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La Margherita denuncia: Cassano città invivibile per i portatori
di handicap motori. In 400 sottoscrivono una petizione per
chiedere a Palazzo di città il recepimento della normativa
regionale.
Barriere architettoniche: ci fu in tempo, neppure tanto lontano,
in cui la questione balzò all’ordine del giorno dell’agenda
politica nazionale e locale. Amministratori di ogni idea e
colore sposarono la causa dei disabili in carrozzella.
Emarginati, loro malgrado, da uffici pubblici e pubbliche vie.
Palazzo di città, nel lontano 1995, istituì addirittura una
speciale commissione consiliare, incaricata di indagare sul
fenomeno e fornire suggerimenti per archiviare il caso nel
migliore dei modi. Otto anni dopo, nulla è cambiato. Con una
petizione popolare i cassanesi chiedono adesso di poter voltare
pagina.
<<Tra il 1995 ed il 1998 – ricorda il circolo cittadino della
Margherita – una commissione consiliare istituzionale si occupò
delle barriere architettoniche e del loro abbattimento.
All’epoca non era stata ancora approvata la normativa regionale
di riferimento, ma si riuscì ugualmente, con il contributo
volontario di un’impresa edile, a realizzare almeno le rampe
d’accesso per le carrozzelle ai marciapiedi cittadini>>. Altre
proposte, come quella di installare un apposito ascensore
all’interno del Comune rimasero invece nel freezer. E lì si
trovano ancor oggi. <<Si fecero alcuni sopralluoghi –
sottolineano in proposito quelli della Margherita – e si
individuarono alcune soluzioni tecniche possibili. La
consiliatura finì, e non se ne fece più niente>>.
Adesso la Margherita ci riprova. <<Ci rivolgiamo al sindaco, e
gli chiediamo di operare in fretta, contando anche su di noi.
Prima di tutto vengono i nostri concittadini, soprattutto quelli
i cui diritti vengono, per varie e molteplici ragioni,
quotidianamente mortificati>>. La petizione, con le sue 400
firme, è stata consegnata nei giorni scorsi al primo cittadino,
al presidente del consiglio ed al segretario generale. Entro 40
giorni Palazzo di città dovrà determinarsi in merito e decidere
se e come recepire la legge regionale che dal 1998 disciplina la
materia.
Gianpaolo Iacobini |