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Cassano
"Non sono i rom che ci rovinano. Non sono i rom che ci
disturbano. Non sono i rom che hanno portano la delinquenza o il
deterioramento in questo territorio. E' il contesto generale
cassanese che ha fatto si che si creasse questa triste e
deprecabile situazione a Cassano". Don Attilio Foscaldi,
direttore della Fondazione Antiusura e della Caritas e parroco
della Chiesa dei Sacri Cuori di piazza Capolanza a Lauropoli,
parrocchia che comprende anche il rione di "Timpone Rosso" non
condivide l'equazione "Rom uguali delinquenti". Incontriamo don
Attilio, prete "in trincea" che quotidianamente si confronta con
i bisogni reali della gente, nel suo ufficio della Caritas
diocesana. Come sempre è un fiume in piena. Dice chiaramente il
suo pensiero. Fa sua anche durante questa "chiacchierata" quella
massima che dice "applica la linea giusta e vai controcorrente".
Dopo essersi detto indignata dall'equazione "Rom = delinquenti"
afferma subito che la responsabilità di quanto sta avvenendo
nella città delle Terme è di tutti, nessuno escluso. "Se esiste
questa situazione a Cassano è dovuta all'esistenza di ritardi,
di paure di collusioni e, in particolar modo della trascuratezza
e delle omissioni di tutti coloro che potevano fare qualcosa per
questo paese e che non hanno fatto niente". Parlando
specificatamente del degrado ambientale e socio culturale
esistente nel rione Timpone Rosso, per don Attilio questo è
dovuto al fatto che "in questo quartiere si un "insediamento"
selvaggio dei Rom. Per i parroco non può essere ammissibile che
su una popolazione di circa 1500 persone più di 500 possano
essere di etnia rom. Don Attilio, nel ricordare le tante denunce
fatte agli organi preposti sul degrado e sull'abbandono di
questo quartiere e in special modo sulla mancata realizzazione
di un centro polifunzionale promesso nei primi anni 90 e ancora
oggi non realizzato, vuole evidenziare il grande lavoro che da
anni alcuni operatori della parrocchia "Sacri Cuori" e
dell'associazione "il Samaritano" svolgono in questo quartiere
portando avanti progetti per il sostegno ludico, scolastico e
ricreativo per i ragazzi di Timpone Rosso e progetti d'ascolto
per le famiglie in difficoltà.
Prima di congedarci don Attilio ci dice anche il suo pensiero
sulla proposta avanzata dal senatore Gentile di
militarizzazione, con l'esercito, del territorio cassanese. Per
il prete che vive quotidianamente in trincea "non si può
delegare a una massiccia presenza delle forze armate la
soluzione dei gravi problemi di Cassano". Don Attilio,pur
riconoscendo la necessità di una maggiore presenza delle forze
dell'ordine, da distribuire meglio sul territorio comunale e in
particolare nei quartieri a rischio, sostiene che "occorre che
tutti, i governanti nazionali, regionali, provinciali e,
soprattutto, quelli locali, s'impegnino a far si che ogni
cassanese venga rispettato nella sua dignità e aiutato a
esercitare i propri doveri ma soprattutto i propri diritti.
Antonio Iannicelli |