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Con
l'annuale settenario sono iniziati i festeggiamenti in onore
della Madonna della Catena, che si venera la seconda domenica di
maggio. Una copiosa affluenza di fedeli si registra ogni anno: è
un pellegrinaggio da tutti i centri della Diocesi al Santuario
della Madonna della Catena, distante dal centro quasi due
chilometri. Il Santuario sorge sul pendio di una collina
boscosa, sovrastante la valletta chiusa e pittoresca dell'Eiano,
tra una fitta vegetazione di ulivi e querce secolari. Si tratta
di un antico luogo di culto ristrutturato nel XVII secolo, che
si presenta al cospetto dei visitatori con un ampio porticato
rinascimentale. Scarse le notizie sull'epoca della fondazione.
Quel che si sa, comunque, è che in origine era una cappella
rurale e che poi, accanto, vi nacque un monastero che col tempo
è stato ampliato e restaurato. L'interno della chiesa è composto
da tre navate in stile barocco. Sull'altare, ben visibile, è
custodita la Sacra immagine della Madonna, posta nel contesto di
un variopinto insieme di stucchi decorativi. Il tutto poco
distante dal Monte delle Armi, dove prima era tutta una
fioritura di Basiliani, e guarda maestoso nei secoli il suo
passato intriso di gloria e legenda. La devozione per la Madonna
della Catena, denominata così perché ritenuta nei secoli
liberatrice della persona avvinta dai ceppi materiali, privata
della libertà, è antica quanto lo stesso Santuario. Risale nella
storia a quando, in un clima di terrore e in un tempo in cui la
libertà delle popolazioni costiere meridionali era in continuo
rischio per le incursione saracene, rapida e universale fu la
proclamazione degli indifesi: “la liberazione dei prigionieri
come la salvezza dalla cattura era ascritta a Colei che spezzava
le catena della schiavitù”.
Antonio Franzese |