|
A 'Lattughelle"
via all'edizione numero l7 del Torneo di calcio a otto dedicato
alla memoria di Antonio Rodio, bambino di appena tre anni
residente nella popolosa frazione cassanese investito e ucciso
anni addietro da un'automobile proprio a due tassi dal campetto
in terra battuta che da diciassette estati accoglie la
competizione voluta ad hoc per tenere acceso il suo ricordo.
Un'iniziativa che vive anche e soprattutto grazie alla
caparbia e capace organizzazione del geometra Pompeo La Banca,
coadiuvato dal gio vane VincenzoMarino. Oggi i sorteggi e
domani via ufficiale alle partite, in programma tutti i
pomeriggi sino a domenica 10 agosto. Il torneo "Antonio Rodio"
coinvolge amatori, dilettanti e qualche volta pure
professionisti , provenienti dall'intera provincia. Squadrette
niente male, che prendono molto sul serio la competizione
anche se l'agonismo cede sempre il passo al divertimento
genuino. Pure quest'anno gli organizzatori hanno fermato a otto
le squadre partecipanti, divise in due gironi all'italiana da
quattro. Al termine degli scontri diretti, le prime due di
ogni raggruppamento si sfideranno nelle semifina li. E le
vincenti saranno di fronte il 10 agosto (giorno di San Lorenzo)
per la finalissima 2003. Che dovrà decidere quale nome meriterà
di essere vergato dopo il " Sibaciok" dì Alfonso Viscardi
trionfatore dell’edizione 2002.
Quest'anno, oltre alle sfide tra le otto miniprotagoniste
ufficiale, il torneo accoglierà una partita tra bambini e un
secondo match in gonnella, con calzettoni, pantaloncini e
magliette indossate da signore, signorine e signorinelle. Una
doppia occasione per avvicinare ulteriormente il fascino del
pallone ai più giovani e le donne, magari contribuendo a fare
muovere qualche passo ulteriore al sogno di creare una squadra
di calcio tutto al femminile di cui si è avuto già qualche
assaggio nei giorni scorsi a Cassano contro. Il torneo "Antonio
Rodio" è pure un'occasione per richiamare,gli sportivi, e non
solo loro, a riflettere sul valore inestimabile della vita
umana, che perciò merita d'essere salvaguardata come
nient'altro. Occhio, perciò, alla sicurezza stradale, al
valore dello sport quale momento d'aggregazione,
socializzazione e crescita civile. Infine, queste due settimane
di calcio a due passi del blu cobalto dello Jonio sibarita
fungono pure da vetrina per giovani e giovanissimi con (prima)
la passione e (poi) l'ambizione di sfondare nel paradiso/
infernale del pallone. Non a caso le edizioni passate ne hanno
visto sfilare molti elementi più che interessanti.
Domenico Marino |