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Ventisei associazioni disponibili, pronte e capaci di
rivoluzionare la realtà cittadina. Riunite sotto il tetto
garantito dal “Forum” autogenerato in primavera dalle stesse
sigle che oggi ne sono soci fondatori. E che presto saranno
affiancate da molte altre, almeno a giudicare dalle richieste
che continuano a giungere alla segreteria. Che in funzione di
garante coinvolge pure il vescovo della millenaria Diocesi di
Cassano, monsignor Domenico Graziani. Ieri mattina la Curia
cittadina ha accolto una riunione tra i rappresentanti delle
singole associazioni. Un faccia a faccia utile a fare il punto
di passato e presente, decidendo sin d’ora che fare a settembre,
dopo la pausa estiva. Numerosi gli interventi (Francesco
Arcidiacono, Peppino Fasanella, Pasquale Dramisino, Mauro Aluigi,
Gaetano Zaccato, Peppino Piscia, Antonio Franzese, Battista
Rindelli) che hanno colorato la discussione moderata e animata
dal professore Pietro Maradei oltreché da monsignor Graziani.
Nelle parole di tutti, il bisogno di stabilire le “regole del
gioco” per non complicare la vita del Forum, pensando pure ad
appuntamenti concreti e settembrini.
L’assemblea ha scelto cinque persone per il gruppo chiamato ad
approntare lo statuto/regolamento: Gianpaolo Iacobini, Francesco
Arcidiacono, Pasquale Dramisino, Mauro Aluigi e Pasquale
Cersosimo. Agli altri, il compito di preparare un calendario
d’iniziative che interesserà tutti e quattro agglomerati urbani
comunali con l’obiettivo dichiarato di limare le distanze non
solo geografiche che li separano da sempre. Un occhio di
particolare riguardo sarà riservato al centro storico cittadino
e al quartiere popolare “Timpone rosso” di Lauropoli quali
simboli emblematici del degrado che ferisce il Cassanese. A
Lauropoli il vescovo ha proposto di svolgere una sessione del
Convegno pastorale diocesano d’inizio settembre. Per organizzare
la giornata, le “ventisei” si sono date appuntamento a fine
agosto.
«Il Forum non è ammucchiata -ha commentato monsignor Graziani-
ma la riunione di gruppi accomunati da molti fattori. Non
abbiamo da difendere interessi di categoria e agiremo nel campo
pre/politico e culturale. D’altronde è evidente che da soli si
fa poca strada». Riflettendo sulla debolezza dell’iniziativa
singola, il presule ha ripetuto l’esortazione (“cala
Trinchetto”) che ha scosso l’opinione pubblica cittadina nella
famosa omelia con cui ha invitato la società civile a uscire dal
guscio e lavorare per la comunità. Proprio in quella gelida
serata d’inizio febbraio è isolabile il prione dell’idea Forum.
Che oggi è quasi realtà!
Domenico Marino |