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Lunedì 03 Novembre 2003

Cassano – Dipendenti comunali sul piede di guerra


Dipendenti comunali sul piede di guerra: contestano la riorganizzazione di uffici e settori disegnata dal direttore generale su incarico del commissario prefettizio.
Riorganizzare la macchina amministrativa: un imperativo categorico per ognuna delle ultime amministrazioni catapultate alla guida del Comune. Tutte lo volevano, nessuna ci è riuscita. Ci prova adesso il commissario prefettizio. Le direttive commissariali, tradotte in suggerimenti tecnici dal direttore generale Tonino Fasanella, sembrano tuttavia non convincere i dipendenti comunali, che attraverso la rappresentanza sindacale unitaria bocciano le proposte emerse e reclamano un diretto coinvolgimento nel processo di rimodulazione.
Cronaca. Il 17 ottobre scorso il commissario prefettizio, Carlo Ponte, scrive al direttore generale. Oggetto della missiva: piano esecutivo di gestione. <<E’ necessario – spiega Ponte – procedere con urgenza all’assegnazione delle risorse umane ai singoli settori. A tal proposito, bisognerà tener conto delle emergenze esistenti: organizzazione dell’ufficio contenzioso, potenziamento del settore  manutentivo e dei servizi tributi>>. Novità anche per i lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità. <<Da utilizzare – aggiunge il commissario prefettizio – in base al livello in godimento. Si dovranno privilegiare i seguenti servizi: squadra di manutenzione; messi comunali; pulizia immobili comunali; accompagnatori servizio trasporto scolastico; accertatori tributi; uscieri>>. Infine, un’avvertenza: <<Il direttore generale curerà l’osservanza dei predetti principi da parte dei responsabili dei servizi. In caso di inadempimento, procederà in loro sostituzione>>.
Pochi giorni, poi il direttore generale abbozza la fisionomia della rivisitata macchina burocratica municipale: i settori restano cinque. Uno, quello degli affari generali, viene sdoppiato. Altri dettagli: il settore lavori pubblici perde competenze in materia di opere pubbliche ed ambiente, trasferite all’urbanistica, che in cambio cede la protezione civile. Forze aggiuntive vengono assegnate al servizio finanziario, mentre invariata resta la scarna dotazione del settore di Polizia Municipale.
Due settimane dopo, il 31 ottobre, arriva la risposta della rappresentanza sindacale unitaria. Firmano Aldo Guidi, Luigi Perri, Giuseppe Rodilosso, Giovambattista Fragale, Giuseppe Cimbalo. Obiettano: <<La nuova organizzazione si concretizza in una semplice migrazione di adempimenti da un settore ad un altro, peggiorando notevolmente la preesistente situazione di squilibrio tra adempimenti da garantire e risorse umane assegnate>>. Ancora: <<Trattandosi di iniziative concernenti le linee di organizzazione degli uffici e la gestione delle risorse umane, da una gestione commissariale ci si sarebbe aspettato la garanzia di imparzialità di vedute, un coinvolgimento attivo e propositivo dei rappresentanti dei lavoratori che, si riservano, ad ogni modo, di far valere le proprie ragioni nelle sedi opportune>>.
Il carteggio si chiude così. Il confronto, però, continua. <<Il vero problema – commenta Peppino Rodilosso, voce della Uil nella rsu municipale – non è costituito dal personale, ma dai dirigenti che non ci sono. Diversi ruoli sono vacanti, oppure ricoperti da supplenti. E poi, quella storia degli affari generali divisi in due: non riusciamo a capire se vi saranno due dirigenti, uno soltanto oppure due mezzi dirigenti>>. C’è dell’altro: <<Manca il nucleo di valutazione: i dirigenti giudicano i lavoratori, ma chi giudica loro se il nucleo di valutazione non esiste? Certo, a giudicare dalle indennità percepite, che sembrano testimoniare il raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati, pare che di valutazioni non vi sia bisogno>>. Ulteriore doglianza: <<Da giugno, ovvero da quando è stato approvato il bilancio, la parte pubblica non è stata ancora in grado di quantificare ed assegnare le risorse contemplate nel Fondo per i progetti obiettivi>>. Chiosa finale: <<Se si insiste nel voler percorrere questa strada – chiude Rodilosso – vuol dire che si fa finta di non capire. Oppure qui c’è qualcuno che davvero non ha capito niente>>.
Il grido di battaglia della rsu: sulla riorganizzazione di settori, uffici e personali il confronto sarà serrato e, probabilmente, duro.

Gianpaolo Iacobini

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