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Giovedì 30 Ottobre 2003

Cassano - “Per Gino Bloise”


Un convegno, una mostra, molti ricordi e una presenza ancora viva grazie a poesie, saggi, racconti e lotte politiche. Tutto “Per Gino Bloise” come ha titolato la riflessione a più voci organizzata dalla cellula calabrese dell’Istituto “Fernando Santi”, di cui l’indimenticato poeta/senatore cassanese è stato presidente nazionale sino alla morte, il 6 giugno 2001. Il convegno ospitato venerdì sera dall’aula consiliare del municipio, intitolata proprio a Bloise, ha aperto una settimana di celebrazioni che continuerà sino a domenica con la mostra fotografico/documentaria nel teatro comunale. Libri, pagine di giornale, ordinanze sindacali, premi letterari e molto altro.
Moderato dal preside Carlo Rango, il convegno è stato aperto dall’intervento di Osvaldo Bloise, fratello di Gino nonché presidente del “Fernando Santi” calabrese, e dalla presentazione di un’antologia sulla produzione letteraria del poeta/senatore curata da Carmine Chiodo, docente all’Università di Tor Vergata. Poi le parole di memoria e omaggio del docente liceale Carmine Concistré, dell’assessore provinciale alla Cultura Donatella Laudadio e Antonio Mosca, ex sindaco di San Lorenzo del Vallo oltreché testimone delle lotte per la conquista delle terre di cui nel secondo dopoguerra il senatore è stato protagonista. A Giuseppe Selvaggi, giornalista, poeta, saggista e amico personale di Gino Bloise, il compito di ricordare l’uomo, raccontare il politico e recensire l’intellettuale. Movendo dal ricordo dell’aiuto che fornì all’adolescente Bloise per la preparazione all’esame d’ammissione alla scuola Media, Selvaggi ha provocato i convegnisti sottolineando le necessità di non rimanere frenati nella rievocazione nostalgica ma indagare l’attività politica e anzitutto nell’opera letteraria di Gino Bloise per carpirne ciò che non è temporaneo: quanto della sua vita è e potrà essere presenza futura. A cominciare dall’uso del dialetto nella vita politica, per il quale Selvaggi ha avvicinato Gino Bloise al lucano Rocco Scotellaro, concedendosi anche un rapido accenno al linguaggio dialettale che è sempre più vivo nei contemporanei comizi leghisti. La provocazione di Selvaggi di non limitarsi alla nostalgia è stata colta al volo da Carlo Rango, che ha lanciato l’idea di una Fondazione “Gino Bloise”.
Il docente dell’Università della Calabria e trentennale amico del senatore/poeta, Giuseppe Trebisacce, ha incentrato il suo intervento sul Bloise uomo di scuola per due decenni, e sulla sua pedagogia profondamente innovatrice nella realtà formativa del secondo dopoguerra. Ha concluso la scaletta degli interventi l’assessore regionale Saverio Zavettieri, promettendo l’inserimento di Gino Bloise nella collana di scrittori calabresi curata dalla Regione.
In coda, prima di spostarsi al teatro per l’inaugurazione della mostra, l’amico Franco Sarubbo ha prestato la voce alla poesia in dialetto “U monachiddu”, mentre l’attore Salvatore Puntillo ha interpretato, emozionando, versi in lingua, meritando un lungo applauso che ha chiuso degnamente il convegno.

Domenico Marino

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