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Centrale termoelettrica. Il Ministro Marzano risponde ad
un’interrogazione avanzata dal deputato Mario Oliverio e
conferma: il procedimento amministrativo prosegue.
Da ieri non è più solo la provata convinzione di qualche
giornalista: l’iter per realizzare una centrale termoelettrica a
ciclo combinato nelle campagne di Doria va avanti. Nonostante
l’opposizione della popolazione, ed a dispetto della tardiva
presa di posizione del consiglio comunale e del ripensamento,
ancor oggi non definitivo, di Palazzo di città. La procedura
continua infatti a muovere i suoi passi, secondo quanto previsto
dalla normativa vigente: la richiesta per il rilascio
dell’autorizzazione è pendente, e la società proponente, un
consorzio formato da Ansaldo e International Power, s’è fin qui
ben guardata dal chiederne la sospensione, pur ribadendo, in più
circostanze, di non voler sfidare la volontà popolare.
Le certezze ufficiali le regala il Ministro Antonio Marzano,
titolare del competente dicastero delle Attività Produttive, in
risposta ad un’interrogazione presentata lo scorso ottobre dal
parlamentare diessino Mario Oliverio. <<La piana di Sibari –
scriveva Oliverio - è un’area a vocazione agricola e turistica,
ed è inoltre sede di un rilevante sito archeologico. Per essa la
Finanziaria del 2001 ha previsto un finanziamento per la
costruzione di una struttura aeroportuale>>. Aggiungeva il
parlamentare della Quercia: <<La centrale sorgerebbe a breve
distanza dal progettato aeroporto e dall’esistente centrale
termoelettrica di Rossano >>. L’esponente diessino concludeva
chiedendo di sapere se fossero <<stati acquisiti i pareri del
Comune di Cassano e degli altri enti interessati, se non fosse
opportuno esaminare con maggiore attenzione il progetto in
questione, se non fosse il caso di assumere provvedimenti
urgenti per sospendere la realizzazione dell’impianto>>.
Risponde adesso Marzano. <<Il procedimento amministrativo di
valutazione – fa sapere il Ministro - è in corso, e il verbale
della conferenza di servizi per la valutazione dell’iniziativa,
del metanodotto e dell’elettrodotto, sono stati inviati alle
amministrazioni interessate in data 25 luglio 2002. Alla
riunione hanno partecipato la Regione, gli enti locali
competenti, Soprintendenza e Ministeri interessati. Il sindaco
di Cassano ha espresso interesse per la realizzazione
dell’iniziativa>>.
Niente di nuovo, ma solo una tragica riconferma. Che scatena ora
reazioni politiche. <<La risposta del Governo – afferma Oliverio
– accresce le preoccupazioni. Ritengo urgente mettere in campo
una forte iniziativa, da parte del comune di Cassano e degli
enti locali interessati, per scongiurare la realizzazione di una
mega centrale nella Piana di Sibari. La giunta regionale deve
esprimere una chiara assunzione di responsabilità. Ci batteremo
per impedire abusi e forzature nei confronti di un’area che
costituisce una risorsa per la crescita dell’intera Calabria>>.
Acclarata la nota verità, resta il dubbio: chi, e perché, ha
interesse a lasciare che la centrale cresca indisturbata tra i
pescheti di Doria?
Gianpaolo Iacobini |