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Una città viva, propositiva, attiva che vuole discutere,
partecipare, lottare per costruire un nuovo futuro all'altezza
della sua storia, delle sue tradizioni e delle sue immense
risorse: è questo il quadro venuto fuori a conclusione del
dibattito-convegno svoltosi nell'atrio della Curia vescovile
dell'Episcopio di via Occhiuto sul tema: «Il ruolo delle
associazioni nei processi politici e nella definizione di un
processo di società», promosso e organizzato dall'associazione
«Nelson Mandela». Il prof. Pietro Maradei che ha coordinato i
lavori, ha sostenuto che il mondo dell'associazionismo nella
cittadina sibarita essendo ampio e articolato dovrà essere
coinvolto nella sua globalità, evidenziando che l'iniziativa
messa in cantiere non vuole essere in contrapposizione a nessuno
ma vuole costituire solo uno stimolo nei riguardi del mondo
politico al fine di fare crescere processi più avanzati di
democrazia, di partecipazione e di progettualità. Nella sua
relazione Giuseppe Fasanella ha tracciato un'analisi della crisi
politica che attraversa i partiti politici e la stessa società
cassanese, concludendo con un appello all'impegno diretto di
tutta la società locale per cambiare le cose. Don Attilio
Foscaldi, partendo da una disamina delle tematiche
socio-economiche della realtà locale, ha messo in risalto la
necessità di mettere in moto meccanismi di democrazia
sostanziale incentrati sulla centralità della persona e del
lavoro. Giampaolo Jacobini ha incentrato il suo intervento sulla
inderogabile urgenza di dare luogo a un'azione riformatrice di
autentica svolta generazionale attraverso la rottura con il
passato, dando concretezza a una nuova caratterizzazione
culturale. Giuseppe Martire ha sottolineato il ruolo propulsivo
dell'azione del volontariato, visto nel contesto di una
circostanziata analisi della disgregazione territoriale che il
territorio comunale presenta e che può essere superato mediante
una più concreta valorizzazione delle varie identità. A suo
giudizio occorre lottare contro le devianze riaffermando valori
positivi nonché incentivando momenti di aggregazione. Il
rappresentante dell'associazione «Cittadini a Sibari», Antony
Gioia, ha focalizzato l'accento sulla necessità di dialogo,
sottolineando l'urgenza della soluzione di problemi che
affliggono il quartiere Sibari in relazione alle esigenze di
sviluppo del territorio visto nell'ottica complessiva, non
trascurando una disamina in ordine alle dinamiche politiche,
sulla democrazia partecipativa e sulle questioni primarie dello
sviluppo locale. Per l'associazione «Nuova Idea Cittadina»
occorre modificare l'esistente, lavorando per crearne il futuro,
che può essere costruito attraverso il confronto continuo
bandendo personalismi ed esasperate forme di protagonismo. Il
vescovo diocesano, Domenico Graziani, ha affrontato con
chiarezza le problematiche sul tappeto della discussione
spaziando a largo raggio ponendo la centralità dell'uomo come
punto fondamentale del dibattito, partendo dalla definizione
della propria identità per promuovere il necessari confronto e
affermare l'idea, la filosofia e la metodologia del dialogo. «La
crisi – ha detto il presule – come sfida per la promozione del
bene e della capacità di vagliare, decidere, scegliere», dando
in conclusione del suo dire un sostanziale consenso al forum
delle associazioni proposto come espressione della società. In
tale visione il vescovo ha offerto la sua disponibilità a
lavorare con chiunque, indipendentemente dai colori e dagli
schieramenti purché – ha tenuto a rimarcare – ci sia il comune
desiderio di perseguire il bene. Dalle conclusioni del Forum
sono emersi chiari due elementi: la crisi della politica e il
bisogno di democrazia e di partecipazione, considerazioni venute
fuori a chiare note dall'evidenziazione di difetti e carenze con
particolare riguardo al deficit di democrazia.
Antonio Franzese |