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Il
Cassanese ha una speranza: essere inserito in una delle due
comunità montane che avvolgono il nordest calabrese: “Pollino” e
“Alto Jonio cosentino”. Il consiglio comunale ha approvato un
ordine del giorno finalizzato a chiedere alla Regione
l'inserimento del Cassanese in uno dei due raggruppamenti. Il
passo è stato deciso perché, proprio in questi tempi, pare che i
confini delle comunità montane siano in fase di riperimetrazione.
E quindi non si può perdere l'occasione. D'altronde è tuttora
inspiegabile l'esclusione del Cassanese (in buona parte
abbarbicato alle pendici del Pollino, nelle aree di confine con
Castrovillari, Civita e Frascineto) dalla comunità montana. «Per
perorare la causa - racconta il vicesindaco Antonio Di Cicco -
ho scritto all'assessore regionale all'Agricoltura Giovanni
Dima, il quale ci offrirà di sicuro un aiuto determinante per
raggiungere l'obiettivo, che potrebbe riaprire prospettive
interessanti per la nostra realtà. Non l'intero territorio
comunale ma una buona parte ha tutto il diritto d'essere
coinvolto in una delle due comunità. La scelta di quale,
eventualmente, dovrà essere decisa con calma e dopo una serena
analisi della situazione». Discutendo dell'ipotesi comunità
montana, il numero due Di Cicco si lascia sfuggire
un'indiscrezione ancora più gustosa: la possibilità che un
brandello del Cassanese sia inserito nel perimetro del Parco
nazionale del Pollino. Pare che Di Cicco abbia già nel cassetto
una seconda lettera da inviare, stavolta, al presidente
dell'ente Parco, Francesco Fino. E sembra che pure questa
ipotesi possa raggiungere l'obiettivo. Vedremo. Prima dei
saluti, Antonio Di Cicco tiene ad accendere i riflettori su un
importante intervento della Regione per l'agricoltura e
l'allevamento animale nell'area della Sibaritide. Il vicesindaco
parla dei finanziamenti (quasi 23 milioni di euro) che
l'esecutivo di viale De Filippis ha stanziato per interventi di
recupero e miglioramento degli impianti d'irrigazione esistenti
nei territori dei due consorzi di bonifica che interessano la
Piana di Sibari: “Ferro e Sparviere” e “Sibari Crati”. Anche su
questo argomento Di Cicco chiama in causa l'assessore Dima,
ritenendolo tassello cruciale nell'iter che ha prima approvato e
poi consegnato i lavori di ammodernamento dei due impianti
irrigui.
Domenico Marino |