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«Dalla
sperimentazione alla legge, alla riforma della scuola: analisi e
prospettive»: è stato il tema del convegno-dibattito svoltosi
nell'aula consiliare del Comune e promosso dal centro studi «don
Lorenzo Milani», d'intesa con l'amministrazione comunale. Il via
ai lavori, che sono stati coordinati, introdotti e presieduti
dal dirigente scolastico Antonio Di Matteo, è stato del prof.
Carmine Concistrè, che ha parlato di una legge – a suo avviso –
senza contenuti evidenziando, in particolare, la necessità che
l'amministrazione comunale si prodighi a spendere di più nel
settore scuola e della cultura in generale. Il direttore
didattico Di Matteo ha parlato di anticipo della riforma conl'esperimento
effettuato in ben 251 scuole che, comunque, non sarebbe un test
attendibile. Dopo avere citato la legge 28 marzo n. 53 del 2003,
composta da 17 articoli, l'oratore ha detto che la scuola non ha
mai avuto una riforma organica da Gentile in poi, aggiungendo
che essa ancora non c'è ma che occorre, invece, pensarla. Atteso
che molti aspetti non sono ben definiti. La dirigente
dell'Istituto Sperimentale di Altomonte, Silvana Palopoli, ha
tracciato un resoconto della sperimentazione effettuata nella
sua scuola una delle tre calabresi scelte per questo impegnativo
compito. Il prof. Giuseppe Trebisacce, docente dell'Unical e
presidente «Irree Calabria», ha sottolineato l'importanza
dell'iniziativa messa in cantiere, di grande valenza, specie nel
particolare momento storico che viviamo nel variegato panorama
scolastico. A suo parere la riforma scolastica va inquadrata nel
contesto della società odierna, che richiede un soggetto
altamente formato rispetto alla società del passato. Da qui il
significato della formazione come investimento dell'universo
formativo che si è molto dilatato. Secondo Trebisacce c'è la
necessità di stringere un patto di base, considerato che la
scuola ha un peso formativo anche se non è l'unico. La
formazione tesa come miglioramento dei suoi contenuti. Il
cattedratico, in conclusione, ha espresso una valutazione in
chiaro-scuro con elementi positivi e negativi allo stesso tempo.
Fra le luci, Trebisacce ha posto in primo piano una riforma
organica complessiva che arriva dopo decenni a una visione
unitaria. Altro aspetto positivo individuato dall'oratore,
riguarda l'incentivazione della cultura della valutazione,
ravvisando nel tentativo lodevole di affrontare il mondo della
scuola-lavoro attraverso uno stretto rapporto in grado di
affrontare in modo nuovo il sistema di fare scuola. In ordine
alle preoccupazioni, Trebisacce ha centrato gli aspetti
metodologici, che avrebbero bisogno di un maggiore
coinvolgimento dell'opinione pubblica, che può aiutare a trovare
una consapevolezza più rispondente alle esigenze del panorama
scolastico mediante una formazione unitaria di base. L'ispettore
del Ministero della Pi nonché coordinatore regionale del
progetto di sperimentazione, Francesco Fusca, si è prodotto in
un intervento forte e palpitante, sostenendo che l'innovazione
va inserita nel nuovo scenario dell'articolo 5 della
Costituzione. Un atteggiamento critico mostrato nei confronti
della legge 52, invitando tutti a essere più propositivi e
facendo emergere soprattutto le luci della riforma. Per
l'amministrazione comunale ha portato il saluto ai convenuti il
sindaco Roberto Senise. È seguito un ampio e articolato
dibattito, che ha registrato vari interventi. Tra le autorità
intervenute: il vicario generale della Diocesi, monsignor
Carmine Scaravaglione in rappresentanza del Vescovo Graziani.
Antonio Franzese |