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Cassano Ionio – “Il dissesto del comune di Cassano, se non
interviene una legge ad hoc, deve essere pagato dai suoi
cittadini”. Firmato ministero degli Interni. I funzionari del
Viminale, rispondendo alla richiesta d’aiuto lanciata
dall’amministrazione comunale della città delle Terme in termine
di dissesto, dopo aver acquisito i necessari elementi di
valutazione, cosi si sono espressi: “solo con eventuali
interventi legislativi potrebbero individuarsi apposite risorse
aggiuntive a quelle previste dalla legislazione vigente in
materia”. Risposta, questa, molto chiara. L’estinzione dei
debiti che hanno portato alla dichiarazione di dissesto sono a
totale carico del Comune. Il primo cittadino della città delle
Terme, Roberto Senise, nel commentare la comunicazione
pervenutagli dal Ministero, con una nota diramata dal “Palazzo”,
dopo aver premesso di non essere un esperto in materia
finanziaria, ha riferito che, “avendo approfondito, in più di
una occasione, la pratica del dissesto finanziario dell’Ente, è
sempre giunto alla medesima conclusione: la soluzione della
massa passiva poteva passare solo ed esclusivamente attraverso
l’attivazione di un apposito mutuo a totale carico del Comune”.
Il sindaco Senise ha tenuto a sottolineare che questa decisione
(l’assunzione del mutuo) provocherà gravi effetti, soprattutto
fiscali, per i cittadini cassanesi. “Per ammortizzare la rata
mutuo ci sarà bisogno dell’inasprimento fiscale. Gli effetti
finanziari dell’operazione graveranno sui cittadini”, ha
affermato il primo cittadino. Il necessario e indispensabile
aumento della pressione fiscale nei confronti dei cittadini, a
dire di Senise, sarà “un’ulteriore grande ferita che verrà
inferta al tessuto sociale della città delle Terme, già afflitta
da un alto tasso di disoccupazione, da un reddito pro capite
basso e da altri fattori degenerativi della vita sociale”. Il
primo cittadino rivolgendosi direttamente “agli economisti, o
presunti tali dell’ultima ora, che troppo spesso e gratuitamente
elaborano alchimie contabili per offrire una soluzione al
problema dissesto”, ha ricordato loro che, “anche alla luce
della recente riforma federalista dello Stato, non potranno
esserci più finanziamenti destinati a ripianare i debiti degli
enti locali in dissesto”. Per Senise, quindi, è arrivato il
momento di rimboccarsi le maniche e di attivare le giuste
procedure per uscire dalle sabbie mobili del dissesto
finanziario che ha portato il comune cassanese a essere
etichettato come “il Comune più fallito d’Italia”. Il primo
cittadino, nel chiudere la sua nota, ha tenuto a ribadire che
“il modo incauto di amministrare degli amministratori del
passato ha ipotecato, per i prossimi trent’anni, ogni ipotesi di
programmazione e di sviluppo della comunità cassanese”. Per
Senise non è possibile parlare di futuro se non ci si confronta
con il passato.
Antonio Iannicelli |