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La Sibaritide è orfana anche di giustizia.
Presunti responsabili di fatti di sangue e di altri reati
potrebbero ritrovarsi liberi da un giorno all'altro, sol perché
manca un sostituto procuratore della Dda. La Direzione
distrettuale antimafia di Catanzaro non riesce, infatti, al
momento, a nominare un sostituto procuratore che si occupi di
questa area che da tempo sta facendo registrare tassi altissimi
di presenza mafiosa, tanto da far considerare le "ndrine
sibarite tra le più pericolose della Calabria, e non solo.
Angela Napoli lancia il grido d'allarme.
Nella sua qualità di vice presidente della Commissione antimafia
non perde occasione per denunciare questa grave anomalia che se
dovesse perdurare metterebbe a rischio, almeno per il momento,
lo stesso svolgimento di importanti processi penali a carico di
presunti "uomini d'onore", con il fondato rischio che persone
ritenute dagli inquirenti responsabili di efferati delitti e in
attesa di giudizio possano ritornare liberi. Già, nel recente
passato, il vice presidente dell'Antimafia si era rivolta al
ministro di Grazia e Giustizia, Roberto Castelli, per
sottoporgli questa grave carenza di organico presente presso la
Direzione distrettuale antimafia catanzarese e per informarlo
delle "guerre di mafia" in atto tra le varie cosche per il
predominio di intere zone come la Sibaritide, il Lamentino e il
Vibonese. Ieri, dopo aver appreso la notizia che importanti
processi come "Big Fire" e "Sut Up", che si celebrano davanti ai
giudici del Tribunale di Rossano per far luce su alcuni fatti
delittuosi consumatisi nella Sibaritide, non si sono celebrati e
sono stati rinviati a una prossima udienza sol perché mancavano
i rappresentanti della Dda di Catanazaro, l'onorevole Angela
Napoli è ritornata sulla questione. Ha rivolto un'ulteriore
interrogazione al ministro Castelli sostenendo la gravità della
situazione e la necessità di provvedere in tempi rapidi a
potenziare la Dda di Catanzaro perché, a suo dire, "la non
effettuazione dei procedimenti giudiziari in questione rischia
di far uscire dalle carceri pericolosi criminali, con tutte le
conseguenze del caso". La Sibaritide, quindi, dopo essere stata
completamente esclusa dall'Accordo di programma sulla Sicurezza
e la Legalità, sottoscritto qualche settimana fa tra il Governo
centrale e la Regione Calabria, ora è orfana anche di un
sostituto procuratore della Dda che si occupi dei suoi gravi
problemi di giustizia. Ma lo Stato non abdica. Per stamattina,
presso il Palazzo di Città di Cassano è prevista una riunione
del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblico.
Nella riunione, convocata dal Prefetto di Cosenza, Diego
d'Amico, i responsabili provinciali delle forze dell'ordine
sicuramente faranno il punto sulla situazione della sicurezza
nel territorio cassanese e in tutta la Sibaritide anche alla
luce delle ultime operazioni di polizia che hanno portato
all'individuazione dei presunti mandanti e dei presunti
esecutori di alcuni omicidi avvenuti sul territorio della città
delle terme nell'estate del 1999. Dopo la riunione del comitato
provinciale, il prefetto discuterà con i commissari che
amministrano il Comune e infine inaugurerà un centro sociale
polifunzionale realizzato dall'Aterp nel quartiere popolare "Timpone
rosso" e ceduto al Comune di Cassano.
La gestione del Centro polifunzionale sarà affidata alla Caritas
diocesana e alla parrocchia "Sacri cuori" di Lauropoli. L'opera
di don Attilio Foscaldi farà sì che il quartiere popolare a
forte presenza "rom" non sarà considerato più zona "off limits".
Antonio Iannicelli |