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L’olio dei miracoli: biologico, ricercato in tutto il mondo,
perfino dispensatore di posti di lavoro. Ha compiuto 94 anni,
festeggiato dalle istituzioni.
Non mancava nessuno. C’erano l’assessore regionale
all’agricoltura, Giovanni Dima, e il suo collega Pino Gentile,
delegato al turismo. Al loro fianco, i parlamentari Cesare
Marini e Mimmo Pappaterra. Poi, ancora, Sarino Branda, direttore
dell’Assindustria cosentina, e Umberto De Rose, presidente del
Protekos. Quindi, a dispensar benedizioni e preghiere, perché in
queste cose anche l’anima e la fede hanno un certo valore,
monsignor Domenico Graziani, vescovo della Diocesi di Cassano.
Insieme hanno tenuto a battesimo le nuove strutture ed i
macchinari all’avanguardia che d’ora in avanti caratterizzeranno
la vita dell’oleificio Gabro, gestito dai fratelli Mario e
Antonio Brogna sulle terrazze verdi di Lauropoli, affacciate sul
golfo della Piana. Un’azienda in crescita da quasi un secolo,
proiettata a grandi falcate nel futuro. Nota positiva: fiorisce
l’azienda, aumentano i posti di lavoro. Rispettato l’ambiente,
tutelati i consumatori. La Gabro, infatti, fa tutto da sé:
coltiva, raccoglie, macina, imbottiglia, vende. Sui suoi terreni
si pavoneggiano maestose diecimila piante d’ulivo, alcune delle
quali dall’età veneranda. Coltivazioni biologiche, dispensatrici
di un olio extra vergine dalle riconosciute capacità
terapeutiche, molto apprezzato sulle tavole del Belpaese.
Ottenuto, precisano pignoli gli esperti, <<dalla prima
spremitura a freddo delle olive>>. Successi recenti:
l’affiliazione all’Associazione italiana per l’agricoltura
biologica, per i cultori della materia, familiarmente, Aiab. In
copertina anche le modalità di imbottigliamento: ogni confezione
reca il proprio numero. Uguali sì, ma pur sempre diverse.
Storia di un miracolo: s’è ripetuto ieri mattina, a Lauropoli.
Gianpaolo Iacobini |