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Il
futuro di Cassano? Passa attraverso l’associazionismo ed il
volontariato.
Un terzo polo. Estraneo agli schieramenti politici, impegnato a
ricercare le ragioni della svolta nel dialogo e nei temi dello
sviluppo sostenibile. Sembrava impossibile. Adesso se ne
discute.
Il miracolo, laico, riesce ai militanti del circolo “Nelson
Mandela”. Che in un caldo giorno di maggio inaugurano la nuova
via, chiamando a raccolta le associazioni del volontariato
locale. Fa da cornice il giardino della Curia vescovile. Pietro
Maradei, portavoce del “Mandela”, coordina i lavori del
convegno. Un altro mandeliano doc, Peppino Fasanella, si
incarica della relaziona introduttiva. Poi tocca agli eroi
silenti del volontariato. Apre don Attilio Foscaldi, presidente
del “Samaritano”. <<L’associazionismo – dice – rappresenta il
sangue della democrazia. La formazione dei volontari rappresenta
il nostro obiettivo primario, nell’ottica della costruzione di
una società governata da una democrazia finalmente
partecipativa>>. Cassano sembra distante anni luce dal sogno, ma
forse non tutto è perduto. <<Non sono le elezioni – aggiunge
Gianpaolo Iacobini, rappresentante della giovane “Anno Zero” –
la panacea di tutti i mali: passa il tempo, ma dinamiche,
atteggiamenti e metodi sono sempre uguali. Puntiamo sulla
formazione, ed evitiamo di perderci di vista>>. È l’invito a
ritrovarsi assieme nel Forum delle associazioni. Antonio
Franzese, presidente del movimento “Nuova Idea Cittadina”, sposa
l’iniziativa e ne specifica contorni e contenuti. Giuseppe
Martire, governatore della Misericordia, condivide ed aggiunge:
<<Le associazioni rappresentano un osservatorio privilegiato del
territorio. Dobbiamo insistere nella promozione dei processi di
aggregazione e formazione dei giovani>>. Il sibarita Anthony
Gioia, vice presidente di “Cittadini a Sibari”, allarga l’ambito
del confronto. <<Il distacco tra governanti e governati, la
lontananza della politica dalla società – aggiunge – rende
indispensabile la ripresa del dialogo, attraverso cui restituire
alla città un’identità condivisa>>.
S’apre il dibattito. Quindi, in conclusione, tocca al padrone di
casa, monsignor Domenico Graziani, Vescovo della Diocesi di
Cassano. <<All’inizio del mio apostolato cassanese – racconta il
Vescovo – un amico mi disse che da queste parti non avrei avuto
modo di annoiarmi: aveva ragione. La crisi, generale, è
innegabile, ma il vero problema sta nel passaggio, non avvenuto,
che trasforma la sofferenza in ricchezza attraverso il dono del
confronto>>. Il rimedio? Forse, esiste. <<Ognuno – prosegue
monsignor Graziani – deve mettere la propria intelligenza al
servizio degli altri. Il forum delle associazioni potrebbe
costituire un buon punto di partenza: la prospettiva
intimorisce, ma va accettata come sfida da vincere>>.Una
scommessa per il futuro: il Vescovo buono ci crede. Le
associazioni del volontariato pure. Una Cassano diversa è
possibile. Forse.
F. P. |