ha
sostenuto che se i beni culturali sono testimonianza di una
civiltà passata, il nostro impegno per essi e con essi può
diventare a sua volta ulteriore testimonianza significativa e
provocatoria per la nostra società, spesso distratta e chiusa
alle dimensioni e ai valori autentici dello spirito dell'uomo.
Luigi Intrieri, direttore dell'Archivio diocesano di Cosenza, ha
messo in risalto l'importanza della tutela degli archivi al fine
di custodire gelosamente i documenti che ne fanno parte, i quali
sono utili per ricostruire gli eventi storici del passato.
Ricostruzione – ha rimarcato – che serve non soltanto a
soddisfare una curiosità più o meno legittima ma anche per
capire il perché del presente e dei suoi problemi per evitare il
ripetersi di errori già commessi e per conoscere le modalità
utilizzate fruttuosamente per risolvere problemi analoghi. In
altri termini serve a preparare un futuro migliore. Antonio
Golia, che ha moderato il dibattito, ha soffermato la sua
attenzione sulla complessiva valorizzazione e fruizione delle
risorse artistiche, librarie e storico-artistiche la cui
necessità di integrazione nel sistema dell'offerta turistica non
sfugge a nessuno, offrendo prodotti e servizi ad alta tecnologia
a costi contenuti. Golia ha parlato di un progetto che si
intende realizzare: una struttura produttiva nuova di forniture
e servizi, volti alla didattica, alla ricerca e
all'informazione. Essa – a parere del relatore – dovrebbe
offrire al pubblico cataloghi, arricchiti periodicamente, da
nuove acquisizioni per la diffusione del patrimonio
archivistico. I fruitori dell'iniziativa dovrebbero essere le
scuole, i turisti e i cittadini interessati a un approccio
didattico, informativo-educativo. Sono seguiti gli interventi di
Anna Letizia Fazio, direttrice dell'archivio di Stato di
Cosenza, che ha incentrato l'intervento sul patrimonio
documentario inteso come memoria storica della comunità; don
Saverio Viola, nella qualità di direttore archivistico
diocesano, che ha posto l'accento sulla storia dell'archivio
diocesano di Cassano attraverso i secoli, ponendo in rilievo i
notevoli documenti storico-religiosi rinvenuti che formano un
inestimabile patrimonio non solo per la comunità locale quanto
per l'intera Calabria e per gli studiosi in particolare.
Antonio Franzese |