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Continua a macinare riunioni e programmi il gruppo civico creato
negli ultimi mesi dai commercianti (e qualche utente) di Marina
di Sibari. Tutti convinti che è arrivato il momento di rompere
gli indugi, strappare la delega in bianco affidata negli ultimi
decenni ai “politici di professione” e scendere in campo in
prima persona per perorare la causa del villaggio. Gli
imprenditori si riuniscono con cadenza bisettimanale per trovare
la quadratura del cerchio e approntare il necessario in vista
della tornata amministrativa della prossima primavera. Quando il
Cassanese dovrà scegliere il sindaco che prenderà il posto del
forzista Roberto Senise.
L’ultimo faccia a faccia ospitato domenica pomeriggio da un noto
ristorante della piazzetta vecchia, ha confermato che i
“marinai” saranno in corsa nelle elezioni 2004, epperò ha pure
registrato una diversità di opinioni molto chiara. Non ci sono
conferma ufficiali ma qualche voce è trapelata dal coro. Pare
che da una parte ci siano quanti ritengono sia il caso di
correre da soli, con una lista civica da 20 nomi e un proprio
candidato a sindaco. Almeno al primo turno, dopodiché, al
ballottaggio, si potrebbe ragionare. Sull’altra sponda, quanti
suggeriscono d’individuare alcuni candidati (due, tre, quattro)
da piazzare in una lista già esistente per non disperdere le
forze e ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo.
La discussione, cordiale come sempre, pare abbia affrontato con
cognizione e competenza il caso, rinviando la decisione alla
prossima seduta. Che è già stata fissata per domenica 23
novembre in un altro luogo storico del mega villaggio ionico.
Per anni fiore all’occhiello del panorama turistico sibarita ma
da tempo relegato a un ruolo di serie C da un’insanabile
querelle tra Comune e società lottizzatrici per quanto riguarda
la proprietà e quindi la responsabilità sulle opere di
urbanizzazione primaria: a cominciare da reti idrica e fognante,
per proseguire con illuminazione e verde pubblico. I due
“medici” litigano mentre il malato muore. E siccome le promesse
dei “politici” non sono mai mancate ma non sono mai state
rispettate, i commercianti hanno deciso d’impegnarsi in prima
persona. Sono già quarantacinque i titolari di locali e negozi
che hanno già aderito ufficialmente al fronte. E i responsabili
sono sicuri che il numero lieviterà ancora. Se poi le elezioni
andranno bene…
Domenico Marino |