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.Sabato 17 Maggio 2003

Cassano –  Associazioni e volontariato, in arrivo la terza via


Il futuro di Cassano? Passa attraverso l’associazionismo ed il volontariato.
Un terzo polo. Estraneo agli schieramenti politici, impegnato a ricercare le ragioni della svolta nel dialogo e nei temi dello sviluppo sostenibile. Sembrava impossibile. Adesso se ne discute.
Il miracolo, laico, riesce ai militanti del circolo “Nelson Mandela”. Che in un caldo giorno di maggio inaugurano la nuova via, chiamando a raccolta le associazioni del volontariato locale. Fa da cornice il giardino della Curia vescovile. Pietro Maradei, portavoce del “Mandela”, coordina i lavori del convegno. Un altro mandeliano doc, Peppino Fasanella, si incarica della relaziona introduttiva. Poi tocca agli eroi silenti del volontariato. Apre don Attilio Foscaldi, presidente del “Samaritano”. <<L’associazionismo – dice – rappresenta il sangue della democrazia. La formazione dei volontari rappresenta il nostro obiettivo primario, nell’ottica della costruzione di una società governata da una democrazia finalmente partecipativa>>. Cassano sembra distante anni luce dal sogno, ma forse non tutto è perduto. <<Non sono le elezioni – aggiunge Gianpaolo Iacobini, rappresentante della giovane “Anno Zero” – la panacea di tutti i mali: passa il tempo, ma dinamiche, atteggiamenti e metodi sono sempre uguali. Puntiamo sulla formazione, ed evitiamo di perderci di vista>>. È l’invito a ritrovarsi assieme nel Forum delle associazioni. Antonio Franzese, presidente del movimento “Nuova Idea Cittadina”, sposa l’iniziativa e ne specifica  contorni e contenuti. Giuseppe Martire, governatore della Misericordia, condivide ed aggiunge: <<Le associazioni rappresentano un osservatorio privilegiato del territorio. Dobbiamo insistere nella promozione dei processi di aggregazione e formazione dei giovani>>. Il sibarita Anthony Gioia, vice presidente di “Cittadini a Sibari”, allarga l’ambito del confronto. <<Il distacco tra governanti e governati, la lontananza della politica dalla società – aggiunge – rende indispensabile la ripresa del dialogo, attraverso cui restituire alla città un’identità condivisa>>.
S’apre il dibattito. Quindi, in conclusione, tocca al padrone di casa, monsignor Domenico Graziani, Vescovo della Diocesi di Cassano. <<All’inizio del mio apostolato cassanese – racconta il Vescovo – un amico mi disse che da queste parti non avrei avuto modo di annoiarmi: aveva ragione. La crisi, generale, è innegabile, ma il vero problema sta nel passaggio, non avvenuto, che trasforma la sofferenza in ricchezza attraverso il dono del confronto>>. Il rimedio? Forse, esiste. <<Ognuno – prosegue monsignor Graziani – deve mettere la propria intelligenza al servizio degli altri. Il forum delle associazioni potrebbe costituire un buon punto di partenza: la prospettiva intimorisce, ma va accettata come sfida da vincere>>.Una scommessa per il futuro: il Vescovo buono ci crede. Le associazioni del volontariato pure. Una Cassano diversa è possibile. Forse.

F. P.

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