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L'incontro su Corrado Alvaro svoltosi nell'aula magna
dell'Istituto tecnico commerciale «Luca Pacioli» ha risvegliato
nell'animo del preside Mario Sapia un antico desiderio teso alla
valorizzazione delle espressioni più fulgide e interessanti
della storia culturale meridionale. «Nell'ambito degli spazi
concessi dalla riforma scolastica ai singoli istituti desidero
inserire – ha affermato Sapia – nello studio della storia
letteraria italiana e nel quadro delle varie discipline, uno
spazio dedicato alla letteratura calabrese e alla realtà storica
della Sibaritide». Con tali proponimenti il dirigente scolastico
ha introdotto l'incontro della «settimana della letteratura
calabrese» organizzata nel contesto della XVII edizione del
Premio letterario nazionale «Troccoli Magna Graecia». I lavori
sono stati introdotti da Martino Zuccaro, della segreteria
organizzativa del premio, il quale ha spiegato che «obiettivo
del premio è promuovere e valorizzare la ricerca letteraria su
autori del '900, approfondire l'opera del poeta e saggista
calabrese Troccoli nonché mettere in evidenza l'impegno e
l'opera di personalità illustri che svolgono la propria attività
in campo letterario, universitario, scientifico. Agendo su
questi fronti paralleli il Premio intende indicare ai giovani,
modelli di vita di alto impegno etico e intellettuale». La
relazione sulla figura e l'opera di Corrado Alvaro è stata
tenuta dal docente Francesco Tricoci che ha anche coordinato la
lettura e l'approfondimento dell'opera di Alvaro nelle classi
terminali nella sua qualità di professore di lettere del
Commerciale. Tricoci ha passato in rassegna non solo le
principali opere dello scrittore calabrese ma lo ha incastonato
nel proprio periodo storico con profonde osservazioni. La
relazione del Tricoci è stata inframezzata dalla lettura di
alcuni brani di «Gente in Aspromonte», fatte da Maria Rosaria
Francese. Alle domande e sollecitazioni puntualmente avanzate
dagli studenti ha dato esauriente risposte Pierfranco Bruni che
ha dedicato allo scrittore di S. Luca numerosi saggi critici.
Bruni ha sottolineato la bontà dell'iniziativa perché ha
consentito ai giovani di accostarsi al testo e fare raffronti e
osservazioni critiche. «Alvaro ha attraversato vari intrecci
storici – ha osservato Bruni – come la nascita e la caduta del
fascismo, la rivoluzione sovietica del 1917, l'avvento
repubblicano. Egli si è confrontato con i suoi contemporanei e
ha avuto l'opportunità di intrecciare la letteratura con la
storia, la calabresità col suo lavoro di inviato speciale,
calabresità che presto diventa meridionalismo e respiro
mediterraneo. La Calabria di Alvaro, il luogo geografico diventa
trasfigurazione della memoria. Anche in «L'uomo è forte», vi è
la metafora del comunismo, della Russia e del fascismo. «La
Calabria – ha concluso Bruni – diventa valore della tradizione e
traduzione dei valori etici in valori letterari».Anche questo
incontro si è mostrato particolarmente interessante perché – è
stato rimarcato – ha avvicinato i giovani e la scuola verso
interessi culturali non sempre opportunamente studiati nel piano
curriculare.
Antonio Franzese |