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Giovedì 08 Maggio 2003

Cassano - L’amministrazione dovrà contrarre un mutuo e le tasse aumenteranno <<Cittadini, dovete pagare le tasse>> La proposta di Senise per sanare il dissesto finanziario

Cassano Ionio – “Il dissesto del comune di Cassano, se non interviene una legge ad hoc, deve essere pagato dai suoi cittadini”. Firmato ministero degli Interni. I funzionari del Viminale, rispondendo alla richiesta d’aiuto lanciata dall’amministrazione comunale della città delle Terme in termine di dissesto, dopo aver acquisito i necessari elementi di valutazione, cosi si sono espressi: “solo con eventuali interventi legislativi potrebbero individuarsi apposite risorse aggiuntive a quelle previste dalla legislazione vigente in materia”. Risposta, questa, molto chiara. L’estinzione dei debiti che hanno portato alla dichiarazione di dissesto sono a totale carico del Comune. Il primo cittadino della città delle Terme, Roberto Senise, nel commentare la comunicazione pervenutagli dal Ministero, con una nota diramata dal “Palazzo”, dopo aver premesso di non essere un esperto in materia finanziaria, ha riferito che, “avendo approfondito, in più di una occasione, la pratica del dissesto finanziario dell’Ente, è sempre giunto alla medesima conclusione: la soluzione della massa passiva poteva passare solo ed esclusivamente attraverso l’attivazione di un apposito mutuo  a totale carico del Comune”. Il sindaco Senise ha tenuto a sottolineare che questa decisione (l’assunzione del mutuo) provocherà gravi effetti, soprattutto fiscali, per i cittadini cassanesi. “Per ammortizzare la rata mutuo ci sarà bisogno dell’inasprimento fiscale. Gli effetti finanziari dell’operazione graveranno sui cittadini”, ha affermato il primo cittadino. Il necessario e indispensabile aumento della pressione fiscale nei confronti dei cittadini, a dire di Senise, sarà “un’ulteriore grande ferita che verrà inferta al tessuto sociale della città delle Terme, già afflitta da un alto tasso di disoccupazione, da un reddito pro capite basso e da altri fattori degenerativi della vita sociale”. Il primo cittadino rivolgendosi direttamente “agli economisti, o presunti tali dell’ultima ora, che troppo spesso e gratuitamente elaborano alchimie contabili per offrire una soluzione al problema dissesto”, ha ricordato loro che, “anche alla luce della recente riforma federalista dello Stato, non potranno esserci più finanziamenti destinati a ripianare i debiti degli enti locali in dissesto”. Per Senise, quindi, è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e di attivare le giuste procedure per uscire dalle sabbie mobili del dissesto finanziario che ha portato il comune cassanese a essere etichettato come “il Comune più fallito d’Italia”. Il primo cittadino, nel chiudere la sua nota, ha tenuto a ribadire che “il modo incauto di amministrare degli amministratori del passato ha ipotecato, per i prossimi trent’anni, ogni ipotesi di programmazione e di sviluppo della comunità cassanese”. Per Senise non è possibile parlare di futuro se non ci si confronta con il passato.

Antonio Iannicelli

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