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Cassano ricorda Gino Bloise e gli dedica l’aula consiliare.
Le polemiche non hanno modificato il corso degli eventi: il
tempio della politica cittadina è stato infine consacrato al
sindaco di un quindicennio, il senatore rosso, il poeta
cantore del suo popolo. In due parole, Gino Bloise.
Si comincia con un leggero ritardo sulla tabella di marcia.
Il pomeriggio diventa sera, e quando la notte scende su un
sabato segnato dallo scirocco, si inizia. Nell’aula rimessa
a nuovo coordina il giornalista Mimmo Petroni. Intorno fanno
da servizio d’ordine i volontari della Lisa. Un altro
volontario, Gaetano Zaccato, ronza tra i banchi con taccuini
e macchina fotografica: l’evento girerà il mondo sulle
pagine del sito web
www.cassanoalloionio.info.
In prima fila, dirimpetto alle autorità, la famiglia Bloise:
Ermelinda, moglie dello scomparso senatore, s’accompagna al
figlio primogenito, Gaetano. Tra le tante presenze, spicca
il vuoto di qualche sedia: non c’è il deputato Giuseppe
Geraci, non ci sono i suoi colleghi cassanesi di An,
protagonisti di una dura polemica. Avanti comunque: apre il
sindaco. Che spiega: <<Bloise ha il merito d’aver spezzato,
con la lotta per le terre, la baronìa dei latifondisti. È un
figlio illustre della Calabria, e come tale va ricordato>>.
Bandiere e ideologie per un giorno si confondono: prevale il
senso delle istituzioni. E se Giuseppe Trebisacce, docente
Unical, rammenta le battaglie bloisiane per il progresso
della scuola, il presidente del consiglio, Vittorio Martucci,
ritorna ad affacciarsi su orizzonti politici. <<Bloise –
dice – ha dato a Cassano un seno compiuto della democrazia.
Anche chi lo ha avuto come avversario non può disconoscerne
la grandezza. Stasera la città si riappropria di storia e
memoria>>. Tra gli applausi resta il tempo di dare conto dei
messaggi degli assenti. Per tutti vale quel che si premura
di far sapere un altro ospite mancato, il deputato Ds Mario
Oliverio: <<Esprimo compiacimento per l’iniziativa e ricordo
un figlio eccellente della nostra terra, intellettuale
appassionato ed onesto, legato alla propria terra>>.
Si prosegue. La Uil, con il suo segretario provinciale
Benedetto Di Iacovo, comunica l’avvenuta istituzione di una
borsa di studio per neo laureati nel nome di Bloise. Il
senatore Cesare Marini, a nome dei socialisti calabresi,
ringrazia Senise per aver adottato una <<decisione
coraggiosa nel mezzo di una lotta politica a volte
disumana>>. Carmine Concistrè, unito a Bloise da vincoli
letterari e politici, ne sottolinea <<azioni ed operato, per
ricordare e non dimenticare>>. Eugenio Donadio, principe del
Foro castrovillarese, squarcia il velo della tristezza e da
par suo regala sorrisi rivelando momenti di vita privata
divisi con il Bloise amico e compagno di lotta politica.
<<Un uomo – aggiunge commosso – nato e morto con la bandiera
rossa, esempio di coerenza e coraggio>>. Costantino
Belluscio, ex parlamentare e sindaco di Altomonte, si
sofferma sul <<Bloise intellettuale del Mezzogiorno>>,
mentre Rosina Console, assessore provinciale, punta il dito
contro chi ha tentato di rovinare la festa.
<<L’amministrazione ed il consiglio comunali – affonda –
hanno dimostrato alto senso istituzionale. Avrei però voluto
che questo momento non fosse stato sciupato da qualcuno che
ha voluto porsi al di fuori della storia e che farebbe
meglio a tornare tra i banchi di scuola>>. È una scintilla
che Iole Santelli, sottosegretario alla Giustizia, trasforma
da principio d’incendio in invito alla pacificazione. <<Se
stolto è chi polemizza – commenta chiudendo la serata –
drammatico sarebbe strumentalizzare chi ha commesso un
errore>>. Un tacco che cede e fa traballare per qualche
attimo l’incantevole sottosegretario mina l’equilibrio ma
non spezza la magia. Don Peppino Campana benedice la targa
commemorativa. A battesimo tenuto, si spengono le luci. E
nell’aula consiliare “Gino Bloise, senatore, sindaco e
poeta”, torna la quiete.
Gianpaolo Iacobini |