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“Nell’ambito degli spazi concessi dalla riforma scolastica ai
singoli Istituti, desidero inserire nello studio della storia
letteraria italiana e nell’ambito delle varie discipline, uno
spazio dedicato alla letteratura calabrese e alla realtà storica
di Sibari e della Sibaritide”. Con questi proponimenti il
dirigente scolastico Mario Sapia, ha introdotto l’incontro della
Settimana della letteratura calabrese organizzata nell’ambito
della XVII° edizione del Premio nazionale “Troccoli – Magna
Graecia” e dedicato questa volta, ad un nome illustre della
letteratura calabrese e italiana: Corrado Alvaro. Ha introdotto
i lavori Martino Zuccaro, della segreteria organizzativa che ha
puntualizzato gli obiettivi del Premio che sono quelli di
promuovere e valorizzare la ricerca letteraria su autori del
‘900, approfondire l’opera del poeta e saggista calabrese
Giuseppe Troccoli, nonché, mettere in evidenza l’impegno e
l’opera di personalità illustri che svolgono la propria attività
in campo letterario, universitario e scientifico. La relazione
sulla figura e l’opera di Corrado Alvaro è stata tenuta da
Francesco Tricoci, docente del Commerciale che ha coordinato la
lettura e l’approfondimento dello scrittore di S. Luca nelle
classi terminali. La relazione di Tricoci è stata inframmezzata
dalla lettura d’alcuni brani di “Gente di Aspromonte”, letti da
Maria Rosaria Francese. Alle numerose domande e sollecitazioni
proposte dai giovani presenti all’incontro svoltosi nell’aula
magna dell’Istituto tecnico commerciale “Luca Pacioli” di
Cassano, ha risposto il critico letterario Pierfranco Bruni che
ha dedicato allo scrittore aspromontano diversi saggi. “Alvaro
ha attraversato vari intrecci storici, ha osservato Bruni, come
la nascita e la caduta del fascismo, la rivoluzione sovietica
del 1917, l’avvento repubblicano. Egli si è confrontato con i
suoi contemporanei e ha avuto l’opportunità di intrecciare la
letteratura con la storia, la calabresità col suo lavoro
d’inviato speciale, calabresità che presto diventa
meriodionalismo e respiro mediterraneo. La Calabria d’Alvaro, il
luogo geografico che diventa trasfigurazione della memoria.
Anche in “L’uomo è forte” vi è la metafora del comunismo, della
Russia e del fascismo. La Calabria, ha concluso Bruni, diventa
valore della tradizione e traduzione dei valori etici in valori
letterari”. Va dunque in archivio l’ennesimo incontro che, è
stato evidenziato, ha visto insieme i giovani e la scuola alla
riscoperta di nuovi interessi culturali.
Leonardo Guerrieri |