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Strage di animali: le colline cassanesi segnate dalla morte di
cani e gatti. Si sospetta l’avvelenamento.
La linea della morte non fa rumore. Nessuna denuncia, né
segnalazioni alle associazioni ambientaliste. Solo una lunga
scia di decessi. Improvvisi e quasi certamente violenti.
Comunque strani e crudeli. La linea della morte corre tra le
colline cassanesi. Contrade vicine, a volte dai nomi
impossibili: Salituri, Vacanti Liti, Iotte, Maroglio. Unite dai
corpi immobili di decine di cani e gatti riversi sotto il sole.
Esanimi, già preda di mosche ed insetti attirati dal nauseabondo
odore di carne marcia.
Il caso scoppia subito Pasqua. Diverse famiglie salgono sui
colli per la Pasquetta. Aprendo i cancelli delle ville,
s’accorgono della mattanza. La nera signora con la falce
colpisce tutti, senza distinzioni: cuccioli dal pedigree
invidiabile, e bastardi di lungo pelo. Alla strage non sfuggono
neppure i gatti.
Cosa sia successo nessuno lo sa. Ufficialmente, l’Arma non ha
registrato denunce contro ignoti per maltrattamento di animali.
Voci, allora: tante, e come spesso accade in questi casi,
incontrollate. Spazio ai racconti degli addolorati protagonisti:
i padroni degli animali uccisi. Oppure, a voler essere
ironicamente prudenti, morti suicidi. <<Io – racconta Isa,
proprietaria di un’abitazione in località Iotte – accudivo sei
cuccioli appena nati. Era la fine di aprile: di sera gli ho
portato da mangiare. La mattina successiva li ho trovati
morti>>. Nessuna ferita sui corpi privi di vita. Vicino al
cancello, si lascia sfuggire la giovane donna, <<una bottiglia
di plastica tagliata, con all’interno una polverina gialla>>. Un
cocktail al veleno? Una coincidenza? Mancano gli elementi per
una risposta sicura. Altri residenti della zona, recuperando le
spoglie degli animali amici di un tempo, puntano il dito contro
polpette avvelenate. O ancora, contro le sostanze chimiche di
recente usate nella lotta alla processionaria: un errato
dosaggio, sostengono alcuni, potrebbero aver causato la
decimazione. Opinioni personali, probabilmente senza fondamento.
Di certo v’è solo la strage consumata sui colli adagiati a
ridosso della linea della morte nelle ultime settimane. Non fa
notizia, non fa rumore. Solo trenta righe in cronaca
nell’illusione di svegliare qualche coscienza addormentata.
Gianpaolo Iacobini |