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<<La
violenza è la risposta dei disperati. La giustizia non può
essere ristabilita con la forza delle armi>>.
No alla guerra, sì alla vita. Il messaggio, chiaro e forte,
parte da Lauropoli. A lanciarlo è monsignor Domenico Graziani,
vescovo della Diocesi di Cassano, nel corso della giornata per
la pace indetta dalla Caritas diocesana, diretta da don Attilio
Foscaldi. Tutto in un freddo sabato sera: nella chiesa
lauropolitana dei Sacri Cuori, chiamate a raccolta dalla Caritas,
si ritrovano le anime del volontariato: “Samaritano”, “Fratres”,
“Misericordia”, “Anno Zero”, gli animatori parrocchiali ed i
loro fanciulli. Restano vuote le sedie di sindacati, partiti ed
istituzioni, ma si avanti lo stesso: la lotta per la pace la fa
chi la pace la vuole. Circa duecento persone affollano la chiesa
e partecipano alla veglia di preghiera officiata da monsignor
Graziani. Che nel corso della sua riflessione invita tutti alla
meditazione. <<Viviamo giorni – dice – in cui la pace corre seri
rischi, perché l’uomo si arroga il diritto di ergersi a giudice
della vita e della morte. Condanniamo la violenza, voce della
disperazione, e operiamo perché venga ristabilita la
giustizia>>.
Raccolto il segnale, i beati costruttori di pace cassanesi
sfidano il gelido vento di tramontana e sfilano per le strade di
Lauropoli con le loro fiaccole. Infine approdano nei saloni
dell’auditorium “Francesco Toscano” per un confronto sui temi
imposti dalla stretta attualità. Su uno schermo gigante scorrono
le immagini di una Bagdad terrorizzata dalla possibile pioggia
di missili. Quindi, coordinati da don Foscaldi, prendono la
parola a don Giovanni Mazzillo, docente di teologia al Seminario
San Pio X, e don Domenico Bruzzese, direttore della Caritas
diocesana di San Marco Argentano. Chiude monsignor Graziani. Il
cammino che porta alla pace tra gli uomini è arduo, ma anche a
Cassano un seme di speranza è stato gettato.
Gianpaolo Iacobini |