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Un
convegno, una mostra, molti ricordi e una presenza ancora viva
grazie a poesie, saggi, racconti e lotte politiche. Tutto “Per
Gino Bloise” come ha titolato la riflessione a più voci
organizzata dalla cellula calabrese dell’Istituto “Fernando
Santi”, di cui l’indimenticato poeta/senatore cassanese è stato
presidente nazionale sino alla morte, il 6 giugno 2001. Il
convegno ospitato venerdì sera dall’aula consiliare del
municipio, intitolata proprio a Bloise, ha aperto una settimana
di celebrazioni che continuerà sino a domenica con la mostra
fotografico/documentaria nel teatro comunale. Libri, pagine di
giornale, ordinanze sindacali, premi letterari e molto altro.
Moderato dal preside Carlo Rango, il convegno è stato aperto
dall’intervento di Osvaldo Bloise, fratello di Gino nonché
presidente del “Fernando Santi” calabrese, e dalla presentazione
di un’antologia sulla produzione letteraria del poeta/senatore
curata da Carmine Chiodo, docente all’Università di Tor Vergata.
Poi le parole di memoria e omaggio del docente liceale Carmine
Concistré, dell’assessore provinciale alla Cultura Donatella
Laudadio e Antonio Mosca, ex sindaco di San Lorenzo del Vallo
oltreché testimone delle lotte per la conquista delle terre di
cui nel secondo dopoguerra il senatore è stato protagonista. A
Giuseppe Selvaggi, giornalista, poeta, saggista e amico
personale di Gino Bloise, il compito di ricordare l’uomo,
raccontare il politico e recensire l’intellettuale. Movendo dal
ricordo dell’aiuto che fornì all’adolescente Bloise per la
preparazione all’esame d’ammissione alla scuola Media, Selvaggi
ha provocato i convegnisti sottolineando le necessità di non
rimanere frenati nella rievocazione nostalgica ma indagare
l’attività politica e anzitutto nell’opera letteraria di Gino
Bloise per carpirne ciò che non è temporaneo: quanto della sua
vita è e potrà essere presenza futura. A cominciare dall’uso del
dialetto nella vita politica, per il quale Selvaggi ha
avvicinato Gino Bloise al lucano Rocco Scotellaro, concedendosi
anche un rapido accenno al linguaggio dialettale che è sempre
più vivo nei contemporanei comizi leghisti. La provocazione di
Selvaggi di non limitarsi alla nostalgia è stata colta al volo
da Carlo Rango, che ha lanciato l’idea di una Fondazione “Gino
Bloise”.
Il docente dell’Università della Calabria e trentennale amico
del senatore/poeta, Giuseppe Trebisacce, ha incentrato il suo
intervento sul Bloise uomo di scuola per due decenni, e sulla
sua pedagogia profondamente innovatrice nella realtà formativa
del secondo dopoguerra. Ha concluso la scaletta degli interventi
l’assessore regionale Saverio Zavettieri, promettendo
l’inserimento di Gino Bloise nella collana di scrittori
calabresi curata dalla Regione.
In coda, prima di spostarsi al teatro per l’inaugurazione della
mostra, l’amico Franco Sarubbo ha prestato la voce alla poesia
in dialetto “U monachiddu”, mentre l’attore Salvatore Puntillo
ha interpretato, emozionando, versi in lingua, meritando un
lungo applauso che ha chiuso degnamente il convegno.
Domenico Marino |