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“AdottaCassano”: buona la prima.
Primo novembre pazzerello: esci col sole, prendi l’ombrello.
Intanto metti a posto il parco dimenticato.
Il sole li ha arrostiti, la pioggia li ha rinfrescati. Niente li
ha fermati: volevano riprendersi un pezzo di città, ci sono
riusciti. È andata in archivio la prima puntata di “AdottaCassano”,
l’iniziativa promossa dalle associazioni Anno Zero, Agesci e
Lisa. L’obiettivo era procedere all’adozione simbolica di
spicchi di città finiti preda dell’oblio e del vandalismo. il
primo passo era la riconquista del parco “Roberta Lanzino”.
Traguardo tagliato: si pensa già alla prossima tappa.
Cronaca di una giornata di lavoro e festa. È Ognissanti.
Puntualità svizzera. Per primi arrivano gli scout del gruppo
“Cassano 1”, guidati dai capigruppo Franco Cataldi e Nuccia
Scardino. Celebrano l’apertura dell’anno scout tra pale e zappe:
nel loro linguaggio è semplicemente un esempio di democrazia
applicato alla politica. Ci sono poi, in divisa d’ordinanza, gli
uomini della lega italiana di salvaguardia ambientale,
capitanati dal presidente Sergio Rodilosso. Insieme a loro anche
i volontari dell’Anno Zero, agli ordini del socio anziano
Peppino Piscia. Il Comune, che s’è speso per la riuscita della
manifestazione, è presente fin dal mattino con il geometra
Roberto Caruso, delegato alle tematiche ambientali. Comincia
l’opera di pulizia. Il parco è dislocato su cinque livelli
diversi. I primi tre vengono letteralmente presi d’assalto.
Nessuno resta con le mani in mano. Forbicioni, rastrelli,
accette, tagliaerbe fanno piazza pulita di rifiuti ed erbacce.
Gli spazzini, armati di pale e sacchetti, completano l’opera. A
metà mattinata arriva il sub commissario prefettizio Mimmo
Fuoco. Lo scorta Giuseppe Manera, dirigente del settore lavori
pubblici. Stringono mani, raccolgono informazioni, dispensano
perfino qualche carezza ai piccoli scout. Poi cedono
all’ufficialità, incontrando in assemblea gli angeli del
volontariato. Al gruppo si unisce anche Amalia Gallo, portavoce
della Sibaritide spa. Discutono dei sogni e delle speranze delle
decine di cassanesi accorsi a riconquistare il loro parco. C’è
chi vorrebbe rivederlo di nuovo illuminato, e chi immagina
panchine comode. Altri reclamano un chiosco e giochi per
giocare. Manera assicura il massimo dell’impegno: tagliando e
cucendo nei bilanci all’osso, qualcosa si troverà per non
deludere quanti inseguono la normalità. La Sibaritide annuncia
l’avvio di una campagna di sensibilizzazione sulle tematiche
ambientali nelle scuole. Gradirebbe il coinvolgimento delle
associazioni: lo avrà. Infine tocca a Fuoco. Schivo con i
giornalisti quanto socievole con i volontari, l’ingegnere lascia
alle cronache un commento: <<Partecipare ad iniziative simili –
dice – è quasi un dovere, comunque un modo per testimoniare la
vicinanza delle istituzioni al mondo del volontariato, che da
sempre, nelle realtà in cui è presente, svolge un ruolo
importante>> “AdottaCassano”: <<Spero che la mia presenza –
aggiunge il sub commissario – sia di incoraggiamento. È
indispensabile procedere lungo la strada intrapresa. Si lavora
per recuperare un parco deturpato, ma si riuscirà forse anche a
migliorare il degrado che pervade qualche coscienza>>.
Fine del racconto. “AdottaCassano” continua.
Gianpaolo Iacobini |