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“Ii
vulèri iessi i cussì,nu cantastorie, /e nveci di cumizi vulèri
girèdi /i chiazzi ‘nchiazzi a custodi a vita di paisi”.Pensieri,versi
e sogni di Gino Bloise, poeta e pedagogo per vocazione politico
quasi per caso. Tre versi, scelti tra le migliaia vergati dal
poeta-senatore nel corso della sua lunga e intensa esistenza.
Scandita come un interminabile carme (rigorosamente in
vernacolo, che Bloise preferiva ) dal 16 marzo 1926 al 6 giugno
2001. Quando Gino Bloise ha salutato la vita terrena in una
clinica di Roma. Dove si era trasferito da qualche anno,
salutando ma mai abbandonando Cassano e Calabria. Dove aveva
vissuto sin dalla nascita, abbracciata dall’umile abitazione di
famiglia nello storico quartiere “Paddhice” nel cuore del centro
storico cassanese .
Sterminata la produzione poetica, narrativa e saggistica di Gino
Bloise. Che ha amato svisceratamente e ingenuamente il dialetto
ma non ha disdegnato, alimentando una duplicità che non ha mai
avvertito stridore. Rispondendo ai ragazzi del Liceo cittadino
in uno dei numerosi dialoghi coi giovani, Bloise ha chiarito con
la sua solita amaliante profondità intellettuale l’amore
linguisticamente bifronte:<<Mi è facile dire che sia in dialetto
che in lingua italiana ho seguito l’ispirazione. Ma in dialetto
ho potuto descrivere alcuni usi e costumi del paese, miti e
leggende locali, personaggi e storie. Non avrei potuto fare lo
stesso in lingua italiana. E’ qui il dono del dialetto: è più
espressivo, comunicativo, teatrale e quindi accattivante>>.
Questo e moltissimo altro è stato Gino Bloise. Che nel magio
1997 ha visto inserito il meglio della sua produzione in versi
in “poesia al senato”, cutata da Luigi Reina per l’edizioni
letterali dell’Oleandro e introdotto dall’allora presidente
dell’aula di Palazzo Madama, Nicola Mancino. Il volume raccoglie
poesie di quattro poeti – senatori: Eugenio Montale, Franco
Antonicelli, Carlo Levi e, appunto, Gino Bloise.
Dopo la licenza classica, Gino Bloise si è laureato in Pedagogia
dedicandosi all’insegnamento. Formatosi nella cultura umanistica
di una Calabria impregnata di socialismo riformistico e
umanitario, ha animato la vita politico-culturale cassanese
fondando riviste, associazioni, circoli. Nel 1962 è stato eletto
sindaco di cassano, mantenendo la carica per quindici anni. Per
due legislature ( la Quinta e la Sesta) è stato senatore del Psi,
assumendo la vice presidenza della Commissione mista per i
Decreti delegati. Nello stesso arco temporale ha fatto parte
della Commissione bicamerale di vigilanza sulla Rai, ricoprendo
anche la carica di Commissario di vigilanza per il Debito
pubblico. Negli anni Ottanta è stato chiamato alla vice
presidenza della Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania.
Nell’ultima parte della vita ha ricoperto la carica di
segretario generale dell’Istituto romano “Fernando Santi”,
dirigendo la rivista “Avanti nel mondo” e curando per
“Europaforum” gli speciali “Regioni”.
Domenico Mrino |