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Palazzo
di città: pronto il piano esecutivo di gestione.
Antefatto: a metà ottobre il commissario prefettizio Carlo Ponte
aveva demandato al direttore generale, Tonino Fasanella, il
compito di provvedere <<con urgenza all’assegnazione delle
risorse umane ai singoli settori, tenendo conto delle emergenze
esistenti>>. Il city manager, nel volgere di pochi giorni, aveva
dato forma e sostanza ad una prima ipotesi di piano esecutivo di
gestione. Le rappresentanze sindacali unitarie erano però
insorte, lamentando la propria esclusione dal processo di
rimodulazione della macchina amministrativa e bocciando le
proposte emerse. Adesso il fatto nuovo: il piano è pronto ed è
stato già ufficialmente adottato, con relativa delibera, dal
commissario prefettizio.
Radiografia di quello che potrebbe essere l’ossatura di Palazzo
di città a partire dalla prossima settimana. Novità: la cicogna
porta un nuovo settore. Sarà quello degli affari istituzionali,
nato per gemmazione dal settore affari generali. Il neonato sarà
affidato a Salvatore Stabile, finora a capo degli affari
generali. Questi ultimi, invece, passeranno nelle mani di
Giuseppe Manera. L’ottima gestione del settore lavori pubblici,
il pugno di ferro nell’affrontare le vicende di Marina di Sibari,
la silenziosa lotta ai nemici dell’ambiente non sono valsi a
“Franco Nero” Manera la riconferma: sarà spedito a prendersi
cura dei servizi sociali e del buco nero comunale, l’ufficio
contenzioso legale. Invariato, invece, lo stato dell’arte per il
servizio di ragioneria, affidato ancora a Salvatore Celiberto, e
per il settore di Polizia Municipale, lasciato alla direzione
del comandante Giuseppe Mignogna. Occhio alla supernova, il
megasettore che prima non c’era. Via l’antico servizio lavori
pubblici. Al suo posto solo i servizi manutentivi, delegati al
certosino impegno di Franco Sarubbo. La programmazione delle
opere pubbliche e le tematiche ambientali saranno invece
inglobate nel settore urbanistica, candidato a divenire il
centro nevralgico dell’attività comunale. Lo guiderà Carlo
Forace, architetto legato da un contratto a tempo con il Comune
cassanese, astro nascente della galassia burocratica municipale.
Dettagli: nel rispetto delle direttive commissariali, eseguita
la dislocazione dei lavoratori socialmente utili e di pubblica
utilità. I precari non formulano tuttavia alcun giudizio di
merito: attendono di conoscere nei particolari i contorni del
loro destino lavorativo prima di esprimere qualsiasi giudizio.
Quel che resta: se ne discuterà stamane, a Palazzo di città, nel
corso di un vertice operativo tra direttore generale,
responsabili dei servizi, commissari prefettizi. La riunione
suggellerà la fase di programmazione, d’altra parte sancita
dalla delibera con cui il commissario prefettizio Carlo Ponte ha
adottato il piano avanzato dal city manager. Subito dopo, sarà
la volta della fase attuativa, scandita dalla firma dei
correlati ordini di servizio. Dulcis in fundo, resta da dare
notizia della tensione che si respira nei corridoi del
Municipio: i rappresentanti sindacali tacciono, rinviando a
lunedì prossimo ogni valutazione. Intanto, però, ribadiscono la
ferma contrarietà nei riguardi di un piano, dicono, <<che
predica bene ma razzola male>>.
Gianpaolo Iacobini |