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Stabilizzazione precari: la Curia propone, Italia
Lavoro progetta, Palazzo di città approva.
Forse ad una svolta la vicenda dei quasi cento lavoratori
socialmente utili e di pubblica utilità alle dipendenze del
Municipio cassanese. Dopo la revoca, lo scorso agosto, da parte
del sindaco, del piano di stabilizzazione approntato in
precedenza dall’esecutivo cittadino, sembra ora destinata a
spiccare il volo la proposta formulata, due mesi fa, dalla
Diocesi di Cassano. Italia Lavoro, una delle società operanti
per il reinserimento dei precari nel mondo del lavoro, ha
trasfuso le idee in progetti. Ieri, infine, è arrivato il via
libera del Comune.
Queste le linee dell’intesa: Italia Lavoro sarà il soggetto
giuridico che si occuperà dell’assistenza tecnica per la
definizione ed attuazione delle idee progettuali. Tra i settori
d’intervento risaltano quello del terziario e dei servizi
ambientali, ai quali s’aggiungeranno i cento ettari di fertili
terreni posti a disposizione dalla Curia. Sempre secondo le
intenzioni di Italia Lavoro, un gruppo di lavoratori dovrebbe
inoltre dar vita ad un laboratorio per la creazione di imprese
gestori dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Costo
iniziale dell’intera operazione: due milioni e rotti di euro.
<<A nostro parere – fa sapere il sindaco Roberto Senise – il
progetto, che la giunta municipale ha già provveduto ad
adottare, rappresenta una concreta e valida opportunità per
assicurare ai lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità
l’auspicata tranquillità>>. In coda finiscono invece i
ringraziamenti al vescovo, monsignor Domenico Graziani. Capace,
con la propria opera di mediazione e proposta, di districare il
nodo della stabilizzazione. Aggrovigliato dalla tensione tra le
parti sociali e dalla crisi della politica. <<Intendo plaudire
al raggiungimento di un risultato – spiega Senise – che è il
frutto di un rapporto di collaborazione ed impegno sinergico tra
l’ente locale e la Curia vescovile. Monsignor Graziani si sta
spendendo molto per far uscire dallo stato di precarietà i
lavoratori socialmente utili. Sono certo che se ci sarà la
collaborazione dei diretti interessati potremo essere fieri
d’aver centrato un obiettivo importante>>.
Gianpaolo Iacobini |