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Venerdì 20 Giugno 2003

Cassano Ionio - Monito dal convegno sulle testimonianze della civiltà tenutosi al Santuario della Madonna della Catena - Il patrimonio storico rappresenta l'anima di un popolo

Il convegno sui beni culturali come testimonianza della civiltà di un popolo, svoltosi nello scenario suggestivo del Santuario della Madonna della Catena, su iniziativa della Diocesi d'intesa con la cooperativa «Pollino», ha registrato successo di pubblico. Dopo il saluto ai convenuti da parte dell'ex Abate don Giacinto Bruno, i lavori sono entrati nel vivo con la relazione del direttore della commissione Beni culturali della conferenza episcopale calabra nonché vicario generale dell'Arcidiocesi di Rossano, don Luigi Renzo, che ha trattato il tema: «L'interesse della chiesa calabrese verso i beni culturali: contenuti e sviluppo». L'oratore ha detto che la riscoperta dei beni culturali evidenzia un po' ovunque il positivo riappropriarsi delle radici storiche e di tutte le ricchezze dei tesori e testimonianze del passato che costituiscono l'identità culturale e la stessa anima del popolo. A giudizio dell'illustre prelato è necessario evitare il rischio di ridurre il tutto a passiva contemplazione di «reliquie del passato», banalizzando il valore intrinseco degli stessi beni. In chiusura, don Renzo ha sostenuto che se i beni culturali sono testimonianza di una civiltà passata, il nostro impegno per essi e con essi può diventare a sua volta ulteriore testimonianza significativa e provocatoria per la nostra società, spesso distratta e chiusa alle dimensioni e ai valori autentici dello spirito dell'uomo. Luigi Intrieri, direttore dell'Archivio diocesano di Cosenza, ha messo in risalto l'importanza della tutela degli archivi al fine di custodire gelosamente i documenti che ne fanno parte, i quali sono utili per ricostruire gli eventi storici del passato. Ricostruzione – ha rimarcato – che serve non soltanto a soddisfare una curiosità più o meno legittima ma anche per capire il perché del presente e dei suoi problemi per evitare il ripetersi di errori già commessi e per conoscere le modalità utilizzate fruttuosamente per risolvere problemi analoghi. In altri termini serve a preparare un futuro migliore. Antonio Golia, che ha moderato il dibattito, ha soffermato la sua attenzione sulla complessiva valorizzazione e fruizione delle risorse artistiche, librarie e storico-artistiche la cui necessità di integrazione nel sistema dell'offerta turistica non sfugge a nessuno, offrendo prodotti e servizi ad alta tecnologia a costi contenuti. Golia ha parlato di un progetto che si intende realizzare: una struttura produttiva nuova di forniture e servizi, volti alla didattica, alla ricerca e all'informazione. Essa – a parere del relatore – dovrebbe offrire al pubblico cataloghi, arricchiti periodicamente, da nuove acquisizioni per la diffusione del patrimonio archivistico. I fruitori dell'iniziativa dovrebbero essere le scuole, i turisti e i cittadini interessati a un approccio didattico, informativo-educativo. Sono seguiti gli interventi di Anna Letizia Fazio, direttrice dell'archivio di Stato di Cosenza, che ha incentrato l'intervento sul patrimonio documentario inteso come memoria storica della comunità; don Saverio Viola, nella qualità di direttore archivistico diocesano, che ha posto l'accento sulla storia dell'archivio diocesano di Cassano attraverso i secoli, ponendo in rilievo i notevoli documenti storico-religiosi rinvenuti che formano un inestimabile patrimonio non solo per la comunità locale quanto per l'intera Calabria e per gli studiosi in particolare.

Antonio Franzese

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