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Dipendenti
comunali sul piede di guerra: contestano la riorganizzazione di
uffici e settori disegnata dal direttore generale su incarico
del commissario prefettizio.
Riorganizzare la macchina amministrativa: un imperativo
categorico per ognuna delle ultime amministrazioni catapultate
alla guida del Comune. Tutte lo volevano, nessuna ci è riuscita.
Ci prova adesso il commissario prefettizio. Le direttive
commissariali, tradotte in suggerimenti tecnici dal direttore
generale Tonino Fasanella, sembrano tuttavia non convincere i
dipendenti comunali, che attraverso la rappresentanza sindacale
unitaria bocciano le proposte emerse e reclamano un diretto
coinvolgimento nel processo di rimodulazione.
Cronaca. Il 17 ottobre scorso il commissario prefettizio, Carlo
Ponte, scrive al direttore generale. Oggetto della missiva:
piano esecutivo di gestione. <<E’ necessario – spiega Ponte –
procedere con urgenza all’assegnazione delle risorse umane ai
singoli settori. A tal proposito, bisognerà tener conto delle
emergenze esistenti: organizzazione dell’ufficio contenzioso,
potenziamento del settore manutentivo e dei servizi tributi>>.
Novità anche per i lavoratori socialmente utili e di pubblica
utilità. <<Da utilizzare – aggiunge il commissario prefettizio –
in base al livello in godimento. Si dovranno privilegiare i
seguenti servizi: squadra di manutenzione; messi comunali;
pulizia immobili comunali; accompagnatori servizio trasporto
scolastico; accertatori tributi; uscieri>>. Infine,
un’avvertenza: <<Il direttore generale curerà l’osservanza dei
predetti principi da parte dei responsabili dei servizi. In caso
di inadempimento, procederà in loro sostituzione>>.
Pochi giorni, poi il direttore generale abbozza la fisionomia
della rivisitata macchina burocratica municipale: i settori
restano cinque. Uno, quello degli affari generali, viene
sdoppiato. Altri dettagli: il settore lavori pubblici perde
competenze in materia di opere pubbliche ed ambiente, trasferite
all’urbanistica, che in cambio cede la protezione civile. Forze
aggiuntive vengono assegnate al servizio finanziario, mentre
invariata resta la scarna dotazione del settore di Polizia
Municipale.
Due settimane dopo, il 31 ottobre, arriva la risposta della
rappresentanza sindacale unitaria. Firmano Aldo Guidi, Luigi
Perri, Giuseppe Rodilosso, Giovambattista Fragale, Giuseppe
Cimbalo. Obiettano: <<La nuova organizzazione si concretizza in
una semplice migrazione di adempimenti da un settore ad un
altro, peggiorando notevolmente la preesistente situazione di
squilibrio tra adempimenti da garantire e risorse umane
assegnate>>. Ancora: <<Trattandosi di iniziative concernenti le
linee di organizzazione degli uffici e la gestione delle risorse
umane, da una gestione commissariale ci si sarebbe aspettato la
garanzia di imparzialità di vedute, un coinvolgimento attivo e
propositivo dei rappresentanti dei lavoratori che, si riservano,
ad ogni modo, di far valere le proprie ragioni nelle sedi
opportune>>.
Il carteggio si chiude così. Il confronto, però, continua. <<Il
vero problema – commenta Peppino Rodilosso, voce della Uil nella
rsu municipale – non è costituito dal personale, ma dai
dirigenti che non ci sono. Diversi ruoli sono vacanti, oppure
ricoperti da supplenti. E poi, quella storia degli affari
generali divisi in due: non riusciamo a capire se vi saranno due
dirigenti, uno soltanto oppure due mezzi dirigenti>>. C’è
dell’altro: <<Manca il nucleo di valutazione: i dirigenti
giudicano i lavoratori, ma chi giudica loro se il nucleo di
valutazione non esiste? Certo, a giudicare dalle indennità
percepite, che sembrano testimoniare il raggiungimento di tutti
gli obiettivi prefissati, pare che di valutazioni non vi sia
bisogno>>. Ulteriore doglianza: <<Da giugno, ovvero da quando è
stato approvato il bilancio, la parte pubblica non è stata
ancora in grado di quantificare ed assegnare le risorse
contemplate nel Fondo per i progetti obiettivi>>. Chiosa finale:
<<Se si insiste nel voler percorrere questa strada – chiude
Rodilosso – vuol dire che si fa finta di non capire. Oppure qui
c’è qualcuno che davvero non ha capito niente>>.
Il grido di battaglia della rsu: sulla riorganizzazione di
settori, uffici e personali il confronto sarà serrato e,
probabilmente, duro.
Gianpaolo Iacobini |