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 Giovedì 22 Maggio 2003

Cassano - Le prospettive della riforma della scuola al centro di un convegno nell'aula consiliare.

«Dalla sperimentazione alla legge, alla riforma della scuola: analisi e prospettive»: è stato il tema del convegno-dibattito svoltosi nell'aula consiliare del Comune e promosso dal centro studi «don Lorenzo Milani», d'intesa con l'amministrazione comunale. Il via ai lavori, che sono stati coordinati, introdotti e presieduti dal dirigente scolastico Antonio Di Matteo, è stato del prof. Carmine Concistrè, che ha parlato di una legge – a suo avviso – senza contenuti evidenziando, in particolare, la necessità che l'amministrazione comunale si prodighi a spendere di più nel settore scuola e della cultura in generale. Il direttore didattico Di Matteo ha parlato di anticipo della riforma conl'esperimento effettuato in ben 251 scuole che, comunque, non sarebbe un test attendibile. Dopo avere citato la legge 28 marzo n. 53 del 2003, composta da 17 articoli, l'oratore ha detto che la scuola non ha mai avuto una riforma organica da Gentile in poi, aggiungendo che essa ancora non c'è ma che occorre, invece, pensarla. Atteso che molti aspetti non sono ben definiti. La dirigente dell'Istituto Sperimentale di Altomonte, Silvana Palopoli, ha tracciato un resoconto della sperimentazione effettuata nella sua scuola una delle tre calabresi scelte per questo impegnativo compito. Il prof. Giuseppe Trebisacce, docente dell'Unical e presidente «Irree Calabria», ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa messa in cantiere, di grande valenza, specie nel particolare momento storico che viviamo nel variegato panorama scolastico. A suo parere la riforma scolastica va inquadrata nel contesto della società odierna, che richiede un soggetto altamente formato rispetto alla società del passato. Da qui il significato della formazione come investimento dell'universo formativo che si è molto dilatato. Secondo Trebisacce c'è la necessità di stringere un patto di base, considerato che la scuola ha un peso formativo anche se non è l'unico. La formazione tesa come miglioramento dei suoi contenuti. Il cattedratico, in conclusione, ha espresso una valutazione in chiaro-scuro con elementi positivi e negativi allo stesso tempo. Fra le luci, Trebisacce ha posto in primo piano una riforma organica complessiva che arriva dopo decenni a una visione unitaria. Altro aspetto positivo individuato dall'oratore, riguarda l'incentivazione della cultura della valutazione, ravvisando nel tentativo lodevole di affrontare il mondo della scuola-lavoro attraverso uno stretto rapporto in grado di affrontare in modo nuovo il sistema di fare scuola. In ordine alle preoccupazioni, Trebisacce ha centrato gli aspetti metodologici, che avrebbero bisogno di un maggiore coinvolgimento dell'opinione pubblica, che può aiutare a trovare una consapevolezza più rispondente alle esigenze del panorama scolastico mediante una formazione unitaria di base. L'ispettore del Ministero della Pi nonché coordinatore regionale del progetto di sperimentazione, Francesco Fusca, si è prodotto in un intervento forte e palpitante, sostenendo che l'innovazione va inserita nel nuovo scenario dell'articolo 5 della Costituzione. Un atteggiamento critico mostrato nei confronti della legge 52, invitando tutti a essere più propositivi e facendo emergere soprattutto le luci della riforma. Per l'amministrazione comunale ha portato il saluto ai convenuti il sindaco Roberto Senise. È seguito un ampio e articolato dibattito, che ha registrato vari interventi. Tra le autorità intervenute: il vicario generale della Diocesi, monsignor Carmine Scaravaglione in rappresentanza del Vescovo Graziani.

Antonio Franzese

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